Per una notte la RAI

25 03 2010

Sono appena tornata da piazza Azzarita a Bologna, sede del famoso Paladozza. Ovviamente non sono riuscita a entrare, ma mi sono goduta la visione dal maxischermo in piazza. Eravamo in tantissimi, ed era la prima volta in cui nessuno aveva una bandiera partitica in mano. Tutti tranquilli, ovviamente, ma questo non è neanche da dire, dato che pare scontato sottolineare la placidità della gente che va a guardare il cinema in piazza.

Ho notato che sono un pò reticente nei confronti della piazza che applaude a tutti i costi, mi sembra sempre lo stesso problema della massa che segue il leader di turno. Devo dire che all’inizio ero un pò circospetta, ma poi ho notato che quella piazza non ha mai applaudito tanto per, eravamo tutti in ascolto, tutti ben consapevoli. Tutta gente normale andata li per guardare una trasmissione in compagnia, per godere di quel servizio pubblico che ci hanno tolto, con la libertà di chiacchierare tra amici come si fa ogni volta che si esce o che si guarda la tv insieme.

(Tra l’altro il bello è che fondamentalmente pago il canone per l’informazione e per lo sport. Considerando che l’informazione è praticamente annullata e che grazie alle tv satellitari ormai anche le olimpiadi hanno i tempi contati, posso ritenermi un’abbonata abbastanza insoddisfatta! Stasera ho scioperato come gli altri abbonati rai e sono soddisfatta)

E’ stato assolutamente allarmante l’inizio, in cui hanno mostrato alcune analogie tra il fascismo e l’attuale era “democratica”, e poi Santoro ha fatto un appello accorato a Napolitano. Poi tutto è cominciato normalmente, quasi nell’auspicio che si proseguisse con una normale puntata di annozero.

Mi è piaciuta molto l’unione dei giornalisti, finalmente sembrano d’accordo sulla difesa della libertà d’informazione, cioè sulla difesa del loro lavoro. Tutti parlano non più in toni molto pacati, ma dicono le cose come stanno, era anche ora. Anche Floris sembrava un leone, non me lo aspettavo! Ognuno ha utilizzato il suo linguaggio, il suo modo di parlare, ha analizzato la situazione dal suo punto di vista, in modo pienamente libero, ma si percepiva l’unione d’intenti.

Se devo dire i migliori, ovviamente Travaglio, ma soprattutto Luttazzi. Lui si è sentito finalmente alla RAI, ha fatto un pezzo veramente divertente, satira pura che avevo sentito in teatro ma che non mi aspettavo di poter ascoltare in rai. Dopo 8 anni è successo, già questo è buon segno! La sua battuta più fantastica: “Minzolini, no come si chiavama quell’altro? Masi, e quell’altro? Berlusconi, hanno fatto un uso criminoso della tv pubblica. Erano 8 anni che aspettavo di dirlo…” Detta da lui è stata veramente fantastica!

Mi divertirò nei prossimi giorni a fare una stima dei partecipanti in piazza, utilizzando il sistema della questura. Ah, ho verificato che effettivamente la stima delle 4 persone per metro quadro è più che ragionevole, per stare in 5-6 bisogna impersonare le sardine. Intanto Santoro ha parlato di 120000 accessi unici contemporanei dal sito raiperunanotte.it, e repubblica.it ha segnato 60000 accessi, che hanno saturato lo streaming.

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Il calderone politico italiano: ovvero “son dilettante, mi distraggo, ma recupero con un decreto a(due) personam”

6 03 2010

Quello che sta succedendo in questi giorni va oltre ogni immaginario, siamo proprio alla realtà che supera la fantasia.

Abbiamo assistito in queste settimane a fior di dichiarazioni e di interviste perchè il governo si è messo in testa di vietare (o ostacolare fortemente, diciamo, per evitare di spiazzare i cittadini ormai abituati alla lingua di Orwell) i programmi di approfondimento politico, a favore delle tribune politiche, che però non sono state istituite. Tutto ciò ha portato Vespa, aggredito probabilmente da una secchionite, ad accusare Santoro, con questa precisa motivazione: “se anche tu facessi il cagnolino scodinzolatore non ci sarebbero questi problemi”. Tutto questo interesse improvviso  ha portato a pensare che per il pdl le regionali fossero un appuntamento troppo importante, nel quale riversare il massimo delle attenzioni. E invece no. Troppo preoccupati a vincere di brutto come al solito, (tra l’altro, forse non si sono resi ancora conto che hanno di fronte il PD, non è il caso di fare fatiche inutili!), si sono solo dimenticati di raccogliere le firme in tempo e di presentare entro i limiti imposti ovviamente dalla legge le liste! Tutto ciò è accaduto in due regioni assolutamente inutili cioè Lazio e Lombardia.

Nel Lazio è toccato alla Polverini (tra l’altro, siccome era lei la candidata, non se ne poteva accorgere da sola? Di solito quando comincio a preparare un esame all’università mi informo sul periodo in cui ci si può iscrivere, mi sembra una cosa abbastanza banale!), la sua candidatura è stata presentata in ritardo. E quindi non vale.

In Lombardia invece tutto assume connotazioni ancor più grottesche, perchè semplicemente per Formigoni hanno votato alcuni morti, ci sono alcune firme false probabilmente provenienti dalla mano della famiglia Adams, e altre varie ed eventuali. E così un deputato radicale di 28 anni, dopo la semplice intuizione di andare a controllare, certo che anche Superman avrebbe fatto fatica a raccogliere tutte quelle firme in tre giorni, ha scoperto tutto. E quindi anche in Lombardia, altra regione inutile, per nulla strategica, e poco popolata, è saltato il candidato. Che tra l’altro non poteva ripresentarsi per sovrannumero di mandati. Ma dato che abbiamo un presidente del consiglio ormai in carica da quindici anni che non si poteva neanche sognare di farlo per via di una legge del 1954 che impedisce ai soggetti privati esercenti di grosse concessioni pubbliche (leggi: Mediaset) di avere funzioni governative, dovevamo aspettarcelo.

Insomma, già ci pregustavamo la vittoria della legge su questi dilettanti, eravamo pronti ad abbrustolire i mashmallows, quando è arrivato il colpo di scena. Di venerdì, per giunta, come se tutti fossimo preparati a sorbirci la penitenza quaresimale. Hanno approvato un decreto “interpretativo”, della serie vedetela come volete sta di fatto che comandiamo noi nel disprezzo delle più basilari regole come al solito.

Un decreto con due punti fondamentali: la possibilità di presentare la Polverini lunedì dalle 08 alle 16 (state attenti a non prolungare il caffè del dopo-pranzo!), e l’altro che interviene sui timbri per Formigoni. Come non si sa. Chiameranno i RIS di Parma? Andranno di scolorina? Sono aperte le interpretazioni, appunto.

Il comunicato finale del Pdl chiarisce: “Ribadita e sottolineata la necessità di assicurare il pieno esercizio dei diritti di elettorato passivo e attivo, il consiglio ha condiviso l’esigenza di garantire i valori fondamentali della coesione sociale, presupposto di un ordinato svolgimento delle competizioni elettorali”.

“Competizioni elettorali”: Ti piace vincere facile?

Mi piace molto la differenza tra elettorato attivo e passivo. Il passivo lo prende da dietro ma non gli piace?

Ovviamente non posso commentare il resto, perchè mi sembra basilare che per difendere il loro elettorato bastava fare le cose regolarmente, ma forse ormai si sono dimenticati come si fa.

E Napolitano? Napolitano ha dato il nulla osta! Forse gli hanno comunicato del decreto mentre si stava mettendo la vestaglia della sera.

E le opposizioni? Le opposizioni insorgono! Ahahahah. Faranno una manifestazione a settembre.





Conflitto di interessi, scena 4: “Ciak, si gira!”

15 09 2009

il_giornale_pais

Cavoli è un mese che non scrivo! Sarà meglio che torni a darmi da fare!
Mi sembra che il calderone politico attuale meriti il primo post dopo la pausa estiva…
Torna infatti alla ribalta il conflitto d’interessi, anche se nessuno osa più chiamarlo così perchè incapperebbe in accuse di “antiberlusconismo”, e poi è un epiteto così antiquato e out…
La RAI è completamente sottosopra a causa dell’ostruzionismo nel rinnovo dei contratti e nella messa in onda di tutte le trasmissioni non allineate. Infatti ad Annozero hanno annullato i contratti a collaboratori storici, il contratto a Marco Travaglio è in via d’approvazione, non stanno mandando le pubblicità che comunicano la data d’inizio e il giorno in cui dovrebbe andare in onda il programma. Stessi problemi per il rinnovo di contratto a Fabio Fazio, non certo un leone coraggioso che dice in tv quel che pensa, svariate volte si è dissociato dall’opinione dell’ospite presente, scusandosi coi vertici RAI o più semplicemente parandosi il fondoschiène.

Per quanto riguarda Report invece sta girando una notizia per cui sembra che la RAI non voglia più garantire una copertura legale ai giornalisti del programma, che dovrebbero pagarsi le spese giudiziarie in caso di querela. Però  ricordo che quando c’era stata la querelle Barnard-Gabanelli il giornalista si era proprio lamentato del fatto che lui non godeva di copertura legale, mentre la Gabanelli (in quanto conduttrice quindi più esposta) si. Quindi francamente non so quanto la notizia sia vera, è possibile che Barnard fosse un esterno e quindi non tutelato per questo motivo, mi sembra l’unico modo per spiegare la cosa.
E’ poi sotto gli occhi di tutti lo spostamento di Ballarò per far spazio a Bruno Vespa e al suo caro amico Berlusconi, impiegati nella pubblicità sulle 74 case (74! Neanche fossero 2000!!!) disponibili per gli abitanti di Onna. Case peraltro donate dall’efficiente Trentino, che costano un terzo rispetto a quelle della protezione civile e sono pronte prima. Ballarò è stato spostato per evitare che un buon 10% di spettatori che si interessano di politica finisse sul canale sbagliato. Stessa sorte è toccata a Matrix, slittato perchè il premier interverrà a Porta a Porta in seconda serata (così ha dichiarato Vespa), e proprio i suoi elettori mediasettiani non potevano perdersi l’evento!
La buona notizia è che Franceschini si è dissociato da questo tetro tentativo di scimmiottare la par condicio dicendo chiaramente che non vuole essere complice della spettacolarizzazione e della strumentalizzazione della tragedia, e quindi non sarà presente in studio.
Come se ciò non bastasse, la RAI è alla vigilia della nomina del nuovo direttore del Tg3, e i giornalisti sono giustamente preoccupati, temono l’ennesima nomina comoda al governo…Come se non bastasse Minzolini, che ha reso il Tg1 ancora più inguardabile, impresa che sembrava impossibile.
La cosa interessante di tutte queste vicende è che se ne parla perchè stanno accadendo tutte contemporaneamente. E’ da anni che siamo abituati a un colpo, massimo due per volta, inferti alla democrazia, e ci siamo abituati credendola una cosa non dico normale ma inevitabile, e soprattutto non troppo influente sugli ingranaggi della democrazia. Oppure abbiamo avvertito il pericolo ma senza darci troppo da fare con le proteste. Esattamente come le famose aragoste che non si accorgono quando l’acqua si scalda. Ma adesso la temperatura si è alzata troppo di colpo, e anche noi lobotomizzati dalla tv e da facebook ci stiamo accorgendo delle scottature sempre più dolorose.
L’altra cosa paradossale è che se questo argomento è così in voga è anche grazie Feltri e al suo giornale.
Anche il parlamento è abbastanza sconquassato dalle dichiarazioni di Fini che hanno provocato una certa agitazione nella maggioranza, non più abituata a parlare di certe cose tabù come la laicità o il voto agli immigrati.
E così Feltri, dopo aver scritto articoli infamanti su Boffo, direttore dell’Avvenire, secondo me a causa della “bacchettata” per le impudiche marachelle di Berlusconi, costringendolo alle dimissioni (c’è da dire che non è sembrato che i vertici ecclesiastici fossero così dispiaciuti per la cosa), ha estratto un’altra perla. Feltri di fatto ha minacciato Fini dicendogli chiaramente “o ti allinei o vai a sinistra”, e poi ha dichiarato che è in possesso di un dossier in cui si parla di frequentazioni col gentil seso a pagamento nel 2000.

Ma quanti dossier possiede Feltri, deve avere dei cassetti immensi!

Poi è una minaccia praticamente mafiosa, un ricatto pubblico al presidente della camera, mica il primo parlamentarino che arriva e pensa di cambiare il mondo.
Fini ha querelato il Giornale, sottolineando che è assurdo che un attacco così venga da un giornale di proprietà del premier e che lui non dica una parola. Come a dire “guarda che io non ci sto a cadere nella trappola del tuo conflitto d’interessi, gli altri li puoi fare a polpette, ma non toccare me! E poi mi sono stufato anche delle polpette, governa lealmente se sei capace”.
Prima ho guardato sul televideo tutte le dichiarazioni dei politici in merito a queste “tensioni” (io le chiamerei incazzature fumanti) tra Fini, Berlusconi e la Lega. La maggiorparte dei parlamentari (tra cui anche Tremonti e Bocchino) sostiene la necessità di un confronto sulle posizioni di Fini, però poi giusto per stare nel mezzo dice che “non c’è nessun problema tra Fini e Berlusconi”, che è esattamente quello che vorrebbe far credere Berlusconi. Gli unici che mi sembrano molto incazzati e irremovibili sono i leghisti, furiosi per la proposta di Fini di far votare gli immigrati. Poi c’è Cicchitto, che ha difeso Fini dall’attacco del Giornale, e che però ha subito precisato “non fraintendete, io difendo anche Berlusconi dalle accuse di Repubblica” come a dire “la stampa non si occupi dei nostri affari interni, parlate d’altro porca miseria”.
Mi piace molto che si stiano sviscerando tutti i conflitti latenti tra la Lega federalista, l’ex Alleanza nazionale in evidente contrasto con la “logica” populista della lega e l’ex Forza Italia in cui tutti sembrano impauriti dalle reazioni scomposte di Berlusconi, e si tutelano dandogli ragione come possono. E mi piace anche che finalmente è chiara la logica egemonizzante del nostro più grande premier di sempre (oh, se l’ha detto lui sarà vero!) anche ai suoi “alleati”, c’è un tutti contro tutti che è così stimolante!
La verità secondo me è che tutti si sono stancati di Berlusconi, di esser messi continuamente in ridicolo per le sue vicissitudini pubbliche e private, di dover stare alle sue regole e ai suoi dettami senza se e senza ma. Secondo me eccenzion fatta per Bondi nessuno lo difenderebbe neanche con la postilla finale “non fraintendete, io sto con lui”, e in particolare i parlamentari di An (secondo me gli unici della maggioranza con un residuo di cervello) sono stufi di allinearsi a questa finta politica, che è finta perchè non so da quanto tempo è che non si parla di leggi, di riforme, di cose concrete. Tutti hanno paura di perdere i propri elettori dotati di neuroni residui.
Insomma, Berlusconi sembra accerchiato, c’è chi sostiene che esiste un piano USA per far cadere il governo, ma francamente la trovo un’ipotesi quantomeno improbabile, e considerando chi è il soggetto sono doppiamente diffidente. Secondo me forse Berlusconi ce la farà anche stavolta, ha l’appoggio della Chiesa (ma serve un altro post perchè sono diversi accadimenti e scambi dialettici e di favori), delle tv e di quasi tutta la carta stampata, compreso il mitico Vittorio Feltri con cui sembra che non parli mai, si vede che sono telepatici, vorrei avere un dossier che spiega come fanno a intendersi alla perfezione senza bisogno di parole.
Però è possibile che Fini e i 50 ex deputati di An decidano di scindersi dal PDL, smantellando il partito che esiste solo da 4 mesi, fondandone uno nuovo magari con l’alleanza di Casini. Se le idee rimanessero quelle di Fini di quest’ultimo periodo potrei anche valutare un voto in suo favore, sperando che non si uniscano Casini e i cattolici al seguito perchè non se ne può più!
Nel frattempo, intanto che seguiamo gli sviluppi fantapolitici, è utile seguire le vicende dei contratti in RAI, perchè forse la  conclusione più azzeccata  è “con quest’informazione, povera Italia”.

(L’aveva già detto qualcun altro??? Non ricordo…)





La lotteria dei voti

22 06 2009

imputato giustizia

Per il referendum pseudoabrogativo della legge porcellum ha votato il 23% degli aventi diritto, record negativo nella storia della nostra repubblica. Meno ancora del 24% per il celeberrimo referendum sulla fecondazione assistita.

Ecco a voi qualche dichiarazione:

Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto, questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega». Sì, grazie per averci fatto spendere 400 milioni di euro, ci è costata abbastanza questa partita.

Pier Ferdinando Casini e Paolo Ferrero: il «misero fallimento» del referendum dimostra che «il bipartitismo è stato bocciato». Sbagliato: a noi interessa poco il bi-tri-quadripartitismo, noi vorremmo solo gente capace. E un pò meno corruzione, s’il vous plait.

Emma Bonino: «Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?». Si appassionasse? Cos’è dovevamo andare con le bandierine e la tessera nominale dell’abbonamento in curva?

Gianfranco Fini (che in questo periodo è l’unico salvabile) «I quesiti erano troppo tecnici», ha sottolineato il presidente della Camera, «e sicuramente – ha aggiunto – c’è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l’esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo». Allora, il quesito troppo tecnico riguarda una percentuale su un premio di maggioranza. Il problema è che la gente non sa fare una proporzione. E si chiama analfabetismo di ritorno. E la “certa stanchezza” non è “un pò di stanchezza” nei confronti del dibattito politico, è che ci siamo proprio rotti i coglioni. Detto ciò è quello che secondo me c’è andato più vicino, fuochino.

Parliamo ora dei ballottaggi: nelle scorse votazioni c’era stato il “plebiscito della destra” alle comunali. Ora TUTTI e dico tutti i giornalisti, da la7 al tg5 al tg2 al tg1 dicono con un tono di voce più alto la parola RICONFERMA. Per sottolineare che le città in cui ha vinto il centro sinistra col 60% dei voti (Bologna, Firenze, Bari), erano già sinistrorse. Che scandalo. Tutti. Come se fosse normale che nel giro di due settimane il PD cresce di più di 10 punti percentuali. E come se nelle scorse votazioni il centrodestra non avesse vinto in città che erano già “sue”.

E il bello è che riescono a fare reportage dettagliatissimi sulla dittatura iraniana senza che la gente incapace di fare le percentuali faccia il semplice collegamento analogico.

Io mi chiedo come sia possibile che in due settimane le cose siano cambiate così tanto. Io mi chiedo come cavolo sia possibile che servano delle “ragazze immagine” a far calare Berlusconi. Cioè non bastano i processi, la corruzione, le figure di merda mondiali, la completa incapacità nel fronteggiare un qualsiasi aumento del debito pubblico, l’accaparramento di soldi dello stato coi decoder del digitale terrestre, le successive maxi multe europee, lo sprezzo per le regole, le candidature random, le amicizie eroiche coi vari Mangano e compagnia, l’andare con le minorenni, le foto in Sardegna con dei Topolanek di fuori, no, serve sapere che è stato a letto con una escort.

Vi rimando al video con l’esclusiva intervista di Repubblica a Barbara Montereale. Fino alla fine emergono particolari sconcertanti. Le cose che mi hanno colpito di più sono 3:

1) “Ci tengo a specificare che sono una ragazza immagine, non una escort”

2) Il dichiarare con un aplomb invidiabile “sì, sono stata candidata per un partito di centrodestra” (come, non sapeva qual era????)  come se fosse una cosa normale

3) “lo chiamavano tutte Papi, io lo chiamavo Silvio”

3 bis) lo chiamavo Silvio perchè con me è stato molto gentile, mi ha fatto un regalo perchè gli ho detto che non riuscivo a pagare le bollette, è una persona umile, ascolta… Come se il modo migliore per ringraziarlo fosse urlare (all’unico giornale rilevante non schierato dalla sua parte) tutto l’accaduto con disponibilità  e franchezza assolute.

Io credo che la gente abbia pensato una cosa del genere (escalmandola mentalmente in Veneto): “A letto con una Escort? Giammai!”

E fu così che capimmo fino a dove si può spingere l’ipocrisia italiana. Può arrivare fino al punto in cui non si pronuncia la parolina magica -in questo caso “sesso”-, perchè fino a quando non viene ripetuta è come se non fosse successo niente. Ma quando salta fuori è esattamente come il gossip sulle veline in costume, si cominciano a contare i centimetri di cellulite, le voci girano, e anche quelli che guardano il tg1 riescono a carpire la notizia. Notizia che non è una notizia, dato che l’auspicio non seguito da querela “spero che sia sua figlia” era già abbastanza eloquente. Allora il 10% degli italiani comincia a storcere il naso, a dire -beh ma callì am pias mia tant!- , e a votare dall’altra parte, scegliendo quelli che fino a qualche giorno fa facevano schifo, erano comunisti e sbagliavano sempre tutto. Io non so cosa dire, forse come dice Lameduck c’è di mezzo un qualche accordo internazionale, perchè per la prima volta dopo anni è tangibile grazie al voto che Berlusconi è in crisi. Io aspetto di vedere se e come si schiererà la Chiesa. Se gli remerà contro una volta tanto sarà un’istituzione utile per qualcosa. Perchè in fondo  se ci pensiamo anche il Vaticano è uno stato straniero.

Ah, e se per caso si dimetterà, e nelle strade si vedrà gente che festeggia, allora probabilmente quest’epoca sarà stata una dittatura.

E come disse Woody Allen nel 1972 vestito da spermatozoo  “Che Dio ce la mandi buona”.





Vademecum per il referendum

17 06 2009

homer brain2

Il 21 e il 22 le urne tornano aperte per i ballottaggi e per il famoso referendum elettorale.

Sarebbe stato carino prendere posizione quando nessun politico si era espresso, era un esercizio per il cervello stimolante, ma proveremo a usare questo organo sconosciuto e farlo funzionare autonomamente adesso.

Vorrei premettere che se questo referendum mirasse veramente a risolvere la legge elettorale il quesito fondamentale sarebbe: vuoi tu abrogare quella stupidizzima norma che ti toglie la possibilità di mettere una preferenza per un cavolo di candidato dato che sai scrivere?

Ecco, pensare di risolvere la legge elettorale con questo referendum è un pò come pensare di scegliere il miglior ristorante tra “Gigi” e “la Norma” andando al mac donald.

E in più aggiungo che hanno rotto con questo simpatico giochetto del modificare i quesiti dei referendum ad arte in modo che sembrino inutili, farci spendere un sacco di soldi per poi invitare all’astensionismo!

Ma comunque, cominciamo a far funzionare quel residuo neuronale che ci rimane. Mi ha aiutato per questo articolo il sito RAI.

Scheda numero 1, di colore verde padania: premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati

Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

La mia risposta sarà SI, SI, SI! E’ un discorso scottante, che ha creato fior fior di discussioni anche qui, e che richiama in modo sublime il menopeggismo a cui ormai siamo così assuefatti. (Io me lo faccio in vena, è fantastico, ha anche pochi effetti collaterali, a parte che vedo tutto azzurro e verde)

Dunque io voterò SI, SI, SI perchè non c’è nessun partito così fascista e razzista e ignorante come la lega, per cui almeno il premio di maggioranza andrà a qualche velina lobotomizzata per l’occasione, o a qualche avvocato! Veramente non c’è cosa che mi fa più schifo della lega, anche perchè tutta la nostra scricchiolante società ormai trasuda razzismo. Proprio ieri ho saputo che a Ferrara c’è un appartamento di 90 mq appena ristrutturato a 60mila euro vicino alla stazione perchè nel grattacielo ci sono molti stranieri e nessuno ci vuole stare. Se questo è diverso da quando nel periodo nazista gli allievi si rifiutavano di fare lezione coi professori ebrei ditemi in cosa consiste questa differenza.

E se invece per caso dovesse vincere un qualche partito di sinistra o pseudotale almeno non ci dovremmo sorbire le pippe dei comunisti impegnati a dividersi in Trozkisti e Stalinisti, o i ricattini di qualche piccolo leader. Tanto il bipartitismo c’è già, tranne per il fatto che esiste la lega. Ed è il terzo partito d’italia, incredibile!

Scheda numero 2, colore bianco-resa/richiesta di armistizio: premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica.

Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza al Senato della Repubblica, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

Praticamente è lo stesso quesito di prima in chiave senato, l’unica differenza è che il senato è stato pensato dagli antichi romani (senex-vecchio giusto per bullarmi con un pizzico di etimologia) perchè fosse abitato appunto dagli anziani più saggi. Da noi l’unica differenza tra camera e senato è che in senato c’è più incidenza di iperplasia prostatica. Quindi anche qui voto SI, SI, SI!

E prego Luciano Onder di intervenire.

Scheda numero 3, colore rosso comunisti ex mangia bambini ora impegnati in lotte intestine flatulente: abolizione delle candidature multiple.

Votando SI si vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più circoscrizioni e si obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione elettorale candidarsi.

E anche qui voterò SI! La spiegazione è semplice: ho sempre odiato l’overbooking.





A volte mi capita ancora

16 04 2009

terremotovignetta

(Mi scuso per questo post in prima persona e volgare.)

A volte mi capita ancora di arrabbiarmi. C’ero quasi riuscita a star beatamente tranquilla, nessun tg, tv sempre spenta tranne che per i simpson e qualche puntata di X Factor, poca consultazione di oknotizie, informazione che arrivava da tre o quattro blog ben selezionati senza troppe argomentazioni filosofiche. Ero una persona tranquilla, felice, estremamente cinica, ma di quel cinismo che consente di sopravvivere. Perchè tanto diciamolo, la nostra indignazione se poi non abbiamo voglia di muovere il culo non serve proprio (diciamo quasi?) a niente.

Però poi succede la catastrofe, il terremoto in Abruzzo, centinaia di nostri connazionali morti, e allora è impossibile non informarsi, è giusto farlo. Mi ero riproposta di non fare polemica, di far parlare solo gli abruzzesi, ma non ce la faccio più.

E mi vergogno, perchè per farmi piangere non sono bastate tutte quelle vite finite, non sono bastate le migliaia di persone in tenda o in macchina senza casa, senza niente, senza poter recuperare neanche una fotografia. Non sono bastate le foto delle macerie, parte del funerale, testimonianze dirette lasciate a persone con in mano un microfono. Non sono bastate neanche le notizie sull’infiltrazione mafiosa (il sindaco Cialente ha dichiarato parlando di Annozero che l’infiltrazione mafiosa in Abruzzo è marginale, ma allora dico io se sai che c’è devi parlare in tribunale non rilasciare interviste; e poi ha anche detto “emerge che l’Abruzzo è fatto di cartone“, no, sbagliato, è fatto di cemento impastato con la sabbia); neanche la consapevolezza che in Giappone non sarebbe successo quasi niente con un terremoto di questa potenza.

Ma oggi ho acceso la tv, e su un canale c’era la polemica per “l’esonero” di Vauro, lui ha offeso i terremotati, c’è da riequilibrare, e su un altro canale c’era la polemica per l’election day, che in realtà per i motivi suddetti non so di preciso cos’è, e non lo voglio neanche sapere. Sta di fatto che per non far cadere il governo hanno accontentato Bossi, cioè ci saranno due weekend di votazioni (uno per le elezioni e l’altro per il referendum) al posto di uno, e quindi lo Stato per fare un piacere a Bossi spenderà più di 400 milioni di euro. Che su 12 miliardi previsti per la ricostruzione dell’Aquila e provincia è quasi un ventesimo.

E allora io inviterei Bossi dato che noi abbiamo fatto un piacere a lui (perchè si suole dire nei salotti filosofici che il governo rappresenta tutti i cittadini e nessuno può permettersi di dire il contrario quindi tutti abbiamo fatto un favore a Bossi), lui ci fa il favore di donare 400 milioni di euro alla causa abruzzese. Io non so se ci rendiamo conto della gravità della cosa, dopo che è di ieri la notizia che il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record, e che gli introiti per le tasse sono diminuiti del 7,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, dopo che Berlusconi ha rifiutato le offerte d’aiuto dalla Francia e da altri paesi europei (peraltro in Francia parlano del terremoto in termini ben più tragici e meno rassicuranti dei nostri) perchè “i soldi ci sono”. I soldi ci sono? Ma dove?

A questo punto è chiaro, non ce la faremo mai a cambiare, ad avere una credibilità, ad avere dei rappresentanti seri, ad uscire dalla crisi, le polemiche sono sempre quelle, i risultati gli stessi. Non lo so che scusa si inventeranno questa volta per giustificare il tutto, ma ce la faranno grazie ai soliti tg e ai soliti giornali. E la gente crederà loro, e quindi secondo i salotti filosofici per osmosi anche noi che siamo parte della gente siamo responsabili. Ed è in parte tragicamente vero, nel senso che io non ho voglia di muovere il culo rischiando in prima persona. Come non ne hanno voglia tutti quelli che scrivono su dei blog invece di fare dei circoli che agiscano nella quotidianità delle proprie città. E’ la triste realtà. Ma io non ne ho voglia perchè sono stufa di lottare contro i mulini a vento, paradossalmente per liberare i cittadini serve andare contro la maggioranza dei cittadini, e allora finchè c’è da “combattere” contro 630+315 persone è un conto, se c’è da scagliarsi contro 30 e anche più milioni di persone le cose cominciano a complicarsi.

Non ce la faremo mai, siamo destinati a perdere credibilità, soldi, felicità, coesione, conoscenza, sempre di più. Non ce la potremo mai fare. Neanche 500 tonnellate di viagra potranno rizzare le nostre coscienze ormai a pecorina da 20 anni. Siamo dei caproni ignoranti di merda. Coglioni. Col varicocele.





Campania: è ancora emergenza “rifiuti”

30 03 2009

elenarusso-rifiuti

Di Simona_Rm

A riprova che il dramma ‘monnezza in Campania non è stato risolto, vi parlerò di Elena Russo. Elena Russo è una attrice inutile e quanto mai cagna. Tant’è che è divenuta famosa non per qualche rimarchevole interpretazione, bensì per essere una raccomandata in lega acciaio/carbonio, praticamente inattaccabile. Amante di un senatore, divenne ragione di voto di scambio quando Berlusconìk, nel tentativo di strappare al governo Prodi la sua minuscola maggioranza, iniziò a comprare senatori in quota Prodi. Il disonorevole senatore, per favorire il disegno criminoso di Mr B, impose la condizione di piazzare la ragazza in qualche fiction e –detto fatto- Mr B invece di adottarla in Fininvest, la rigirò al Sig. Saccà, all’epoca Direttore di Rai Fiction. Insomma, non solo Mr B ci procurava una crisi di governo, ma gliela dovevano spesare gli abbonati RAI! Il tutto è documentato in una storica telefonata.

E così, quella che era –giustamente- una carriera stentata, divenne una scaletta luminosa verso la celebrità. La Sig.ra Russo, non solo ha ottenuto la partecipazione promessa, ma ora è stata anche eletta ad immagine di Napoli, in una campagna propagandistica del governo! Qui, lei appare priva di sensi sdraiata tra i rifiuti, vestita di un abitino scollato, semplice-semplice, come Sofia ne La Ciociara, tranne per un tocco di insuperabile cafonaggine: la scarpa bianca col tacco da 13! Ecco, ora Napoli dovrò gestire un rifiuto in più. Vorrei dare un giudizio a tutto questo; vorrei tediarvi un po’ con la storia del conflitto di interessi, vorrei perdere altro del mio tempo e del vostro, per discutere se è giusto o no accettare queste persone o arrendersi all’evidenza che ciò che paga in questo paese è: fare marchette! Ma sono stonata stasera. Oggi è nato il PdLL, il Partito Delle Libertà…….”LORO”! Hanno in mano il Paese, è ufficiale: possono fare ciò che vogliono. Peccato, era un bel Paese il mio. Il nostro. Era.