Fuga per la vittoria

13 06 2013

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Ok non posso più tergiversare. Simona mi ha convinta, scrivo di nuovo.

Scrivo perchè parto. Parto perchè non ne posso più, ho bisogno di avere almeno la speranza di avere un futuro, parto per avere una formazione medica migliore, per imparare di più e meglio, parto perchè ho svariati progetti di ricerca e sperimentazione già quasi pronti per partire ma qui mi hanno sempre chiuso la porta in faccia -anche se ho offerto il mio lavoro gratis-. La percezione, o meglio la certezza, di sbattere ogni volta contro un muro, rimbalzando cercando di imitare “Ercolino sempre in piedi”, ovvero cercando di non cadere e ritrovare il proprio baricentro. Purtroppo ho capito definitivamente che qui le alternative più facili per andare avanti sono 3:

a) Essere figlio di, parente di, raccomandato da

b) Essere già Professori e/o con una carica pubblica riconosciuta

c) Essere amici di. Il di include persone influenti e/o i viscidoni con 200 mila contatti grazie a cui si riesce ad entrare in gruppi di “amici”.

Qui funziona tutto a cerchie, dal baronato in giù. Anche il più sfigato dei ricercatori, con lo studio impolverato e ingiallito, un computer venuto giusto dopo il commodor 64, ha il suo gruppo. O stai dentro o stai fuori. Se sei fuori, se non hai una borsa di studio, se non sei già ricercatore ufficiale, se non sei già prof col cavolo che puoi fare qualcosa! Qui tutto ha bisogno di carte, di certificati, di titoli che servono solo per essere appesi ai muri dato che vengono ottenuti dopo una formazione che è fra le ultime in Europa come qualità.

Non ci sono chances, e non ho intenzione di fare alcuna fatica per rientrare nel gruppo b o gruppo c! (Il gruppo a l’abbiamo già scartato a priori essendo figlia ovviamente dei miei genitori, i quali però non hanno ruoli tali da poter raccomandare e in ogni caso non lo farebbero mai).

Quindi parto! Direzione Germania! Il bello è che sento che è assolutamente il posto in cui devo andare, ma le mie basi di tedesco sono: danke, bitte, guten tag, keine gegenstaende aus der fenster werfen (non gettare oggetti dal finestrino, la so perchè quando ci sono frasi scritte in più lingue mi diverto a leggerle in tutte le lingue! E questa c’è sui treni). Perciò mi sono attrezzata: lezioni private 1:1 per migliorare l’efficienza, libro di testo, libro di grammatica, libro con audio, dialoghi e supertavola riassuntiva della grammatica, vocabolario illustrato. Tanto studio e tanta pazienza! Credo di aver già ripetuto 12 volte gli articoli, i verbi al presente e gli ausiliari, per non parlare di tutti i dialoghi possibili che iniziano da “come stai?” o “da dove vieni?”. Ora procedo col resto. E’ strano pensare che ogni parola per dire ogni cosa la devo imparare da zero, ma così funziona e così mi serve per partire.

Quando leggevo sui giornali di persone che dicevano “non ne posso più per questo e quest’altro motivo” e quindi parto “con questa e quest’altra motivazione” mi chiedevo se era veramente così, ed è così. Sono arrivata a un limite, a un punto di non ritorno, per cui non sopporto più niente delle cose che non funzionano di qua, e voglio partire con la speranza (dalle informazioni dirette che ho direi la certezza) di trovare di meglio. Ogni volta che c’è un disservizio, o qualcosa che non funziona, o che leggo i giornali la prima cosa che penso è “faccio proprio bene a voler andare via” e la seconda è una sensazione di distacco, come se queste schifezze non mi appartenessero più. Io sono già distaccata, sono già da un’altra parte, non posso più far sì che i problemi di questo stato diventino miei problemi.

E per fortuna che non ho la tv! Ah, a tal proposito, spegnete la tv. Io la campagna per spegnere la tv l’ho già fatta. Vi accorgerete di essere più liberi, con taaanto tempo in più per dedicarvi alle cose che vi piacciono o anche per oziare con gioia, e molta meno bile da smaltire. (Written by colecisti e coledoco che ci tengono al copyright).

Credo che una volta si parlava di fuga di cervelli, ora è più corretto parlare di fuga di persone, perchè qui non si fugge solo perchè non consentono di utilizzare il cervello, ma perchè questo paese non offre prospettive di nessun genere e tipo. Ho iniziato ad appassionarmi di politica a 12 anni e in questi 15 anni nulla è cambiato, anzi direi che le cose sono peggiorate sotto ogni punto di vista. La crisi è ovviamente reale ma è una scusa che utilizzano per giustificare ogni nefandezza, ogni abuso di potere, ogni riduzione dei diritti dell’individuo.

Noi giovani o abbiamo famiglie in grado di comprare una casa, garantire per un mutuo, aiutare per tenere i nipotini, oppure non c’è alcuna possibilità per chi è fuori casa e si paga l’affitto| di costruirsi un futuro stabile.

Infatti, siccome ormai il degrado socio/politico/economico colpisce anche i medici e in generale i lavoratori del servizio sanitario, gli scenari possibili per me finita la specialità sono:

1) imbucarmi in un dottorato dove mi pagano 1000 euro al mese senza comunque la possibilità di proporre alcun progetto. Della serie parcheggio fila A posto 4 settore viola.

2) cercare contrattini schifosi, senza diritti e di 6 mesi in 6 mesi presso case di cura private

3) cercare di lavorare in un ospedale di provincia lontano da ogni cosa sempre con “borse di studio” o da libero-professionista, pur avendo tutti gli oneri di un dipendente.

Ci sono altre opzioni, ma il concetto è che finirò l’iter formativo a 30 anni dopo aver fatto ogni passaggio in pari e rispettando i tempi e dovrò ricominciare da capo, con una stabilità che potrà arrivare forse e dico forse a 40 anni! Ma che poi, a me la stabilità non servirebbe neanche niente, io vorrei costruire la mia vita sulla base di progetti, per cui ad esempio per 3 anni mi dedico a un progetto, per 2 a un altro, per 5 a un altro ancora. Figuriamoci se qui è possibile! Quindi la stabilità è l’unica sana alternativa a questo sistema che mi corrisponderebbe totalmente.

Ah, quarta opzione: partecipare a concorsi probabilmente truccati (che comunque adesso sono bloccati) tanto per partecipare. Pagare marche da bollo, mille cose burocratiche compresa la dichiarazione della fedina penale pulita, che un medico deve giustamente avere ma un politico no, studiare cose inutili per l’ennesima volta, scrivere fiumi di parole nella speranza di un posto che difficilmente arriverà!

Quindi imparare da zero una lingua mi sembra operazione più facile di ognuna di queste quattro possibilità! Sento che là potrò trovare la tranquillità donata dalla realizzazione professionale, e questo è il più grande regalo che posso farmi.

Ecco, non sapevo se scrivere perchè il progetto è ancora in fase di costruzione, appena iniziato, è tutto da vedere, da imparare e da scoprire, ci sono tanti rischi. Ma andrà tutto bene! Ogni tanto me lo ripeto stile mantra. Scrivo per condividere questa scelta di vita, e anche perchè forse può essere utile per qualcuno conoscere il processo e i passaggi prima di partire, perchè tutti raccontano cosa avviene nel paese in cui si arriva, difficilmente si legge cosa succede prima.

Quello che è certo è non parto per la disperazione, parto proprio perchè ho la speranza che le cose possano cambiare.

Vi aggiornerò!

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Big Pharma, accuse di corruzione “Pagano tangenti anche in Italia”

6 10 2010

Big Pharma, accuse di corruzione "Pagano tangenti anche in Italia"

NEW YORK – Pagavano governanti, medici, agenti di commercio. Pagavano e forse continuano a pagare ancora per vedersi autorizzare un farmaco, riuscire a fare approvare una medicina, costringere a scegliere un prodotto invece di un altro. Le pratiche della malasanità, si sa, non sono confinate negli angusti confini d’Italia. Ma in Italia possono avere trovato terreno sicuramente fertile i boss di Big Pharma a cui adesso l’amministrazione degli Stati Uniti sta finalmente cominciando a presentare il conto.

Dalla Merck alla Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all’AstraZeneca i grandi nomi dell’industria farmaceutica per una volta ci sono tutti nell’inchiesta del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. Obiettivo: scoprire se e come le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti.

L’inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia, perfino Arabia Saudita. E l’Italia, appunto. I contenuti del blitz rivelato dal “Wall Street Journal” non sono noti e al momento non è ancora chiaro a che livello nei vari paesi si sia spinta la corruzione. Ma l’indagine individua almeno quattro tipi di possibili violazioni. Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio di “commissioni” da passare a medici dipendenti dai governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere l’acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici e alle commissioni sanitarie per far approvare l’uso dei farmaci.

L’indagine per ora non ha nessun aspetto penale ma gli investigatori non escludono di aprire nuovi fascicoli. Il governo si è mosso sulla base di una legge del 1977 che vieta alle compagnie quotate in Borsa negli Usa (ecco quindi l’intervento congiunto della Sec) di pagare funzionari degli altri paesi per fare business: è il cosiddetto Foreign Corrupt Pratices Act. Ma un’inchiesta potrebbe conseguentemente essere stata aperta anche nei paesi coinvolti in queste contrattazioni: e quindi anche in Italia.

Le compagnie sotto accusa hanno ricevuto una lettera del Dipartimento di Giustizia che chiede di giustificare i movimenti di denaro. Gli uomini di Big Pharma replicano che stanno già collaborando. Ma è fuori di dubbio che la mossa rientra nella battaglia con cui il governo di Barack Obama, già odiato dalle grandi compagnie per la riforma sanitaria che cancella decenni di privilegi e sprechi, ha promesso di fare pulizia di certe pratiche. Qualche tempo fa un’indagine simile ha portato alla luce i metodi di corruzione per la vendita in mezzo mondo di apparecchi medici. E nello sforzo di moralizzazione i funzionari Usa minacciano di passare alla denuncia degli stessi manager invece che delle sole aziende.

L’industria farmaceutica è particolarmente esposta ala tentazione delle mazzette internazionali, spiegano gli esperti, perché a differenza che negli Usa all’estero – come in Italia – i governi hanno molta più voce in capitolo nella regolazione dei farmaci. Il giro d’affari della corruzione, invece, non è ancora stato quantificato. Ma basta considerare che il business di Big Pharma all’estero è un terzo del suo totale: più di 103 miliardi di dollari.

Di ANGELO AQUARO – Repubblica.it





Primo Maggio

1 05 2009

primo-maggio2

Buongiorno! Oggi -mi dicono- è la festa dei lavoratori. Ora, io non ho capito se è la festa dei regolari a tempo indeterminato, determinato o determinatissimo, dei lavoratori in nero, di quelli che firmano il foglio bianco per essere licenziati a piacere, di quelli in cassa integrazione o appena licenziati, dei cococo o dei cocopro, dei libero-professionisti, dei manager o degli operai, di quelli che lavorano in cantiere e non hanno voglia di mettersi il caschetto, o di quelli a cui il caschetto non lo fanno mettere.

Non ho capito se è la festa di quelli che sono in ferie o di quelli che oggi lavorano lostesso.

Non ho capito se è dei lavoratori le cui fabbriche non hanno buoni sistemi antincendio o degli altri, se è la festa dei fancazzisti o degli stakanovisti, se è la festa degli onesti o degli arrivisti.

Probabilmente sono inclusi tutti, quindi un buon primo maggio ai lavoratori!

(E buona grigliata o buon pic nic, non mi dite che starete davanti alla tv a guardare i discorsi dei sindacalisti! 😉 )





A volte mi capita ancora

16 04 2009

terremotovignetta

(Mi scuso per questo post in prima persona e volgare.)

A volte mi capita ancora di arrabbiarmi. C’ero quasi riuscita a star beatamente tranquilla, nessun tg, tv sempre spenta tranne che per i simpson e qualche puntata di X Factor, poca consultazione di oknotizie, informazione che arrivava da tre o quattro blog ben selezionati senza troppe argomentazioni filosofiche. Ero una persona tranquilla, felice, estremamente cinica, ma di quel cinismo che consente di sopravvivere. Perchè tanto diciamolo, la nostra indignazione se poi non abbiamo voglia di muovere il culo non serve proprio (diciamo quasi?) a niente.

Però poi succede la catastrofe, il terremoto in Abruzzo, centinaia di nostri connazionali morti, e allora è impossibile non informarsi, è giusto farlo. Mi ero riproposta di non fare polemica, di far parlare solo gli abruzzesi, ma non ce la faccio più.

E mi vergogno, perchè per farmi piangere non sono bastate tutte quelle vite finite, non sono bastate le migliaia di persone in tenda o in macchina senza casa, senza niente, senza poter recuperare neanche una fotografia. Non sono bastate le foto delle macerie, parte del funerale, testimonianze dirette lasciate a persone con in mano un microfono. Non sono bastate neanche le notizie sull’infiltrazione mafiosa (il sindaco Cialente ha dichiarato parlando di Annozero che l’infiltrazione mafiosa in Abruzzo è marginale, ma allora dico io se sai che c’è devi parlare in tribunale non rilasciare interviste; e poi ha anche detto “emerge che l’Abruzzo è fatto di cartone“, no, sbagliato, è fatto di cemento impastato con la sabbia); neanche la consapevolezza che in Giappone non sarebbe successo quasi niente con un terremoto di questa potenza.

Ma oggi ho acceso la tv, e su un canale c’era la polemica per “l’esonero” di Vauro, lui ha offeso i terremotati, c’è da riequilibrare, e su un altro canale c’era la polemica per l’election day, che in realtà per i motivi suddetti non so di preciso cos’è, e non lo voglio neanche sapere. Sta di fatto che per non far cadere il governo hanno accontentato Bossi, cioè ci saranno due weekend di votazioni (uno per le elezioni e l’altro per il referendum) al posto di uno, e quindi lo Stato per fare un piacere a Bossi spenderà più di 400 milioni di euro. Che su 12 miliardi previsti per la ricostruzione dell’Aquila e provincia è quasi un ventesimo.

E allora io inviterei Bossi dato che noi abbiamo fatto un piacere a lui (perchè si suole dire nei salotti filosofici che il governo rappresenta tutti i cittadini e nessuno può permettersi di dire il contrario quindi tutti abbiamo fatto un favore a Bossi), lui ci fa il favore di donare 400 milioni di euro alla causa abruzzese. Io non so se ci rendiamo conto della gravità della cosa, dopo che è di ieri la notizia che il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record, e che gli introiti per le tasse sono diminuiti del 7,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, dopo che Berlusconi ha rifiutato le offerte d’aiuto dalla Francia e da altri paesi europei (peraltro in Francia parlano del terremoto in termini ben più tragici e meno rassicuranti dei nostri) perchè “i soldi ci sono”. I soldi ci sono? Ma dove?

A questo punto è chiaro, non ce la faremo mai a cambiare, ad avere una credibilità, ad avere dei rappresentanti seri, ad uscire dalla crisi, le polemiche sono sempre quelle, i risultati gli stessi. Non lo so che scusa si inventeranno questa volta per giustificare il tutto, ma ce la faranno grazie ai soliti tg e ai soliti giornali. E la gente crederà loro, e quindi secondo i salotti filosofici per osmosi anche noi che siamo parte della gente siamo responsabili. Ed è in parte tragicamente vero, nel senso che io non ho voglia di muovere il culo rischiando in prima persona. Come non ne hanno voglia tutti quelli che scrivono su dei blog invece di fare dei circoli che agiscano nella quotidianità delle proprie città. E’ la triste realtà. Ma io non ne ho voglia perchè sono stufa di lottare contro i mulini a vento, paradossalmente per liberare i cittadini serve andare contro la maggioranza dei cittadini, e allora finchè c’è da “combattere” contro 630+315 persone è un conto, se c’è da scagliarsi contro 30 e anche più milioni di persone le cose cominciano a complicarsi.

Non ce la faremo mai, siamo destinati a perdere credibilità, soldi, felicità, coesione, conoscenza, sempre di più. Non ce la potremo mai fare. Neanche 500 tonnellate di viagra potranno rizzare le nostre coscienze ormai a pecorina da 20 anni. Siamo dei caproni ignoranti di merda. Coglioni. Col varicocele.





I Bigol e l’evoluzione

23 03 2009

darwin_beagle

Diciamocelo: la vita del blogger dilettante è una vitaccia.

Poca voglia di scrivere ma senso del dovere nei confronti dei due lettori abituali, ore e ore passate a scegliere il tema del post districandosi tra migliaia di temi d’attualità, come Berlusconi e i condon o come il Papa e i condom.

Stasera la mia scelta è dettata da tre eventi che mi sono capitati in breve tempo:

1) il ritrovamento sullo scaffale del soggiorno del numero di “Le scienze” di febbraio, lo speciale sull’evoluzione

2) la scoperta che la Moratti 5 anni fa aveva tentato di eliminare l’evoluzione dai programmi scolastici, ma poi confrontandosi con un gruppo di esperti ha cambiato idea

3) la puntata di stasera dei simpson che riguarda proprio la cancellazione dell’evoluzione dai programmi scolastici e il successivo processo a Lisa che si ribella a ciò.

Il bello è che quando ho scoperto del decreto legge della Moratti, cioè ieri, per raccontare il misfatto alla mia coinquilina le ho chiesto “ti ricordi la puntata dei simpson in cui tolgono dalla scuola l’evoluzione?” …Quindi ho pensato che questa coincidenza temporale andasse sfruttata.

Ora rimane da spiegare il titolo: il mio medico di base mi ha detto  scherzando che gli inglesi hanno chiamato i cani “Beagle” perchè quella era l’unica razza che non si opponeva troppo veementemente alle ricerche medico-biologiche, e in mantovano Bigol (riferito ai Beagle) si dice a uno stupido credulone. Ed è curioso che Beagle sia anche il nome della nave che ha permesso a Charles Darwin di scoprire le nuove specie di fringuelli arrivando poi a elaborare la sua teoria!

…Magari non è curioso, ma a fine giornata che link pretendete dal blogger dilettante????

Bene, adesso possiamo parlare dell’evoluzione. Non mi va di spiegare la teoria, perchè è già arciconosciuta, arcistorpiata, e vi consiglio quindi di leggere l’ottimo speciale di “Le Scienze” e/o di leggervi il libro “L’origine delle Specie” del buon Charles. Ho scoperto grazie al leggendario mensile che era un ragazzo svogliato, che si è laureato  per volere del padre col minimo di voti in teologia (!!!) dopo aver provato un altro corso di laurea, e che per la prima volta su quella nave si è sentito realizzato.

Ora, c’è una cosa che non mi spiego (e non me la spiegavo neanche quando mi sentivo ancora cattolica). Perchè adesso che siamo nel 2000 la teoria dell’evoluzione è ancora così criticata e discussa? Perchè dato che è così logica?

Voi mi direte: ma tante cose logiche sono contestate, è pura quotidianità!

Ok. Quindi facciamo un passo avanti: non è contestata nella sua logicità ma bensì perchè “minaccia” qualcosa. Cosa minaccia? La Genesi.

Che secondo me è un racconto bellissimo, è ottimo come inizio per un insieme di libri religiosi e/o spirituali, dà senso di pace, di risolutezza, di calma, di facilità, di ordine e bellezza, di senso estetico, di perfetto equilibrio.  C’è anche il riposo domenicale con tanto di sospiro finale! Ma il punto è: perchè chi è cristiano si sente minato nella sua fede dalla teoria sull’evoluzione? Io non capisco. Ipotizzo che sia perchè Dio con questa teoria è percepito come un’entità meno “importante”. Ma per risolvere questo conflitto non basta pensare che Dio ha illuminato chi ha prima tramandato e poi trascritto questo racconto? O anche che Dio è stato comunque un “motore” capace di far funzionare bene le “creature” evolute grazie ad altri meccanismi?

Ma soprattutto: per essere tutti più felici, più maturi, perchè quelli rinomati per essere bravi teologi (ogni riferimento a fatti, persone o papi è puramente casuale) non illustrano la florida simbologia della Genesi? Perchè ci sarebbe da parlare soavemente per ore ed ore… Perchè ci si attacca sempre ai “particolari”? Allora tutta la scienza dovrebbe essere attaccata, se Dio ha creato tutto in sette giorni perchè si stanno formando nuove stelle e nuove galassie? Tutto dovrebbe essere immobile e immutato. E secondo me la Terra dovrebbe anche essere al centro dell’universo. (ogni riferimentimento a  fatti persone o inquisizione è puramente casuale)

Tutte queste credenze cieche non alimentano la superstizione?

Io trovo che questa chiusura alla logica e all’osservazione sia inammissibile nel ventunesimo secolo. Poi non capisco veramente (aiutatemi!) come la gente comune, che certo non ha secondi fini, ancora sia titubante, e non trovo che questa perplessità sia dovuta a una manipolazione eccessiva. O forse su questo punto mi sbaglio…

Solo perchè non può esistere il reato d’opinione, se no io in un impeto di irritazione post-giornata stressante li incolperei tutti.

Li costringerei a un’ora di cilicio al giorno con la Binetti che parla, alla lettura di tutti i libri che hanno fatto la storia della filosofia scientifica e a tutti i trattati scientifici più importanti giorno e notte, obbligandoli a stare svegli mentre Casini ripete incessantemente “Smettetela di litigare“.





La crisi: miti e leggende

3 03 2009

inbreve

“Ieri sera ho visto il telegiornale e c’era quell’inviata simpatica da New York che ha detto: con la crisi un terzo degli americani soffre d’insonnia.

Sì, ma tu mi devi dire com’era prima della crisi, perchè se prima solo il 10% degli americani soffriva d’insonnia allora è un conto, ma se prima della crisi il 50% soffriva d’insonnia allora la crisi fa dormire!”

Prof. Magrini – parlando di ricerca clinica