Storie e musiche dal mondo

4 07 2013

La vita all’accademia internazionale prosegue. Lezioni 7 giorni su 7, 8 ore al giorno, poi il tentativo di studio in vista dell’esame, che negli ultimi giorni sta fallendo miseramente. Prendere coscienza dei propri limiti e del proprio esaurimento talvolta è utile nonché indispensabile. Si perde un po’ il senso del tempo in un luogo lontano isolato ed essendo occupati tutti i giorni, ma è anche bello così, più che altro è, va bene. C’è tempo per avere il senso del tempo, tutto il resto dell’anno.
La vita all’accademia prevede un’internazionalità che non avevo mai vissuto prima. Quest’anno sto conoscendo tantissime persone, tantissime storie di persone di tutte le età da tutto il mondo. E così ho parlato con una russa che da quando è piccina vive in Canada ma nella sua vecchiaia vorrebbe tornare in Europa, possibilmente in Italia “perché a Toronto non c’è niente” “ma Toronto è una delle città più grandi del Canada!” “ma ha solo due milioni di abitanti!” O_O L’ho dovuta avvertire che le uniche città più grandi in Italia sono Roma Milano Napoli e forse Palermo.
E poi un’austriaca, alcune tedesche (of course!), un’americana che del datagate e di Snowden non conosceva niente perché là censurano ogni notizia in merito, e un’altra americana che ha lavorato per l’ONU che invece è informata, intelligenza rara. Ognuno arriva lì d’estate dopo un anno di vita, e ognuno arriva con le sue storie, le sue esperienze, e basta ascoltare per condividere un pezzo di mondo.
Ieri sera ci siamo trovati a cena in una decina, invitati da una francese che compiva gli anni, ed è stata un’emozione immensa, una cosa nuova per me! Eravamo la francese, io, un altro italiano con famiglia, una dominicana, una tedesca e tre greci. Ci siamo fatti portare un po’ di specialità greche che poi abbiamo condiviso, e poi siamo partiti con happy birthday, e l’abbiamo cantata in tutte le lingue! Compreso il portoghese, che il mio amico italiano ha vissuto in Brasile. Ma poi non ci siamo fermati, abbiamo iniziato a cantare Frere Jacque (fra Martino) nelle varie versioni, e poi, come in flusso di condivisione e divertimento tanto bello quanto spontaneo, ognuno ha cantato qualche canzone popolare del suo paese, noi abbiamo optato per Bella Ciao e il cielo in una stanza (questa soprattutto il mio amico), e poi la francese è partita, i greci, la dominicana che adesso vive in Canada (anche lei è una dei “soli” due milioni di Toronto!) con tanto di ritmo, e poi la tedesca: questa canzone mi ha veramente colpito, si chiama Die gedanken sind frei (i pensieri sono liberi), è una canzone contro la guerra, dolcezza infinita…
Veramente una delle mie serate più belle in assoluto! Non so come descrivere le sensazioni che abbiamo provato, probabilmente abbiamo vissuto un flusso di piccoli eventi senza badare troppo al loro significato, ed è stato probabilmente questo il segreto!
Domani cucinerò la pasta per questa ragazza tedesca che ora vive in Svizzera, dopodomani chissà dove sarò, magari ad ascoltare musica popolare greca a Hora, la cittadina antica di Alonissos, o a mangiare calamari da qualche parte.
E chissà cosa studierò, ogni giorno mi stupisco del mio cervello, che immagazzina così tante informazioni ed incredibilmente le riesce anche ad usare… E’ una grande fatica essere qui, racconto solo gli aspetti legati all’esperienza e invece ogni giorno che dovrebbe essere per me di vacanza sono in quell’aula, ma sono lì per la mia più grande passione, e ne vale decisamente la pena.


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2 responses

5 07 2013
simona17rm

Bella la cena-onu, ho vissuto una esperienza simile circa un anno fa, parlavamo tutti inglese e….non ci capivamo!😆
(Ognuno con la sua personalissima pronuncia) più che una cena-onu, fu una cena-babele, un mal di testa! La nostra è finita a karaoke! Altro che “canto libero”. Non ricordo esattamente se ho straziato una canzone di battisti o di gianni bella.

ti avevo mandato una stiticissima mail per avere aggiornamenti sul tuo “internazionaleggiare” e vedo che sei carica, in forma e piena di belle novità. Noi rispondermi lì, c’è già tutto qui🙂
Ah, fallo buono quel piatto di pasta (gli stranieri di solito la mangiano scotta).
sempre bello leggerti

bye

13 07 2013
Sara

Ahahahah la cena ONU! Sei mitica! No noi ci capivamo perfettamente nonostante gli accenti, l’unica che non parlava bene inglese era la francese festeggiata per cui a tratti parlavamo anche in francese (per chi ci riusciva, per gli altri traducevamo)… Fantastico!
Qui siamo in pieno svolgimento degli esami, quattro prove in tre giorni (l’ultima sarà domani), tostissimo ma giusto e meritocratico. Se tutti gli esami all’università fossero così… Ormai l’ingiustizia degli esami di medicina è solo un lontano ricordo!

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