Sim Sala Bin

5 09 2010

Oh popolo blu abracadabradù “Il PDL non c’è più”





A me dell’Italia non interessa più niente

26 11 2009

Domenica stavo tornando da Padova, ero in un treno densissimo di persone e di odori che all’inizio mi ha fatto rimpiangere la rinite cronica.

Nella fattispecie ero di fianco a Laura, una spagnola stilista di abbigliamento per bambini, e Ivan, muratore, idraulico e tuttofare moldavo. Ci siamo messi a chiacchierare, perchè mi sono incuriosita quando ho visto la ragazza (signora forse) disegnare dei bambini angelici e vestiti in modo perfetto nonostante tutti i movimenti del treno. Lei lavora per Prenatal e per altre due o tre ditte famose di cui però non ho capito il nome. Ha studiato in Spagna, poi è stata qualche anno a Firenze per perfezionare la sua formazione, e adesso lavora e lavora bene. Sabato sera era stata a Gorizia a una manifestazione con una serie di concerti di vari generi musicali, ed era diretta a Parma.

Ivan invece è un muratore, lavora a Bologna da un pò di anni, sempre per la stessa ditta, e mi ha lasciato il numero in caso che qualcosa in casa non funzioni bene, perchè fa anche l’idraulico, l’elettricista e chi più ne ha più ne metta. Secondo me sarebbe capace di sistemare anche i ferri da stiro. Lui invece ha avuto una storia diametralmente opposta, perchè è venuto in Italia perchè in Moldavia c’è poco lavoro e il guadagno è insufficiente per una sopravvivenza dignitosa. E’ qui da 8 anni, non è mai tornato là un pò perchè ha paura di dover tornare là definitivamente e un pò perchè non vuole spendere soldi per andare in aereo. All’inizio stava a Padova, ma lo ricattavano in vari modi, dormiva in un tugurio e non riusciva neanche a mangiare regolarmente. E’ riuscito a trasferirsi a Bologna, adesso ha una camera, sono in casa in 8 o 9 (non ho ben capito), in una stanza c’è una famiglia, in bagno deve fare in fretta ma mangia, dorme comodo, e riesce a risparmiare qualche soldo da mandare in Moldavia. Lui la sera prima era stato  in un paese vicino al confine con la Slovenia in una discoteca, era andato a ballare così lontano perchè “li non ci sono casini”. Nelle discoteche di Bologna a suo dire ci sono frequenti episodi di coltellate e di risse, mentre quella è una discoteca per russi, è un circolo quindi basta fare la tessera e tutti pensano solo a ballare e a bere. Ovviamente non ha mai dormito, è uscito dalla discoteca e poi è stato con gli amici che ha conosciuto là, perchè ovviamente è andato da solo.

Ho realizzato che dei tre ero quella che aveva vissuto la serata più banale, osteria in centro a Bologna e poi un giro al cioccoshow. Con legge di Murphy integrata perchè per la seconda volta in due giorni tutti hanno mangiato cioccolato tranne me, della serie “quando la dieta ti potrà colpire lo farà”. Inoltre anche la mia vita scorre nella più ovvia normalità, viaggio poco perchè devo studiare e perchè non ho soldi, conosco i miei amici, cerco informazioni dal mondo sul computer non potendo farlo spostando il mio sedere.

A volte ascolto le radio inglesi o americane, e mi sento finalmente in un altro mondo, in un mondo normale, come se le cuffie e il pc mi proiettassero in un’altra dimensione, più consona a quello che a me servirebbe in questo momento. Io vorrei essere cittadina del mondo, invece abito in questo paese.

Un paese che è così impegnato ad analizzare le sue storture che è completamente fermo.

Io non so neanche cosa tengo questo blog a fare, purtroppo non posso neanche scrivere quello che sento in radio, primo perchè ho pochissimo tempo per ascoltare, secondo perchè dopo 10 minuti stacco il cervello, e senza la massima concentrazione capisco una parola su tre quando va bene. Non riesco più a scrivere di quello che succede in Italia, sono completamente nauseata. Ma forse il vero motivo è che non mi interessa più.

Non me frega niente di sapere quanti e quali contatti mafiosi ha tizio piuttosto che caio, non voglio neanche sapere quali giri ci sono dietro l’uccisione di due persone legate a un politico per via di una festa. Non trovo interessante il dibattito sulla pausa pranzo, francamente stanno estraendo  dal cilindro così tanti finti problemi e il livello è così basso che io non ce la faccio a entrare nel merito. Cosa dovrei dire io, che la pausa pranzo è sacrosanta ma che alcuni lavori è normale che a volte non la concedono (a me capita di saltarla, per i chirurghi è quasi una regola)? C’è bisogno di dirlo? Cosa me ne frega di interloquire anche a distanza con uno che apre la bocca per dire ste stronzate? Anche stare in silenzio aumenta la produttività, dovrebbe saperlo. Io non vedo l’ora di laurearmi, dopodichè chiederò alla mia prof di andare almeno un mese all’estero a fare almeno un tirocinio, ho voglia di respirare aria nuova, più che altro ho voglia di respirare.

Io non posso più fermarmi ad analizzare le storture di questo paese, io devo proseguire per la mia strada.





Conflitto di interessi, scena 4: “Ciak, si gira!”

15 09 2009

il_giornale_pais

Cavoli è un mese che non scrivo! Sarà meglio che torni a darmi da fare!
Mi sembra che il calderone politico attuale meriti il primo post dopo la pausa estiva…
Torna infatti alla ribalta il conflitto d’interessi, anche se nessuno osa più chiamarlo così perchè incapperebbe in accuse di “antiberlusconismo”, e poi è un epiteto così antiquato e out…
La RAI è completamente sottosopra a causa dell’ostruzionismo nel rinnovo dei contratti e nella messa in onda di tutte le trasmissioni non allineate. Infatti ad Annozero hanno annullato i contratti a collaboratori storici, il contratto a Marco Travaglio è in via d’approvazione, non stanno mandando le pubblicità che comunicano la data d’inizio e il giorno in cui dovrebbe andare in onda il programma. Stessi problemi per il rinnovo di contratto a Fabio Fazio, non certo un leone coraggioso che dice in tv quel che pensa, svariate volte si è dissociato dall’opinione dell’ospite presente, scusandosi coi vertici RAI o più semplicemente parandosi il fondoschiène.

Per quanto riguarda Report invece sta girando una notizia per cui sembra che la RAI non voglia più garantire una copertura legale ai giornalisti del programma, che dovrebbero pagarsi le spese giudiziarie in caso di querela. Però  ricordo che quando c’era stata la querelle Barnard-Gabanelli il giornalista si era proprio lamentato del fatto che lui non godeva di copertura legale, mentre la Gabanelli (in quanto conduttrice quindi più esposta) si. Quindi francamente non so quanto la notizia sia vera, è possibile che Barnard fosse un esterno e quindi non tutelato per questo motivo, mi sembra l’unico modo per spiegare la cosa.
E’ poi sotto gli occhi di tutti lo spostamento di Ballarò per far spazio a Bruno Vespa e al suo caro amico Berlusconi, impiegati nella pubblicità sulle 74 case (74! Neanche fossero 2000!!!) disponibili per gli abitanti di Onna. Case peraltro donate dall’efficiente Trentino, che costano un terzo rispetto a quelle della protezione civile e sono pronte prima. Ballarò è stato spostato per evitare che un buon 10% di spettatori che si interessano di politica finisse sul canale sbagliato. Stessa sorte è toccata a Matrix, slittato perchè il premier interverrà a Porta a Porta in seconda serata (così ha dichiarato Vespa), e proprio i suoi elettori mediasettiani non potevano perdersi l’evento!
La buona notizia è che Franceschini si è dissociato da questo tetro tentativo di scimmiottare la par condicio dicendo chiaramente che non vuole essere complice della spettacolarizzazione e della strumentalizzazione della tragedia, e quindi non sarà presente in studio.
Come se ciò non bastasse, la RAI è alla vigilia della nomina del nuovo direttore del Tg3, e i giornalisti sono giustamente preoccupati, temono l’ennesima nomina comoda al governo…Come se non bastasse Minzolini, che ha reso il Tg1 ancora più inguardabile, impresa che sembrava impossibile.
La cosa interessante di tutte queste vicende è che se ne parla perchè stanno accadendo tutte contemporaneamente. E’ da anni che siamo abituati a un colpo, massimo due per volta, inferti alla democrazia, e ci siamo abituati credendola una cosa non dico normale ma inevitabile, e soprattutto non troppo influente sugli ingranaggi della democrazia. Oppure abbiamo avvertito il pericolo ma senza darci troppo da fare con le proteste. Esattamente come le famose aragoste che non si accorgono quando l’acqua si scalda. Ma adesso la temperatura si è alzata troppo di colpo, e anche noi lobotomizzati dalla tv e da facebook ci stiamo accorgendo delle scottature sempre più dolorose.
L’altra cosa paradossale è che se questo argomento è così in voga è anche grazie Feltri e al suo giornale.
Anche il parlamento è abbastanza sconquassato dalle dichiarazioni di Fini che hanno provocato una certa agitazione nella maggioranza, non più abituata a parlare di certe cose tabù come la laicità o il voto agli immigrati.
E così Feltri, dopo aver scritto articoli infamanti su Boffo, direttore dell’Avvenire, secondo me a causa della “bacchettata” per le impudiche marachelle di Berlusconi, costringendolo alle dimissioni (c’è da dire che non è sembrato che i vertici ecclesiastici fossero così dispiaciuti per la cosa), ha estratto un’altra perla. Feltri di fatto ha minacciato Fini dicendogli chiaramente “o ti allinei o vai a sinistra”, e poi ha dichiarato che è in possesso di un dossier in cui si parla di frequentazioni col gentil seso a pagamento nel 2000.

Ma quanti dossier possiede Feltri, deve avere dei cassetti immensi!

Poi è una minaccia praticamente mafiosa, un ricatto pubblico al presidente della camera, mica il primo parlamentarino che arriva e pensa di cambiare il mondo.
Fini ha querelato il Giornale, sottolineando che è assurdo che un attacco così venga da un giornale di proprietà del premier e che lui non dica una parola. Come a dire “guarda che io non ci sto a cadere nella trappola del tuo conflitto d’interessi, gli altri li puoi fare a polpette, ma non toccare me! E poi mi sono stufato anche delle polpette, governa lealmente se sei capace”.
Prima ho guardato sul televideo tutte le dichiarazioni dei politici in merito a queste “tensioni” (io le chiamerei incazzature fumanti) tra Fini, Berlusconi e la Lega. La maggiorparte dei parlamentari (tra cui anche Tremonti e Bocchino) sostiene la necessità di un confronto sulle posizioni di Fini, però poi giusto per stare nel mezzo dice che “non c’è nessun problema tra Fini e Berlusconi”, che è esattamente quello che vorrebbe far credere Berlusconi. Gli unici che mi sembrano molto incazzati e irremovibili sono i leghisti, furiosi per la proposta di Fini di far votare gli immigrati. Poi c’è Cicchitto, che ha difeso Fini dall’attacco del Giornale, e che però ha subito precisato “non fraintendete, io difendo anche Berlusconi dalle accuse di Repubblica” come a dire “la stampa non si occupi dei nostri affari interni, parlate d’altro porca miseria”.
Mi piace molto che si stiano sviscerando tutti i conflitti latenti tra la Lega federalista, l’ex Alleanza nazionale in evidente contrasto con la “logica” populista della lega e l’ex Forza Italia in cui tutti sembrano impauriti dalle reazioni scomposte di Berlusconi, e si tutelano dandogli ragione come possono. E mi piace anche che finalmente è chiara la logica egemonizzante del nostro più grande premier di sempre (oh, se l’ha detto lui sarà vero!) anche ai suoi “alleati”, c’è un tutti contro tutti che è così stimolante!
La verità secondo me è che tutti si sono stancati di Berlusconi, di esser messi continuamente in ridicolo per le sue vicissitudini pubbliche e private, di dover stare alle sue regole e ai suoi dettami senza se e senza ma. Secondo me eccenzion fatta per Bondi nessuno lo difenderebbe neanche con la postilla finale “non fraintendete, io sto con lui”, e in particolare i parlamentari di An (secondo me gli unici della maggioranza con un residuo di cervello) sono stufi di allinearsi a questa finta politica, che è finta perchè non so da quanto tempo è che non si parla di leggi, di riforme, di cose concrete. Tutti hanno paura di perdere i propri elettori dotati di neuroni residui.
Insomma, Berlusconi sembra accerchiato, c’è chi sostiene che esiste un piano USA per far cadere il governo, ma francamente la trovo un’ipotesi quantomeno improbabile, e considerando chi è il soggetto sono doppiamente diffidente. Secondo me forse Berlusconi ce la farà anche stavolta, ha l’appoggio della Chiesa (ma serve un altro post perchè sono diversi accadimenti e scambi dialettici e di favori), delle tv e di quasi tutta la carta stampata, compreso il mitico Vittorio Feltri con cui sembra che non parli mai, si vede che sono telepatici, vorrei avere un dossier che spiega come fanno a intendersi alla perfezione senza bisogno di parole.
Però è possibile che Fini e i 50 ex deputati di An decidano di scindersi dal PDL, smantellando il partito che esiste solo da 4 mesi, fondandone uno nuovo magari con l’alleanza di Casini. Se le idee rimanessero quelle di Fini di quest’ultimo periodo potrei anche valutare un voto in suo favore, sperando che non si uniscano Casini e i cattolici al seguito perchè non se ne può più!
Nel frattempo, intanto che seguiamo gli sviluppi fantapolitici, è utile seguire le vicende dei contratti in RAI, perchè forse la  conclusione più azzeccata  è “con quest’informazione, povera Italia”.

(L’aveva già detto qualcun altro??? Non ricordo…)





La lotteria dei voti

22 06 2009

imputato giustizia

Per il referendum pseudoabrogativo della legge porcellum ha votato il 23% degli aventi diritto, record negativo nella storia della nostra repubblica. Meno ancora del 24% per il celeberrimo referendum sulla fecondazione assistita.

Ecco a voi qualche dichiarazione:

Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto, questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega». Sì, grazie per averci fatto spendere 400 milioni di euro, ci è costata abbastanza questa partita.

Pier Ferdinando Casini e Paolo Ferrero: il «misero fallimento» del referendum dimostra che «il bipartitismo è stato bocciato». Sbagliato: a noi interessa poco il bi-tri-quadripartitismo, noi vorremmo solo gente capace. E un pò meno corruzione, s’il vous plait.

Emma Bonino: «Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?». Si appassionasse? Cos’è dovevamo andare con le bandierine e la tessera nominale dell’abbonamento in curva?

Gianfranco Fini (che in questo periodo è l’unico salvabile) «I quesiti erano troppo tecnici», ha sottolineato il presidente della Camera, «e sicuramente – ha aggiunto – c’è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l’esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo». Allora, il quesito troppo tecnico riguarda una percentuale su un premio di maggioranza. Il problema è che la gente non sa fare una proporzione. E si chiama analfabetismo di ritorno. E la “certa stanchezza” non è “un pò di stanchezza” nei confronti del dibattito politico, è che ci siamo proprio rotti i coglioni. Detto ciò è quello che secondo me c’è andato più vicino, fuochino.

Parliamo ora dei ballottaggi: nelle scorse votazioni c’era stato il “plebiscito della destra” alle comunali. Ora TUTTI e dico tutti i giornalisti, da la7 al tg5 al tg2 al tg1 dicono con un tono di voce più alto la parola RICONFERMA. Per sottolineare che le città in cui ha vinto il centro sinistra col 60% dei voti (Bologna, Firenze, Bari), erano già sinistrorse. Che scandalo. Tutti. Come se fosse normale che nel giro di due settimane il PD cresce di più di 10 punti percentuali. E come se nelle scorse votazioni il centrodestra non avesse vinto in città che erano già “sue”.

E il bello è che riescono a fare reportage dettagliatissimi sulla dittatura iraniana senza che la gente incapace di fare le percentuali faccia il semplice collegamento analogico.

Io mi chiedo come sia possibile che in due settimane le cose siano cambiate così tanto. Io mi chiedo come cavolo sia possibile che servano delle “ragazze immagine” a far calare Berlusconi. Cioè non bastano i processi, la corruzione, le figure di merda mondiali, la completa incapacità nel fronteggiare un qualsiasi aumento del debito pubblico, l’accaparramento di soldi dello stato coi decoder del digitale terrestre, le successive maxi multe europee, lo sprezzo per le regole, le candidature random, le amicizie eroiche coi vari Mangano e compagnia, l’andare con le minorenni, le foto in Sardegna con dei Topolanek di fuori, no, serve sapere che è stato a letto con una escort.

Vi rimando al video con l’esclusiva intervista di Repubblica a Barbara Montereale. Fino alla fine emergono particolari sconcertanti. Le cose che mi hanno colpito di più sono 3:

1) “Ci tengo a specificare che sono una ragazza immagine, non una escort”

2) Il dichiarare con un aplomb invidiabile “sì, sono stata candidata per un partito di centrodestra” (come, non sapeva qual era????)  come se fosse una cosa normale

3) “lo chiamavano tutte Papi, io lo chiamavo Silvio”

3 bis) lo chiamavo Silvio perchè con me è stato molto gentile, mi ha fatto un regalo perchè gli ho detto che non riuscivo a pagare le bollette, è una persona umile, ascolta… Come se il modo migliore per ringraziarlo fosse urlare (all’unico giornale rilevante non schierato dalla sua parte) tutto l’accaduto con disponibilità  e franchezza assolute.

Io credo che la gente abbia pensato una cosa del genere (escalmandola mentalmente in Veneto): “A letto con una Escort? Giammai!”

E fu così che capimmo fino a dove si può spingere l’ipocrisia italiana. Può arrivare fino al punto in cui non si pronuncia la parolina magica -in questo caso “sesso”-, perchè fino a quando non viene ripetuta è come se non fosse successo niente. Ma quando salta fuori è esattamente come il gossip sulle veline in costume, si cominciano a contare i centimetri di cellulite, le voci girano, e anche quelli che guardano il tg1 riescono a carpire la notizia. Notizia che non è una notizia, dato che l’auspicio non seguito da querela “spero che sia sua figlia” era già abbastanza eloquente. Allora il 10% degli italiani comincia a storcere il naso, a dire -beh ma callì am pias mia tant!- , e a votare dall’altra parte, scegliendo quelli che fino a qualche giorno fa facevano schifo, erano comunisti e sbagliavano sempre tutto. Io non so cosa dire, forse come dice Lameduck c’è di mezzo un qualche accordo internazionale, perchè per la prima volta dopo anni è tangibile grazie al voto che Berlusconi è in crisi. Io aspetto di vedere se e come si schiererà la Chiesa. Se gli remerà contro una volta tanto sarà un’istituzione utile per qualcosa. Perchè in fondo  se ci pensiamo anche il Vaticano è uno stato straniero.

Ah, e se per caso si dimetterà, e nelle strade si vedrà gente che festeggia, allora probabilmente quest’epoca sarà stata una dittatura.

E come disse Woody Allen nel 1972 vestito da spermatozoo  “Che Dio ce la mandi buona”.





Doppio legame

19 06 2009

memoria schizofrenica

Da wikipedia:

Il doppio legame indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell’uno verso l’altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (quel che vien detto) e un ulteriore livello metacomunicativo (come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l’incongruenza.

Cioè, parafrasando in modo più semplice, chi nella relazione ha in quel momento un ruolo dominante mette l’altro nelle condizioni di sbagliare sempre e comunque. E il poveretto è cornuto e mazziato, perchè non glielo può neanche far notare insultandolo a dovere!

Si pensa che il doppio legame in ambito familiare sia la possibile origine della schizofrenia.

Da repubblica, 10/06: Il premier: “Inopportuno sostegno diretto ai referendum” «La riforma della legge eletto­rale deve essere conseguente a quelle sul bicameralismo perfet­to. Pertanto, non appare oggi op­portuno un sostegno diretto al referendum del 21»

Dal corriere, 17/06: ROMA – Il presidente del Consiglio ha annunciato in un’intervista all’emittente ‘Teleuniverso Frosinone’ che, pur non partecipando alla campagna, votera’ si’ al referendum elettorale.

Ora, per il referendum forse c’è un triplo legame (questi si superano!):

-Se si vota SI si permetterà a Berlusconi di regnare incontrastato per i prossimi millenni (hanno resuscitato un batterio congelato per migliaia di anni, sembra che Papi si stia già informando)

-Se si vota NO la Lega potrà ricattare il governo inasprendo la suddivisione tra le regioni e la xenofobia

-Se non si vota non si è bravi cittadini perchè bisogna votare, il referendum è uno strumento democratico

Ecco, qualsiasi scelta si faccia si sbaglia, è questa l’essenza più pura del menopeggismo a cui ormai siamo costretti e abituati. A noi cittadini non rimane che diventare schizofrenici, incapaci di pensare a noi stessi, dipendenti, incapaci di capire queste dinamiche perchè abbiamo prestato il cervello a papà B. e a mamma politica, senza poter “far notare” loro in che guaio ci stanno mettendo. E un popolo schizofrenico può avere a che fare solo coi totalitarismi, non ci sono alternative, questa è la traduzione statale e statista del paternalismo più sfrenato.

Con l’aggravante che stiamo litigando tra di noi per questioni sempre più risibili con una rabbiosità ingravescente.





Vademecum per il referendum

17 06 2009

homer brain2

Il 21 e il 22 le urne tornano aperte per i ballottaggi e per il famoso referendum elettorale.

Sarebbe stato carino prendere posizione quando nessun politico si era espresso, era un esercizio per il cervello stimolante, ma proveremo a usare questo organo sconosciuto e farlo funzionare autonomamente adesso.

Vorrei premettere che se questo referendum mirasse veramente a risolvere la legge elettorale il quesito fondamentale sarebbe: vuoi tu abrogare quella stupidizzima norma che ti toglie la possibilità di mettere una preferenza per un cavolo di candidato dato che sai scrivere?

Ecco, pensare di risolvere la legge elettorale con questo referendum è un pò come pensare di scegliere il miglior ristorante tra “Gigi” e “la Norma” andando al mac donald.

E in più aggiungo che hanno rotto con questo simpatico giochetto del modificare i quesiti dei referendum ad arte in modo che sembrino inutili, farci spendere un sacco di soldi per poi invitare all’astensionismo!

Ma comunque, cominciamo a far funzionare quel residuo neuronale che ci rimane. Mi ha aiutato per questo articolo il sito RAI.

Scheda numero 1, di colore verde padania: premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati

Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

La mia risposta sarà SI, SI, SI! E’ un discorso scottante, che ha creato fior fior di discussioni anche qui, e che richiama in modo sublime il menopeggismo a cui ormai siamo così assuefatti. (Io me lo faccio in vena, è fantastico, ha anche pochi effetti collaterali, a parte che vedo tutto azzurro e verde)

Dunque io voterò SI, SI, SI perchè non c’è nessun partito così fascista e razzista e ignorante come la lega, per cui almeno il premio di maggioranza andrà a qualche velina lobotomizzata per l’occasione, o a qualche avvocato! Veramente non c’è cosa che mi fa più schifo della lega, anche perchè tutta la nostra scricchiolante società ormai trasuda razzismo. Proprio ieri ho saputo che a Ferrara c’è un appartamento di 90 mq appena ristrutturato a 60mila euro vicino alla stazione perchè nel grattacielo ci sono molti stranieri e nessuno ci vuole stare. Se questo è diverso da quando nel periodo nazista gli allievi si rifiutavano di fare lezione coi professori ebrei ditemi in cosa consiste questa differenza.

E se invece per caso dovesse vincere un qualche partito di sinistra o pseudotale almeno non ci dovremmo sorbire le pippe dei comunisti impegnati a dividersi in Trozkisti e Stalinisti, o i ricattini di qualche piccolo leader. Tanto il bipartitismo c’è già, tranne per il fatto che esiste la lega. Ed è il terzo partito d’italia, incredibile!

Scheda numero 2, colore bianco-resa/richiesta di armistizio: premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica.

Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza al Senato della Repubblica, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

Praticamente è lo stesso quesito di prima in chiave senato, l’unica differenza è che il senato è stato pensato dagli antichi romani (senex-vecchio giusto per bullarmi con un pizzico di etimologia) perchè fosse abitato appunto dagli anziani più saggi. Da noi l’unica differenza tra camera e senato è che in senato c’è più incidenza di iperplasia prostatica. Quindi anche qui voto SI, SI, SI!

E prego Luciano Onder di intervenire.

Scheda numero 3, colore rosso comunisti ex mangia bambini ora impegnati in lotte intestine flatulente: abolizione delle candidature multiple.

Votando SI si vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più circoscrizioni e si obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione elettorale candidarsi.

E anche qui voterò SI! La spiegazione è semplice: ho sempre odiato l’overbooking.





Dialoghi dalla gelataia

12 06 2009

gelataio_home

Ultimamente non compro il gelato in vaschetta, ha una pastosità e un gusto troppo artificiali, e poi ne mangerei troppo. Quindi vado quando ho una voglia incoercibile dalla mia gelataia di fiducia, la Mery, con cui si chiacchiera sempre del più e del meno, e poi io sono curiosa, quindi le ho chiesto come funzionano le norme sanitarie, le macchine per fare i gelati…A lei non sembra vero di poter raccontare queste cose quindi è divertente per entrambe. In più usa latte biologico locale, ingredienti veri, rispetta tutte le norme sanitarie e anche quelle dettate dal buon senso e fa sempre gli scontrini.

Sono andata a prendere il gelato anche martedì, cioè dopo le elezioni, e dopo il solito “come va” è cominciato di punto in bianco un dialogo abbastanza assurdo.

Mery: Porca miseria, la lega l’hanno votata in tanti, ma è troppo fascista

Io: Eh! (pensando tra me e me: bello che la pensi così, non me l’aspettavo dato che hai sempre la tv puntata su pomeriggio 5)

Mery: No perchè da un lato c’hanno ragione e li voterei, però dall’altro io c’ho paura che si vada troppo a destra….Sospiro…No perchè sai qui sta diventando una giungla, non si può andare avanti così coi clandestini

Io: Non si può andare avanti così perchè il problema è dei clandestini o della lega?

Mery: Della lega!

Io, tra me e me: ah, grande, cioè il problema è della lega perchè è troppo fascista, grande Mery!

Mery: Si perchè qui tra un pò si fa la rivoluzione!

Io, sempre tra me e me: grande Mery, via la lega a calci nel sedere!

Lei, continuando: Cioè non è possibile guarda, io ne vedo tanti di clandestini, ne combinano troppe, fanno quello che vogliono…

Io, tra me e me: ta – da – da – da – la luna nera!! Eccone un’altra allo scoperto mannaggia, anche le persone poco sospettabili finiscono per fare questi discorsi

Io, ad alta voce dopo aver pensato a cosa cavolo dire dopo questa sua contraddizione, e soprattutto al tipo di linguaggio da usare: Ah cioè quindi la rivoluzione è contro i clandestini! Però dai non è neanche giusto fare come la lega che li incolpa tutti!

Lei: si infatti, perchè se no è troppo fascista! … Infatti bisognerebbe dividere chi lavora e viene qui per lavorare da chi viene qui per fare i suoi comodi e magari spaccia, ruba…

Io, tra me e me ormai sconfortata: A’ ridajje!! Questo discorso mi sembra d’averlo già sentito…

Lei, continuando: però io dico che gli italiani dovrebbero rispettare di più le regole!

Io: infatti, come si fa a pretendere che gli stranieri rispettino le regole se gli italiani se ne fregano? Perchè tu Mery fai lo scontrino, tanti altri no…

Lei, con la faccia di chi non aveva realizzato di essere in minoranza dal punto di vista del rispetto per le regole: Eh, lo so…

Ecco, il dialogo si è concluso così, improvvisamente, esattamente com’era iniziato!

Praticamente da quello che ho capito lei pensa tutto e il contrario di tutto, ovviamente esprimendolo con le frasi tipiche pronunciate in tv e nei programmi mediaset pomeridiani, anzi in tutti i programmi mediaset e anche in tanti rai.

Il problema non è il registro semplice, molto informale e con poca varietà di linguaggio (io alla fine se avete notato ho optato per adattarmi a quel registro, che poi era anche l’unico modo per far proseguire la conversazione), perchè ognuno ha il suo bagaglio lessicale, sceglie come esprimersi e non sono tutti degli intellettuali o esperti di politica su questo pianeta, è giusto e sano così. Il problema è che qualcuno ha capito che le lacune dovute all’ignoranza (cioè al fatto di non sapere certe cose) andavano riempite con concetti un pò pilotati. Il fatto che tutti usino le stesse frasi è secondo me sconcertante e indicativo della dose di manipolazione dovuta ai mass media allineati.

E l’aspetto più grave è che non ci si sforza neanche di trovare la rima baciata come fanno gli ultras allo stadio.





Referendum: Si o No?

14 05 2009

homer-aiuto

Di Simona_Rm

Io a votare ci vado. Mi costringo a volte, mi trascino se serve, ma ci vado. Il mio seggio è il numero 336 ed è allestito nell’aula in cui –più di trenta anni fa(!!)- ho frequentato la prima elementare. Mondo piccolo! E’ un continuo dejà-vu entrare lì, mi sale una nostalgia molesta di tutto il tempo che ho sprecato in vario modo. Entrare in quell’aula è peggio che contarmi le rughe, mi deprime! Ma ci vado lo stesso.
Ci vado perché secondo me l’astensionismo non può fare la differenza. Per quanto possa essere considerato un gesto politico da gente che lo pratica con convinzione, non è però uno strumento politico. L’astensionismo purtroppo, dà sempre ragione a chi vince. Non discuto la scelta che alcuni fanno di non votare, ma non mi piace il proselitismo, soprattutto l’esortazione a questa pratica fatta con la “storica” frase “andate al mare, piuttosto che a votare” (nda: Perché questo lo diceva Bettino Craxi. E io Craxi l’ho sempre schifato).

Ora, il 21 giugno ci sarà un referendum di cui ancora non ho sentito parlare i media “accreditati”, ma per fortuna c’è il web, dove l’informazione circola e ognuno accredita gli informatori che preferisce! Questo referendum, denominato soluzione Guzzetta, viene proposto come una revisione della Legge Calderoli, l’unica legge al mondo denominata “porcata” dal suo stesso firmatario! La legge Calderoli, è quella che ci costringe a votare semplici raggruppamenti politici e non più i singoli candidati. Ma questo lo sappiamo. La soluzione Guzzetta, non sembra modifichi questo dato dell’attuale legge elettorale, sembra invece peggiori sostanzialmente la situazione: se questa soluzione dovesse passare, la lista che prende più voti, acquisterà di diritto il 55% dei seggi parlamentari, quindi la maggioranza assoluta, con la quale potrà governare senza bisogno di alleati e vanificando il senso dell’opposizione (si, lo so, che il PD non costituisce “opposizione”! Ma questo è un altro problema). Messa così, la soluzione Guzzetta non pare avere lati positivi per i quali scomodarsi a votarla. Per me va bene: in questo modo eviterò di entrare nell’aula della mia infanzia una volta di più.
Per capire meglio il tema di questo referendum, segnalo l’articolo di Pancho Pardi su Micromega, lo segnalo perché spiega tutti i possibili pericoli di un successo del “SI” ed invita ad astenersi, argomentando i perché e specificando che “Non si tratta di dire: andate al mare!” “Far mancare il quorum non è manifestazione di indifferenza. E’ in difesa attiva della democrazia.” Finalmente! Astensionismo come strumento politico e non menefreghismo vancanzifero.





A volte mi capita ancora

16 04 2009

terremotovignetta

(Mi scuso per questo post in prima persona e volgare.)

A volte mi capita ancora di arrabbiarmi. C’ero quasi riuscita a star beatamente tranquilla, nessun tg, tv sempre spenta tranne che per i simpson e qualche puntata di X Factor, poca consultazione di oknotizie, informazione che arrivava da tre o quattro blog ben selezionati senza troppe argomentazioni filosofiche. Ero una persona tranquilla, felice, estremamente cinica, ma di quel cinismo che consente di sopravvivere. Perchè tanto diciamolo, la nostra indignazione se poi non abbiamo voglia di muovere il culo non serve proprio (diciamo quasi?) a niente.

Però poi succede la catastrofe, il terremoto in Abruzzo, centinaia di nostri connazionali morti, e allora è impossibile non informarsi, è giusto farlo. Mi ero riproposta di non fare polemica, di far parlare solo gli abruzzesi, ma non ce la faccio più.

E mi vergogno, perchè per farmi piangere non sono bastate tutte quelle vite finite, non sono bastate le migliaia di persone in tenda o in macchina senza casa, senza niente, senza poter recuperare neanche una fotografia. Non sono bastate le foto delle macerie, parte del funerale, testimonianze dirette lasciate a persone con in mano un microfono. Non sono bastate neanche le notizie sull’infiltrazione mafiosa (il sindaco Cialente ha dichiarato parlando di Annozero che l’infiltrazione mafiosa in Abruzzo è marginale, ma allora dico io se sai che c’è devi parlare in tribunale non rilasciare interviste; e poi ha anche detto “emerge che l’Abruzzo è fatto di cartone“, no, sbagliato, è fatto di cemento impastato con la sabbia); neanche la consapevolezza che in Giappone non sarebbe successo quasi niente con un terremoto di questa potenza.

Ma oggi ho acceso la tv, e su un canale c’era la polemica per “l’esonero” di Vauro, lui ha offeso i terremotati, c’è da riequilibrare, e su un altro canale c’era la polemica per l’election day, che in realtà per i motivi suddetti non so di preciso cos’è, e non lo voglio neanche sapere. Sta di fatto che per non far cadere il governo hanno accontentato Bossi, cioè ci saranno due weekend di votazioni (uno per le elezioni e l’altro per il referendum) al posto di uno, e quindi lo Stato per fare un piacere a Bossi spenderà più di 400 milioni di euro. Che su 12 miliardi previsti per la ricostruzione dell’Aquila e provincia è quasi un ventesimo.

E allora io inviterei Bossi dato che noi abbiamo fatto un piacere a lui (perchè si suole dire nei salotti filosofici che il governo rappresenta tutti i cittadini e nessuno può permettersi di dire il contrario quindi tutti abbiamo fatto un favore a Bossi), lui ci fa il favore di donare 400 milioni di euro alla causa abruzzese. Io non so se ci rendiamo conto della gravità della cosa, dopo che è di ieri la notizia che il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record, e che gli introiti per le tasse sono diminuiti del 7,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, dopo che Berlusconi ha rifiutato le offerte d’aiuto dalla Francia e da altri paesi europei (peraltro in Francia parlano del terremoto in termini ben più tragici e meno rassicuranti dei nostri) perchè “i soldi ci sono”. I soldi ci sono? Ma dove?

A questo punto è chiaro, non ce la faremo mai a cambiare, ad avere una credibilità, ad avere dei rappresentanti seri, ad uscire dalla crisi, le polemiche sono sempre quelle, i risultati gli stessi. Non lo so che scusa si inventeranno questa volta per giustificare il tutto, ma ce la faranno grazie ai soliti tg e ai soliti giornali. E la gente crederà loro, e quindi secondo i salotti filosofici per osmosi anche noi che siamo parte della gente siamo responsabili. Ed è in parte tragicamente vero, nel senso che io non ho voglia di muovere il culo rischiando in prima persona. Come non ne hanno voglia tutti quelli che scrivono su dei blog invece di fare dei circoli che agiscano nella quotidianità delle proprie città. E’ la triste realtà. Ma io non ne ho voglia perchè sono stufa di lottare contro i mulini a vento, paradossalmente per liberare i cittadini serve andare contro la maggioranza dei cittadini, e allora finchè c’è da “combattere” contro 630+315 persone è un conto, se c’è da scagliarsi contro 30 e anche più milioni di persone le cose cominciano a complicarsi.

Non ce la faremo mai, siamo destinati a perdere credibilità, soldi, felicità, coesione, conoscenza, sempre di più. Non ce la potremo mai fare. Neanche 500 tonnellate di viagra potranno rizzare le nostre coscienze ormai a pecorina da 20 anni. Siamo dei caproni ignoranti di merda. Coglioni. Col varicocele.





Ippocrate salvaci tu

9 02 2009

altan

Dal giuramento di Ippocrate:

“Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

(…) di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica;

(…) di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; (…)”

Legge 365 del codice penale:

“Chiunque, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d’ufficio, omette o ritarda di riferirne all’Autorita’ indicata nell’art. 361, e’ punito con la multa fino a lire un milione. Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale.”

Ecco, per questo motivo con la nuova legge proveniente dalla Lega non si parla di referto ma di denuncia. Perchè il  medico non potrebbe refertare la clandestinità dato che esporrebbe la persona a procedimento penale. E a un calcio in culo, naturalmente. I medici con la nuova porcata che è molto semplice anche per Calderoli quindi promulgabile possono denunciare un clandestino che andrà nel loro ambulatorio, se avrà il coraggio d’andarci. Che grande opportunità! Vorrei sapere se denunciando un clandestino si vince qualcosa, tipo almeno per favore mettete una taglia. Poi suggerirei anche la lettera “W” scarlatta di Wonted. E un bersaglio perchè il calcio da dare per tornare nel paese d’origine dev’essere poderoso e ben calibrato. Praticamente il governo ha abrogato il il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell’immigrazione. L’articolo recita, o meglio recitava, adesso è rimasto senza voce: «L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Puff, sparito. Queste chiamasi leggi-a-bolla-di-sapone, vanificate in un giorno dopo una notte travagliata a causa di strozzapreti panna e salsiccia. Ippocrate e il codice penale si stanno rivoltando nella tomba. Anche il codice penale è morto, gli assassini sono l’indulto, il lodo Alfano e la prescrizione che ormai è più lunga della coda della rondanina.

Non so più cosa dire in merito agli immigrati, quindi cito Fabio Fazio che per una volta ha detto una cosa sensata “basterebbe chiedersi: io che diritto ho per essere nato a torino, Savona? Se si capisse che a questa domanda non c’è risposta sarebbe tutto molto più semplice”

Questi in due giorni ne hanno fatte troppe, io non ci sto più dietro. Hanno anche aumentato il prezzo del permesso di soggiorno da 80 a 200 euro (l’Italia praticamente è un Hotel, l’unico che si fa pagare profumatamente nonostante i bagni pubblici facciano schifo, nonostante le camere fatiscenti e i corridoi pieni di buche mai aggiustate.)

Poi hanno istituito il registro per i clochard, probabilmente perchè stanno strolicando un modo per far sì che riescano a vedere mediaset.

Poi cosa manca? Ah, si, il decreto contra personam cioè contro la Englaro. Che ha ricevuto il plauso del Vaticano. Che Napolitano non ha firmato. Si è svegliato, lui non era in coma irreversibile, buono a sapersi. E Berlusconi? Berlusconi si è incazzato, oh sì che si è incazzato. Pare che gli abbia detto “quest’estate la mamma non ti invita più da me per la festa del vulcano finto che sputa il fuoco”.

E Veltroni? No ma mi dite cosa sta aspettando? Attende che due treni “freccia rossa” consecutivi arrivino a destinazione in orario? E’ impossibile! Mi verrebbe da dire che i vari emendamenti dei pacchetti-regalo sicurezza sono stati bloccati in Senato tre volte, ma non vedo perchè lo debba fare io al posto suo. Come? Le tv sono schierate e lui non può esprimere il suo pensiero? Lui e i suoi amici potevano darsi da fare quando erano al governo allora! Mi spiegate cosa dice a fare “non va bene, non si fa così brutto cattivo” se poi non fa niente? Il blogger può permettersi di parlare a vanvera senza concludere una mazza, non lui. Non so do un’idea banale, tipo organizzare una manifestazione? Uno sciopero generale? Uno sciopero del personale sanitario? Uno sciopero degli organi statali che dovrebbero schedare i clochard? Uno sciopero dei dipendenti della questura che devono rinnovare i permessi di soggiorno? Ah no che sbadata, Walter vuole fare una nuova opposizione, la manifestazione è così vecchia, così out, basta ’68, basta contestazioni, serve serenità. Per prenderla nel culo con ottimismo.

E noi? E noi è meglio che pensiamo ad altro, tanto non riusciremo mai ad essere così veloci. E poi io al mio sedere ci tengo, che tra un pò è già estate.