La crisi greca e l’euro: gli ignavi scoprono le carte. Come raccapezzarsi in questo conflitto e sopravvivere alla cattiva informazione.

28 06 2015

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Voglio scrivere un post riassuntivo sulla tragedia greca, odissea sociopoliticaeconomica che sta purtroppo facendo da protagonista nelle cronache recenti.

Ora che abito in Germania alcuni colleghi mi hanno detto: “sono contento che tu vada in Grecia ad aiutare un po’ i greci”. Penso due cose: la prima è che sono felice di aiutarli, la seconda è che in realtà non dovrei intervenire direttamente io (per giunta italiana), non avendo nessuna colpa nei confronti dei greci. L’unica colpa che possiamo avere come cittadini è quella di non informarci adeguatamente, e io dall’inizio della crisi nel lontano 2007 dopo il fallimento della Lehman Brothers ho iniziato a documentarmi, per capire un po’ meglio come funziona la macroeconomia, e come si rapporta con le istituzioni. Sono almeno 18 mesi che seguo la vicenda greca, mi sono documentata, ho letto molto, ho scoperto un sacco di concetti economici di cui non sospettavo neppure l’esistenza. E quindi provo a spiegarli qui, da profana e per profani, perchè non riesco a stare zitta e, in un’epoca in cui la condivisione è tutto, voglio riportare e condividere un po’ di fatti con la chiave di lettura che ho trovato io.

Partiamo dal principio, breve antefatto: la Grecia entra nell’euro dopo che sono stati taroccati i suoi conti pubblici. Il riassunto di tutta la storia lo trovate qui.

Poi sono successe un po’ di cose: è iniziata la crisi, molti di noi hanno scoperto la parola “spread” e pochi l’hanno capita, la Troika (sostanzialmente capi della commissione europea Juncker e Rehn, capo della BCE Draghi, capo del FMI la Lagarde) ha agito in modo spietato impoverendo di fatto tutti i paesi coi conti più instabili.

Come l’ha fatto? Molto semplice, ha concesso crediti, in cambio di austerità e di cessione di sovranità. Cos’è l’austerità? L’aumento della tassazione dei contribuenti e/o -possiamo tranquillamente dire e- il taglio delle spese pubbliche attraverso la diminuzione di diritti acquisiti (età pensionabile, diritto alla cura tanto per citarne due), peggioramento di tutti e dico tutti i diritti lavorativi (da noi effettuato tramite il jobs act, l’ultima riforma del lavoro, che di fatto è una precarizzazione di massa).

A cosa serve agli stati l’austerità? Dal punto di vista della Troika serve a fare in modo che ogni stato dimostri di poter pagare i propri debiti. Essere credibili da questo punto di vista implica vedersi abbassare il proprio spread. Questo a sua volta ha come conseguenza la diminuzione degli interessi sul debito che si va a pagare. In teoria l’austerità ce l’hanno venduta come metodo per risistemare i conti pubblici e far ripartire la crescita, ma dopo ormai 4 anni (era il lontano 2011 quando Monti saliva illegittimamente in modo non democratico al potere) al prossimo che sostiene questa fesseria possiamo far partire una pernacchia all’unisono. E’ evidente che l’austerità ammazza la possiblità di crescere di ogni paese, e questo non lo dico io ma premi Nobel come Krugman o Stiglitz.

Qual è l’altra funzione “ultima” dell’austerità? Questa è una mia opinione ed è cioè quella di impoverire tantissimi per arricchire pochissimi, aumentando la forbice tra veramente ricchi e poveri. Fenomeno che si ripete ciclicamente nella storia, per raggiungere il quale solitamente si è ricorso a mezzi “politici” (la nobiltà) o esteri (le guerre). Ora il nuovo esperimento è di utilizzare la grande finanza per raggiungere lo stesso scopo: creare la stessa situazione economica, politica e sociale che si trova normalmente in guerra, ridurre interi paesi alla miseria e poi abbandonare i popoli al proprio destino. Il tutto mentendo spudoratamente e utilizzando la stampa asservita.

Come ha agito ancora la Troika? (insieme a chi gliel’ha permesso ovvero i politici consenzienti/corrotti). Cosa intendo per “cessione di sovranità”? Sono stati utilizzati due metodi: eliminare la democrazia in tutti i posti considerati “a rischio” mettendo gente comandata, per fare in modo di modificare le Costituzioni dei paesi dell’unione europea. Questo è avvenuto ad esempio per l’Italia con l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (norma di per sè aberrante), e con l’induzione delle dimissioni di Berlusconi (programmate in modo anticipato per far salire Monti, che ha dichiarato in prima persona di essere stato contattato da Napolitano già durante l’estate). Cosa della quale in modo miope ho gioito ma che ci ha portati alla definitiva catastrofe. La catastrofe si è chiamata appunto Mario Monti, seguita da Enrico Letta (ricordo che nessuno aveva ottenuto la maggioranza ed hanno fatto un colpo di mano insieme a Napolitano formando un governo bicefalo PD-PDL, ed ora da Renzi. Siamo a tre presidenti del consiglio illegittimi. In Grecia nel 2011 sono toccate le dimissioni anche a Papandreou, che aveva tentato di proporre un referendum per l’uscita o meno dall’Euro.

Quindi questo insieme di dinamiche ha cambiato per sempre la nostra mentalità: per noi ora è normale che terzi il cui lavoro è finanziario e non politico e che non c’entrano niente col nostro paese si permettano di mettere le mani direttamente nei nostri conti, nelle nostre leggi e nel nostro sistema statale. Sempre con l’asservimento della stampa dei cani.

Parentesi: chi c’era al FMI fino al 2011? Strauss-Kahn, che nell’aprile del 2011 ha tenuto un discorso alla Brookings Institution, in cui metteva in discussione i principi liberali ai quali si ispirava il FMI (era stato eletto anche per aprire a progetti keynesiani, un cambio di rotta rispetto alla politica liberista del FMI) e proponeva apertamente di combattere la diseguaglianza dei redditi attraverso il ritorno alla piena occupazione e gli investimenti di natura pubblica. Esattamente un mese dopo si è dovuto dimettere da presidente del FMI a causa dell’accusa di una cameriera di New York di violenza sessuale. Notizia del 2015, l’avvocato della signora/signorina ha ritirato l’accusa per insussistenza, accusa quindi completamente fasulla. Accusa orchestrata ad arte? Possibile, direi anzi probabile. La successiva presidentessa del FMI, Christine Lagarde, è indagata per abuso d’ufficio, ma ovviamente si guarda bene dal rassegnare le dimissioni.

Chi è Juncker, che si prodiga sempre in giudizi negativi su chi non sta ai suoi diktat? Uno che si è dovuto dimettere da primo ministro del Lussemburgo, accusato di aver costituito una vera e propria polizia politica segreta e di aver schedato illegalmente centinaia di migliaia di cittadini. Uno che è finito nella bufera per il Luxleaks, ovvero la pubblicazione di un insieme di documenti segreti che riportano “favori” per accordi con 550 multinazionali. 550.

Qual è il più grande scandalo di corruzione della storia? Credete che sia Greco, di quei poveri ignoranti fannulloni sempliciotti e corrotti? Credete che sia Italiano? Berlusconi mafia pizza e mandolino? No, è della Siemens. La tedeschissima Siemens, accusata di aver corrotto governi di mezza europa per stipulare contratti pubblici.

Ora le cose sono spiegate, spero in modo chiaro, con tutti i link del caso, molte cose sono in ordine e giustizia (informativa) è fatta. Ad ognuno le sue conclusioni.

Ma perché ci ritroviamo in questo stato? La cosa è presto detta: sono appunto stati falsificati i conti greci per farli entrare nell’euro, e alcune banche (soprattutto private, soprattutto tedesche, francesi e belghe) hanno investito in titoli greci, perlopiù derivati. Cos’è un derivato? Non è un titolo con un proprio valore intrinseco, deriva il loro valore da altri prodotti finanziari, ovvero da beni reali, alla cui variazione di prezzo è agganciato. Chi investe in un derivato si chiama scommettitore. Parola che la dice lunga. Chi acquista un derivato è uno che scommette fondamentalmente su della merda. Perché? cito dal link: 

Tutti possono comprare un derivato il cui valore è collegato al rischio di solvibilità di un altro soggetto (come il titolare di un prestito). Ovvero gli acquirenti di un derivato scelgono di scommettere sulla capacità del debitore di onorare quel determinato prestito.

La conseguenza è che, se l’operazione sottostante va male per gli scommettitori, l’effetto di leva del derivato moltiplica il rischio finanziario fino a fargli assumere una portata sistemica, come in effetti sta accadendo nel corso della grande crisi che stiamo vivendo.

Solo che c’è una piccola differenza: lo scommettitore idiota, quello che scommette sullo 0-0 e perde i suoi soldi perché finisce 1-1, pensa “ok mi è andata male, andrà meglio la prossima volta. Purtroppo ho scommesso su una cosa paragonabile a concime organico e questa volta non si è trasformata in fiori”. Se chi scommette è un grande gruppo finanziario, se la perdita della scommessa implica il suo fallimento, non lo vuole accettare. Lui non può perdere, se no non avrebbe mai fondato una banca. Non si aspetta fiori dal letame, ma almeno i soldi sì. E allora deve assolutamente fare in modo di riavere quei soldi.

E’ qui che l’unione europea e quegli schifosi che la governano hanno avuto il colpo di genio. Perché c’è da dire che gli uomini malati di potere e di soldi sono geniali. Il colpo di genio si chiama MES (meccanismo europeo di stabilità) o più comunemente fondo salva stati. In Italia approvato nel 2012 (purtroppo con la complicità di tutti i partiti attuali – a parte il m5s che non era ancora entrato in parlamento). Il fondo salva stati è di fatto una costola del FMI, un fondo in cui tutti gli stati europei versano dei soldi per garantire appunto la stabilità. Di cosa? Delle banche che hanno investito in merda. L’Italia è il terzo contribuente coi suo 125 miliardi di euro versati. Attenzione in questo fondo c’è anche la Grecia, coi suoi 19 miliardi di euro. Come funziona questo fondo? In pratica dove vanno i soldi? I soldi vanno nelle tasche delle banche instabili. Quali sono le banche instabili? Quelle che hanno investito in derivati i quali al posto di diventare fiore è defluita nel sistema fognario! Nonché le banche che inizialmente possedevano questi titoli ad alto rischio, ovvero quelle Greche ad esempio. Per quanto riguarda la Grecia, noi col fondo salva stati abbiamo gentilmente donato 40 miliardi. Adesso pare che la cifra potrebbe arrivare a 65 miliardi. Questi 40 miliardi derivano da soldi pubblici. In termini finanziari ora abbiamo un’esposizione nei confronti della Grecia di almeno 40 miliardi di euro, il che significa che se la Grecia fallisce perdiamo almeno 40 miliardi di euro. Per questo nessun cittadino greco ha colpa, la colpa è di chi ha ratificato questa schifezza. Che ora mette nei problemi noi, che potevamo rimanere incolumi (non esposti) in caso di fallimento greco.

Quindi per tutti quelli che “noi alla Grecia abbiamo prestato 40 miliardi di euro, ingrati!” la cosa è stata ratificata da tutti gli stati membri, sotto pressione degli organi finanziari europei, per salvare le loro banche. Con un fondo (il MES) con sede a Lussemburgo, paradiso fiscale.

Questo articolo spiega in modo molto semplice, come in un dialogo di persone al bar, il motivo del problema attuale in Grecia. 

Perdipiù la cosa grave, come si vede nei grafici di questo articolo, è che i nostri 40 mld sono soldi pubblici, mentre le “esposizioni” di altri stati, tra cui USA e UK, sono anche o soprattutto private.

Nessuno sa queste cose e a me questo fa una rabbia incredibile.

Ok. Questi sono gli antefatti finanziari. Quelli politici indicano una miracolosa elezione greca dove un ex no-global (Tsipras) viene eletto insieme al suo partito di sinistra e dichiara “sì all’euro, no all’austerità”. Bugia, bugia grossa come una casa perché, trovandosi uno dei migliori economisti in circolazione come collaboratore ovvero Varoufakis, non poteva non sapere che l’euro implica l’austerità. Perché? Perché è una moneta a tasso fisso. Cosa implica ciò? Che nel momento in cui non c’è domanda interna, e quella esterna dipende dal costo della materia da esportare, in presenza di una moneta non svalutabile come l’euro (o meglio, svalutabile da paesi furbi come la Germania i quali al posto che stampare moneta stampano titoli, in barba a tutte le norme comunitarie) l’unico modo per far diminuire il prezzo della merce è far diminuire il costo del lavoro. E qui torniamo al jobs act. Lo spiega benissimo Alberto Bagnai nella sua intervista a Radio Padania.

Quindi appunto l’euro senza austerità non è possibile. Anche perché è quello che vogliono. E’ chiaro il gioco che c’è sotto e il fatto che vogliano la riduzione dei diritti, l’aumento dei doveri, l’aumento di ricchezza e sicurezza dei gruppi finanziari. Averlo detto due anni fa ha comportato il sentirsi dare dei complottisti, che vedevano le cose in modo unilaterale e parziale, dei poverini da compatire. Ora che è tutto alla luce del sole mi piacerebbe avere soddisfazione nel dire “ve l’avevo detto” ma invece non ci riesco. A provare soddisfazione. Ma ve l’avevo detto.

Anche il M5s, tanto bravo in patria ma a quanto pare acerbo di politica estera, ha visto la sua storia politica costellata di contraddizioni tipo sì euro no MES, sì euro no tagli, referendum per uscire dall’euro che però non si può fare quindi troviamo un sotterfugio secondario, e così via. Peccato perchè ci si potrebbe far affiancare da esperti come Claudio Borghi (ormai già occupato con la Lega, purtroppo, dopo il voltafaccia del movimento) o Alberto Bagnai, fare informazione e predisporre il cambiamento.

Benissimo. Le premesse non finiscono mai, sto rischiando di fare un post estenuante come “la versione di Barney”, e invece non voglio. Quindi salto dopo aver preso bene la rincorsa e arrivo ai fatti di questi giorni.

La Grecia deve pagare entro il 30 giugno 1,6 miliardi al FMI. Non ce li ha. Perché non ce li ha? Perché l’austerity ha peggiorato i conti, impoverito i cittadini, aumentato i disoccupati, e quindi diminuito il numero dei contribuenti e l’entità della contribuzione. E quindi la Grecia è messa sempre peggio. Ma tu guarda che coincidenza!

Quindi, dopo una serie di proroghe, trattative, eccetera eccetera questa volta tutti hanno capito che la situazione era delicata, ancor più delle altre volte, e sono cominciati summit su summit. Più che altro si sono scoperte definitivamente le carte. Nessuna delle due parti in causa si è più potuta nascondere. Il tatticismo bellico (perchè è di guerra che si tratta, non a suon di bombe ma di colpi finanziari) è arrivato ad un nuovo capitolo.

La Troika vuole/voleva interventi per il 2,5% del PIL. Tsipras ne ha proposti per il 2%. Percentuale che sembra piccola ma è folle, e di per sé insostenibile. Tsipras ha proposto un aumento della «tassa di solidarietà» per le persone che guadagnano più di 30.000 euro l’anno e per le società che hanno utili superiori ai 500.000 euro. Inoltre ha proposto lo stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016.

A che età vanno in pensione questi fannulloni greci? L’età pensionabile è stata aumentata dai 65 ai 67 anni (come avviene in Germania e in Italia, ad esempio), e chi vuole andare in pensione prima si vede la sua pensione decurtata dello 0,3% per ogni mese di contributi in meno versato.

Inoltre Tsipras ha proposto un taglio automatico della spesa se si sfora la clausola della soglia del «deficit zero».

Misure forti, ancora nella direzione dell’austerità, che però non sono bastate. Quegli squali malati (li voglio pensare malati perché i malati si curano, se fossero criminali, avendo responsabilità su interi popoli, su suicidi per motivi economici, dovrebbero fare la peggiore fine possibile), insoddisfatti, gli hanno corretto la proposta in rosso. Come alle elementari.

Cosa vogliono? Un altro mezzo punto di Pil di tagli, niente riduzioni di tasse per i poveri delle isole, realizzazione completa e accelerata della riforma delle pensioni del 2010, e hanno bocciato alcuni prelievi sulle imprese (niente tassa del 12% sui profitti oltre 0,5 milioni, niente tassa del 30% sui giochi, no alla vendita delle licenze 4G e 5G). Ovvero bocciate proposte che perlomeno non colpivano proprio i più deboli a favore invece di chi i margini ce li avrebbe.

Cos’a darebbero dato in cambio? Altri 7,5 miliardi di euro di “aiuti”.

A questo punto arriviamo ad un momento centrale di tutto il discorso, spiego il motivo del virgolettato, perché quegli “aiuti” non aiutano proprio. Seguitemi.

Allora: è ovvio che vedono benissimo anche loro che l’austerità ha portato in miseria il popolo, che ormai il servizio sanitario è inesistente, che più vanno avanti così e meno la Grecia sarà in grado di pagare il debito, perciò sanno che quei 7,5 miliardi probabilmente non li vedranno mai più.

E allora perché glieli vogliono dare? Perché quei 7,5 miliardi non servono a loro come “aiuto” per la Grecia, ma servono a comprare sovranità nazionale. Loro dànno soldi ma in cambio vogliono decidere sulla politica interna, vogliono dettare loro le regole, vogliono destituire il governo della loro funzione. E’ ovvio che non è un prestito, perché la Grecia non li potrà mai restituire, anche se dovesse farcela con questi 1,6 miliardi di euro. E’ quindi un acquisto. Acquisto di potere politico in stato estero. Acquisto di potere di riduzione in schiavitù di un popolo. Ora, posto che nessuno sa come andrà a finire (nel lungo termine neanche loro), c’è una sola cosa che mi sento di prevedere con quasi certezza: quei 7,5 mld di euro, se la Grecia dovesse riceverli, non li restituirà mai. E allora perché darglieli? Secondo me stanno facendo un esperimento, un grande grandissimo esperimento. Non ho prove per quello che dico e la mia è solo un’ipotesi. Certo è che le grandi guerre sono sempre state “abitate” da esperimenti di massa e spiegati (vedi nazismo), perciò non è un’ipotesi da scartare a priori solo perché sembra troppo crudele.

E’ ovvio che questa tranche ha perfettamente svelato cosa sta dietro l’euro, cosa stanno dietro questi “prestiti” che bonari non sono, e qual è il processo che la Troika e quel tipo di istituzioni sta portando avanti da anni, ovvero sottrarre sovranità e identità nazionale, in nome di una “finanza” unica sopra tutto e sopra tutti.

Parentesi: lo sapete che la nuova sede della BCE è appena costata 1,3 miliardi (si miliardi) di euro? Lo sapete che la BCE è per sua regola costituzionale al di sopra della legge? Ovvero non può essere mai indagata, e nessun suo rappresentante può essere indagato/sospettato/giudicato per qualcosa? Probabilmente non lo sapete, e a me la cosa fa incazzare di brutto.

Quindi, torniamo alla nostra storia. Mi sto sempre di più avvicinando alla “versione di Barney” e invece non voglio. Storia di ieri, Tsipras, con un discorso secondo me bellissimo, ha indetto un referendum la prossima settimana perché le correzioni dettate dalla Troika sono troppo pesanti perché lui col 36% dei voti decida da solo. Deve decidere il popolo se vuole che lui accetti le condizioni della Troika o no. L’indizione del referendum è stata approvata dal parlamento con 179 voti favorevoli e 120 contrari.

Vedo tre problemi in questa scelta:

1) La scadenza è il 30, il referendum il 5 luglio. Pensava che gli prorogassero il pagamento di una-due settimane, ma non ha ancora capito che è vivo/al governo per puro miracolo e perché è troppo esposto mediaticamente, figuriamoci se gli concedono una cosa del genere.

2) Problema di “opportunità” politica: lui aveva inizialmente il 36% dei voti, ma sì adesso si ritrova in quella posizione scomoda e dovrebbe decidere. Lui. Il problema è che lui lo sapeva benissimo che l’euro fa schifo per le regole da cui è sostenuto, solo che non poteva dirlo perché non l’avrebbero mai eletto, e allora adesso non può fare la parte del voltafaccia completo. Questa è una conseguenza della menzogna e dell’ignavia. Il problema è che ha troppa instabilità interna (correnti interne al partito e appunto, mancanza di maggioranza assoluta) per rischiare in prima persona.

3) Il volgo: mi chiedo come possa il popolo -informato dai mezzi main-stream- a decidere su una cosa del genere. Diranno ai greci tutta la verità nient’altro che la verità tutto ciò che hanno tenuto loro nascosto in questi ultimi anni, e almeno mesi da cui si sono insediati? Come fanno i cittadini in 7 giorni a informarsi per una cosa del genere? C’è da sperare che i mezzi main-stream diventino filo-governativi e quindi spingano per il “no” al referendum avente come domanda “accetti le riforme proposte dalla Troika per il pagamento di 1,6 mld di euro?”.

Dopo il referendum si aprono due tipi di scenari: risposta sì. E’ la morte dello stato Grecia per come lo conosciamo attualmente (ma un cittadino completamente disinformato è un cittadino colpevole, perciò se la saranno voluta un po’ anche loro). Si potrebbe aprire una crisi politica con tre esiti possibili: rimane Tsipras o viene rivotato, mettono un altro tecnico a fare i loro sporchi comodi (ipotesi più probabile), va al potere Alba dorata. Risposta no: ratifica di non effettuato pagamento (diventerà effettiva in un mese), Grecia debitore insolvente parziale, default parziale e controllato, uscita dall’euro, ritorno alla dracma. Tsipras è per il no, speriamo che il referendum non venga pilotato, e che informino i cittadini che anche se viene aumentata l’austerità non c’è nessuna possibilità che in settembre paghino altri 7,5 miliardi di euro, e quindi il problema si riproporrebbe. Con l’aggravante che potrebbe non esserci Tsipras, loro concittadino alleato, ma uno della Troika.

Questo percorso di uscita dall’euro, che sempre i media cani e servi definiscono catastrofico, è in realtà l’unica salvezza per la Grecia e per l’Europa al tempo stesso. E’ stato spiegato benissimo da Claudio Borghi come può accadere. Per l’Italia ovviamente rappresenterebbe anche la salvezza (a parte i 40-65 miliardi di euro persi). Per tutta l’europa, vista come entità politica unita, sarebbe la salvezza, e il ritorno alla stabilità e alla prosperità. L’uscita dall’euro implica all’inizio probabilmente una caduta delle borse, un’inflazione altissima (dicono dal 30 al 50%) quindi un aumento dei prezzi, con la correlata svalutazione della moneta. Se a questo aggiungiamo una riduzione del fenomeno “corruzione”, potrebbe nel giro di non molto tempo avvenire questo: la moneta svalutata è debole, vale di meno. Di conseguenza le merci costano per gli stati esteri meno. Gli stati esteri vogliono importare i prodotti greci, ora più economici. Le industrie/la produzione greche ripartono e -se non mutilate dalla corruzione- possono far partire tutto il tessuto di produzione (soprattutto primaria e secondaria) greco. A quel punto aumentano i posti di lavoro, diminuisce la disoccupazione, aumentano i contribuenti, vengono pagate più tasse, lo stato ha più soldi, fornisce più servizi, e vissero tutti felici e contenti.

Nel frattempo da domani per una settimana le banche così come la borsa greche rimarranno chiuse, per scongiurare un default effettivo se tutti i cittadini prelevassero il loro denaro, e se le azioni in borsa perdessero troppo valore.

L’Italia pagherebbe almeno 40 miliardi di euro, ogni stato dell’eurozona pagherebbe la sua parte, le banche più esposte probabilmente falliranno e si aprirà una crisi strutturale per tutta l’area euro. A quel punto sarà anche però finito il dogma “dall’euro indietro non si può tornare” accorpato a “uscire dall’euro è una catastrofe” (“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità – Goebbels”), e quindi arriverà la vera resa dei conti.

La resa dei conti potrebbe essere non solo finanziare ma anche politica, dove l’UE ricattata dagli Stati Uniti (ora bramosi di TTIP) che utilizzano il canale diplomatico Obama-Merkel, si troverà a dover fare i conti con la Russia (la cui proposta di far entrare la Grecia nei BRICS e soprattutto di far passare per la Grecia il gasdotto Turkish Stream, dopo il disastro ucraino -su cui scriverò un altro post- potrebbe aver avuto un ruolo decisivo, ma naturalmente non sappiamo cosa si sono detti Putin e Tsipras), e ridefinire la sua identità. Io spero che il piano reazionario e sovversivo dell’euro fallisca e si ritorni alla vecchia cara unione europea, preoccupata di facilitazione di leggi e di cittadini e non di gruppi finanziari. Spero che finisca questa guerra, con migliaia di morti suicidi, milioni e milioni di nuovi poveri e disoccupati, ritorno di malattie scomparse, abbassamento della durata della vita, e che si ritorni alla pace, alla crescita economica magari controllata ma dignitosa per le persone.

Staremo a vedere.

Edit – 29 giugno: GMP -che ringrazio- su Facebook ha corretto due passaggi su cui sono stata imprecisa, riporto qui le sue correzioni esatte.

1) Papandreou, nel 2011, aveva proposto un referendum – un po’ come quello di Tsipras – sugli aiuti Ue, nella fattispecie sul taglio del 50 per cento del debito greco. Come è noto, Papadreou fu rimosso da una sorta di golpe pochissimi giorni prima dell’analogo golpe in italia. Al suo posto, Papademos, uomo Goldman-Sachs tanto quanto Monti che si insediò in italia con le stesse identiche “larghe intese” greche. (fonte: http://www.lettera43.it/…/l-ultima-di-papandreou… )

2) Il Fondo salva stati non fu approvato “purtroppo con la complicità di tutti i partiti attuali – a parte il m5s che non era ancora entrato in parlamento”. La Lega votò contro, e fu l’unica a farlo. Come, dal resto, fu l’unica forza parlamentare ad opporsi al golpe di Monti.
“Il Fiscal Compact è passato con 368 sì, 65 no e 65 astensioni. Nel Pdl si sono registrati alcuni interventi a titolo personale, tra cui quelli di Antonio Martino, Guido Crosetto e Sabrina De Camillis, che hanno votato contro, in dissenso con il gruppo. L’istituzione dell’Esm (Meccanismo europeo di stabilità) è passata, a sua volta, con 325 voti favorevoli, 53 no e 36 astenuti. Luce verde dalla maggioranza dei deputati del Pdl, e da quelli di Pd e Terzo Polo; 65 sono stati invece i no dai gruppi Lega. Le astensioni sono venute soprattutto da Italia dei Valori”. (fonte: http://www.oggi.it/…/fiscal-compact-il-parlamento…/… )


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8 responses

30 06 2015
Claudia

Ciao Sara,
Sono arrivata sul tuo blog perché ho cercato in internet come studiare e imparate tedesco partendo da zero.
Ho deciso di commentare sotto questo post che non riguarda il tema “lingua tedesca” ma non riuscivo (vista l’ora e lo strumento che utilizzo) a tornare sulla pagina corretta!
Comunque mi sono sentita rincuorata, partirò a marzo 2016 per la Germania, verrò a Berlino per fare l’ultimo semestre di ingegneria gestionale. RICHIESTA: TASSATIVO CERTIFICATO DI LINGUA EMESSO DA UN ISTITUTO, così non ho scampo devo assolutamente ottenerlo entro l’01 dicembre!
Dopo diverse telefonate a insegnanti madrelingua,a ciarlatani, a istituti mangiasoldi ho individuato due persone che mi sembrano obiettive nel cercare di aiutarmi dandomi gli strumenti necessari per affrontare il test che è fortunatamente un livello A2!
Spero di rimanere in contatto e di poterci scambiare consigli!
Come hai scritto nel post dove finalmente avevi trovato casa a Berlino ” alla fine nella vita non serve molto per essere felici se non una condivisione piacevole fatta di racconti ed esperienze con persone e un tetto affidabile dove riposare”

Grazie
Un abbraccio
Claudia

5 07 2015
Sara

Ciao Claudia, vedrai che ce la fai per dicembre a raggiungere il livello A2, hai tempo! In bocca al lupo per tutto!

13 07 2015
Salazar

Ciao Sara. Capitato qui dopo tanto tempo.
È notte qui in capo al Mondo e sono riuscito a leggere solo i primi tre paragrafi prima che il sonno abbia sonnato. Ma prometto che tornerò a breve per dire un numero inpressionante di stupidaggini.

PS: hai letto Naomi Klein, vero?

13 07 2015
Sara

Ciao Salazar! Sì capisco che l’argomento non sia dei più appassionanti…😉 Non l’ho letta, ora ci guardo! Grazie per la dritta!

17 07 2015
Salazar

Letto, tutto! Cosa che non sono riuscito a fare con la Versione di Barney.
Sono in accordo più o meno su tutto e la tua mi sembra una versione piuttosto sanguigna, ma puntuale.
Ultima notizia di oggi: Draghi, fondo monetario ed altri disgraziati di quel tipo cominciano a dire che bisogna rudurre il debito greco. Adesso! Esattamente quello che diceva Tsipras.
Ergo, il casino degli ultimi mesi è stato fatto solo ed esclusivamente per far capire al mondo chi è che comanda, e per comprarsi la Gracia in santa pace.

PS: Se leggi Shock Economy della Klein metti una cornice storica a tutti gli avvenimenti descritti.

17 07 2015
Sara

Mamma mia la versione di Barney.. Io l’ho finito ieri ma solo perchè nella seconda metà ho attivato la modalità “lettura veloce”. Che bidone di libro. 614 pagine spiegate in mezza pagina (la parte più importante non mi è sfuggita, la mia tecnica funziona ahahah!). Peraltro avevo già capito 200 pagine prima tutto. Quindi stavo attendendo il nulla dato che non c’era nulla di nuovo rispetto a quello che mi era già chiaro!

Sono completamente d’accordo con te, Draghi e compagnia spero che siano accusati, processati e condannati per crimini contro l’umanità. E Tsipras per stupidità, almeno. Che idiota. Ha tradito il suo popolo che ha votato per lui, anche con il referendum.
Questa bugia dell’euro e della sua irreversibilità ci sta imprigionando e trascinando nel baratro.
Leggerò Shock Economy! Dopo la versione di Barney sono pronta a tutto! Ahahah.

18 07 2015
Salazar

No, no. A parte che si chiama Naomi e non Mordecai, il che è già un vantaggio di per sè, “Shock Economy” lo butti giù come un libro giallo di razza, Un Connelly o un Larsson, e dopo qualche tempo ti viene persino voglia di leggerlo di nuovo. A me personalmente è venuta, e sono umano quasi al 100%!!
Comunque ho un e-book in italiano, la mia mail ce l’hai, se mi mandi la tua ti faccio un pacchetto regalo con conseguente risparmio di tempo e soldi.

18 07 2015
Sara

Ahahah nomen omen a quanto pare! Vai andiamo con la Naomi facendoci trasportare da questo giallo avvincente! Grazie!

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