Questi splendidi mondiali

10 08 2009

SWIM-WORLD-WOMEN-200M-FREESTYLE-PODIUM

Buongiorno a tutti!!! Sono tornata!!!

In attesa di ricominciare a scrivere, cosa che avverrà appena avrò internet a disposizione per un tempo sufficiente, posto anche qui l’articolo che ho scritto per il pinguinetto sportivo in un internet point di Trapani.

Nei prossimi giorni pubblicherò le foto “migliori”  -anche se forse data la mia macchinetta compatta ultraeconomica è il caso di dire “meno peggiori”- commentandole un pochetto!!

Ieri sera si sono conclusi i mondiali di nuoto, strepitosi, fantastici, unici.
Oggi sono finalmente riuscita ad approdare in un internet point (a Trapani ce ne sono ben 4, che servizio inaspettato!), perchè a Roma non se ne sono visti. Quindi per non far invecchiare questo evento planetario, che si sa, vecchio è buono solo l’alcol, vi racconto un pò le cose che mi hanno colpito maggiormente in questi giorni. Vado un pò a memoria perchè recuperare informazioni in un luogo dove il tempo è realmente denaro non è cosa agevole, avrei voglia di raccontarvi tutto nei particolari, ma intanto procedo per sommi capi, come in un riassuntone omnicomprensivo; nei prossimi giorni (o al mio rientro, cosa più probabile) magari scriverò un diarietto, con foto ricordo allegate!
Innanzitutto sono rimasta assolutamente strabiliata dai nuotatori di fondo, capaci di nuotare ore e ore combattendo contro le correnti marine, che puntualmente li allontanano dalla meta. Grande Valerio Cleri al primo centro mondiale, dopo che nella 10 km aveva condotto per buona parte della gara arrivando alla fine quarto. Ha distaccato tutti, ha fatto in tempo ad esultare all’arrivo, veramente un dominio assoluto.
Poi ottima Federica Vitale, bronzo splendido sempre nella maratona dei 25 km, e Martina Grimaldi, la giovane bolognese, terza nella 10 km.
Mi ha colpito sicuramente la pallanuoto, questa volta in negativo, soprattutto a livello maschile, dove ho visto un settebello compatto e combattivo solo in due tempi contro la Serbia, squadra troppo impegnativa da affrontare agli ottavi, che poi infatti ha vinto il mondiale. Per le ragazze invece è legittimo qualche rimpianto in più dato che contro la Grecia fino a metà del terzo tempo eravamo davanti di due gol, Grecia che però a dire il vero è stata la rivelazione di questo mondiale (anche se c’è da dire che nei quarti di finale si è trovata davanti l’Australia, non certo una potenza). Ma della pallanuoto magari parlerò per bene in un secondo momento.

Il nuoto è stato lo sport che mi ha stupito maggiormente. Devo dire che dal vivo guardare la pallanuoto è stato bellissimo perchè sembrava di essere allo stadio, ma in uno stadio civile e non buzzurro, ma conoscendo questo sport non è stato niente di totalmente nuovo.
Invece non ho mai fatto nuoto, e il nuoto veloce per me è qualcosa di totalmente alieno, per cui solo l’ingresso dei giudici di gara con sottofondo del gladiatore è stato emozionante, da brividi.
Sono rimasta colpita dal legame dei nuotatori con l’acqua, dall’equilibrio perfettamente allenato tra scivolamento e trazione.
Se dovessi dire le cose che mi sono rimaste più impresse queste sono:
-l’oro di Paul Biedermann nei 400 stile, questo tedesco che ha battuto Phelps, e nello stesso momento è riuscito nell’impresa di battere il record di Ian Thorpe che resisteva da Fukuoka 2001, il tedesco infatti ha fermato il cronometro sul tempo di 3’40″07, precedendo di un solo centesimo il leggendario australiano. C’è da dire che non so se senza questo costume tecnologico (l’ho toccato, al tatto sembra della stessa natura del polistirolo, e quando gli atleti uscivano dall’acqua la cosa impressionante è che l’acqua rigolava dal costume, perfettamente impermeabile) sarebbe riuscito a battere questo record storico. Paul Biedermann si è poi ripetuto nei 200 stile, segnando un altro record del mondo.
Federica Pellegrini, che dopo Phelps credo sia la nuotatrice che ha segnato più record del mondo (3, due nei 200 e uno nei 400, in cui è scesa per la prima volta sotto la soglia dei 4 minuti, e quindi anche questo è un record storico), e che ha infiammato tutto il foro italico. Ha veramente dominato le sue gare, anche quando le altre sembravano rientrare lei piazzava un’ultima vasca velocissima e riprendeva il suo vantaggio.
Cesar Cielo Filho, il brasiliano più veloce nel mondo, che ha stabilito un record incredibile nei 100 stile (46″91, in realtà Bernard questa primavera aveva nuotato credo 46″83, ma il record non era stato omologato per via del costume), in una finale che ahimè non vedeva protagonista il nostro Magnini. Poi il brasiliano si è ripetuto nei 50 stile. Si è anche commosso sul podio, complice l’inno del Brasile che dura circa 6 minuti e non lascia scampo.
Alessia Filippi, la vulcanica romana, oro nei 1500 stile e bronzo negli 800, l’altra italiana che ha vinto due medaglie, ha fatto due ottime gare, per un attimo negli 800 sembrava che potesse arrivare seconda, ma va bene così, gli 800 sono sicuramente una gara più combattuta, e anzi mi ha stupita il tracollo della Adlington, quarta e distante dal podio.
Federico Colbertaldo, l’unico uomo quasi in grado di salire sul podio, quarto sia negli 800 che nei 1500, distanza nella quale per due vasche era parso in grado di arrivare terzo, poi risuperato dal cinese. Ogni volta mi chiedo come faccia a nuotare quelle distanze, è incredibile vedere gli altri (in testa il tunisino Mellouli, che grande, ha vinto 800 e 1500 ed è arrivato sul podio nei 400) che hanno una bracciata lunga, che cercano l’allungo con la schiena per diminuire la frequenza, e lui che invece è tutto schiuma, fa un numero di bracciate da 200 metri e non distende neanche le braccia. Sorprendente!

…Finora ho parlato solo dello stile libero, sarà ora di parlare degli altri stili.
Francamente sono rimasta sorpresa dal livello astronomico dei misti, in cui il grande Lazlo Cseh non è riuscito a vincere nè nei 200 nè nei 400. Misti dominati dall’americano Ryan Lochte (che coi capelli asciutti e gli occhiali da nerd è veramente il migliore! …Vi farò vedere le foto…), una delle rivelazioni di questo mondiale per la sicurezza mostrata. Lui era già stato capace di diversi podi, ma in questo mondiale s’è veramente superato.
E poi meriterebbe un capitolo a parte la finale dei 100 farfalla, in cui il serbo Cavic si è dovuto inchinare a Michael Phelps e al suo record del mondo, Phelps che per la prima volta ho visto rabbioso, e che ha mostrato il suo costume olimpico, cioè il costume speedo costituito in gran parte da tessuto, non come i nuovi tutti in poliuretano. Questa è stata la finale più assurda, quella più inaspettata, quella del cannibale.
L’altra finale assurda è stata quella dei 200 rana, in cui l’americana Soni ha buttato via ogni chance segnando un primo passaggio troppo veloce ed esaurendo le energie.

Poi mi ha stupito l’incredibile quantità di record del mondo, 43. Sono stata nello stadio 3 giorni, e in due di questi non c’era semifinale o finale in cui i record rimanessero intatti! Dopo un pò sembrava quasi normale, il che è un peccato, perchè invece sono imprese degne di nota. Per fortuna come sottolineava Colbertaldo è rimasto tale il record di Grant Hackett, grande fondista australiano.
A livello di nazioni sicuramente assurdo il dominio degli Stati Uniti anche in un’edizione in cui sono apparsi sottotono, Phelps è sembrato “non all’altezza” e nonostante ciò ha vinto 5 ori e un argento. L’Australia invece non all’altezza delle aspettative e Germania (insieme all’Italia) rivelazione.
Se dovessi scegliere i tre migliori del mondiale sarebbero Phelps, la Pellegrini e Cielo Filho…

E poi se posso dire la RAI è stata la rivelazione di questi mondiali. Credo che abbiano fatto un ottimo lavoro, tutte quelle ore di diretta sono servite anche per parlare di tutto il lavoro che sta dietro le gare, dell’allenamento, delle aspettative, del dietro le quinte…Veramente fantastico. Secondo me in molti grazie alle telecronache si sono appassionati, e questo secondo me è un gran risultato. Ho avuto modo di ringraziare Luca Sacchi (commentatore tecnico del nuoto), e ringrazio anche tutti gli altri. In particolare da ex pallanuotista non posso che esser felice della competenza di Failla e Postiglione, e della loro pasisone, che ha permesso un’analisi abbastanza approfondita sulla situazione di questo sport, in un momento in cui c’era il rischio di imputare tutte le colpe agli allenatori.

Ecco, ho scritto anche troppo, spero di potervi raccontare qualche particolarein più, soprattutto per quanto riguarda la pallanuoto, e anche per quanto ho vissuto là dal vivo, perchè ogni giorno passato ai fori romani ha avuto tanti suoi perchè!





Eccomi!

25 07 2009

isola-e-mare

Buongiorno a tutti!!
Oggi cominceranno le mie vacanze!!!
Quindi questo è un piccolizzimo zalutino, aggiornerò forse il blog ma è più probabile che aggiorni il pinguinetto data la natura delle news, prevalentemente sportive.
Nel frattempo, intanto che noi siamo qui a cazzeggiare o traslocare o cazzeggiare, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno vinto un argento storico nel trampolino da 3 metri sincronizzato. Hanno fatto un garone, anche se si temeva per l’ultimo tuffo, doppio e mezzo indietro, ostico per la Dallapè, che invece ha fruttato ben 78 punti! E così siamo finite sul podio, col primo argento mondiale nel sincro, e il primo argento femminile, a meno di 20 punti dalla Cina. Un successone!!!

Vi saluto, vado a fare la valigia!!!! (sono sempre di corsa, non ce la posso fare…)

P.S. Per i post seri ripassate di qua verso metà agosto…





Seeeeeee!!!!!

21 07 2009

tania cagnotto

Io sono una viscerale. Quando guardo (quasi) tutti gli sport parlo con la tv, esulto, mi incazzo quasi come fanno gli appassionati di calcio al bar. (Sottraendo le vagonate di invettive e le tonnellate di turpiloqui) …E poi se succede qualcosa di bello a qualche atleta, se qualcuno fa un’impresa, mi emoziono, e poi esulto un bel pò!
Oggi mi è toccata una sofferenza assurda, il mio cuore è stato definitivamente collaudato, regge le grandi tensioni. Mamma mia non vedevo l’ora che finisse questa gara…
L’importante è che la grande Tania Cagnotto è sul podio!! Finalmente una medaglia!! E che medaglia!!!
Poi vi scriverò tutto per bene, ci tengo a raccontarvi minuziosamente questa gara e questi mondiali, ma intanto esulto scompostamente anche con queste parole messe a casaccio!!!





Finalmente i mondiali di nuoto!

18 07 2009

fratelli marconi

Sono cominciati ieri i mondiali di nuoto nell’eterna Roma. Ambiente suggestivo e decisamente regale per questa rassegna planetaria da vivere nell’anno post-olimpico.

Purtroppo la celeberrima italianità ha fatto la sua parte: 400 milioni di euro stanziati per la costruzione di tre nuovi impianti (di cui uno fantastico progettato da Calatrava e uno da ricavare nell’impianto tennistico con un tetto mobile da aprire in caso di maltempo come quello di Wimbledon) e la ristrutturazione del Foro Italico, col risultato  finale di un assemblamento delle gare al Foro Italico un pò risistemato e la parziale costruzione dell’impianto nell’ex campo da tennis per il nuoto sincronizzato.

Le piscine del foro italico dimostrano tutta la loro età, col piano attorno alla vasca in cemento rialzato di 50 cm rispetto al “pelo” dell’acqua e le canaline di scolo delimitate dalla piastrellatura arrotondata, fondamentali per aggrapparsi quando si è in piscina tanto per rilassarsi. Le costruzioni in cemento che portano ai trampolini non sono neanche ripitturate e di fianco alle docce dei tuffatori ci sono decine di metri di cavi coperti solo oggi da una grata, ieri perfettamente visibili.

Ma parliamo di sport, che forse è meglio.

I primi a lanciarsi -è proprio il caso di dirlo- in quest’avventura sono stati i tuffatori, che ieri hanno esordito con le qualificazioni per il trampolino da un metro. I nostri due atleti, Nicola Marconi e Cristopher Sacchin, ancora acciacciati dopo l’infortunio al polso del primo e lo strappo al quadricipite del ginocchio per il secondo, sono arrivati rispettivamente 13° e 17°, risultato molto inferiore alle aspettative, che li volevano almeno in finale. Sono comunque giustificati (soprattutto Sacchin) dal loro “incerottamento”.

Si è poi proseguito con la piattaforma donne, dove neanche Noemi Batki e Valentina Marocchi sono riuscite ad approdare alla finale. Rimpianti soprattutto per la Batki, ragazza tecnica e dotata di un ottimo fisico, ma che ancora non ha mostrato il suo potenziale. Prima giornata quindi da dimenticare. Per la cronaca, trampolino da un metro vinto dalla Cina e piattaforma dei 10 metri vinta a sorpresa dalla messicana Espinosa, in finale per il rotto della cuffia con l’ultimo piazzamento utile.

Stamattina dovevano iniziare le gare di nuoto in acque libere a Ostia, ma una mareggiata notturna ha distrutto il pontile di partenza e il mare anche oggi non era “navigabile”. Quindi competizioni rimandate di due giorni, il tempo per far calmare il mare e ricostruire il necessario.

Oggi hanno cominciato le ragazze del sincro, con l’esercizio preliminare del tecnico a squadre, in cui l’Italia si è piazzata sesta.

C’era poi grande attesa per il sincro da 3 metri maschile, in cui i carichissimi fratelli Marconi (simpaticamente soprannominati dal telecronista Bizzotto Premiata Tufferia Marconi) si aspettavano di disputare una buona qualifica per accedere poi alla finale. Questo è effettivamente avvenuto, già da stamattina la sensazione era di una finale di altissimo livello, nonostante l’anno post-olimpico solitamente caratterizzato da ritmi meno incalzanti.

E così è stato, veramente pochissimi tuffi sbagliati, molti punteggi attorno ai 90 punti, risultato incerto fino all’ultimo tuffo anche per i cinesi. O forse no, avrebbero dovuto sbagliare clamorosamente per non vincere l’oro, diciamo che il risultato incerto era dal secondo posto in giù. Secondo posto guadagnato dagli statunitensi.

Parliamo della gara dei due fratelli romani: è stata ottima, egregia, superlativa, non so veramente come definirla, già dopo i due tuffi obbligatori erano sopra i 100 punti, sono rimasti tutta la gara con la tensione e la concentrazione giusta per dimostrare il meglio in ogni tuffo. Il fatto è che ci sono riusciti, il podio sembrava cosa fatta, ma…Ma i canadesi (tra cui il grande Despatie) hanno rimontato col quinto tuffo, portandosi a soli 50 centesimi di punto dagli azzurri, e sorpassandoli con l’ultimo di soli 9 centesimi. Inutile dire che è una bazzeccola, mi è venuto subito in mente l’argento di Josefa Idem alle olimpiadi per un solo millesimo. Inutile dire che come ha detto Tommaso (il più giovane dei due) “brucia”. Brucia perchè era l’occasione della vita, perchè il festeggiamento sarebbe stato fantastico, perchè mai nessun italiano nel sincro era arrivato al podio in un mondiale. A dir la verità mai nessun italiano era arrivato quarto a un mondiale, ma non è il risultato che tutti dopo quel quinto tuffo degli azzurri spettacolare da 88 punti si aspettavano. Eravamo tutti pronti a festeggiare un’emozione nuova, non abbiamo potuto cominciare a farlo per 9 centesimi su più di 400 punti.

So che a loro non basta, ma veramente meritano tutti i nostri complimenti per il coniglio che hanno saputo estrarre dal cilindro, per la finale magica che ci hanno regalato con anni e anni di lavoro fisico e mentale. Grazie!

E tra pochissimo cerimonia d’apertura, non vedo l’ora! Sono già vestita d’azzurro.