La corriera stravagante

4 09 2011

A volte capita di leggere qualche libro che risponde in modo perfetto alle necessità sognanti della nostra persona in un determinato momento. E capita di trovare per caso libri che con la loro storia, con la loro narrazione immettono in un mondo nuovo, in cui regna la semplicità del vissuto magistralmente raccontata attraverso la grandiosità di ogni particolare. E così l’asciutto e la limpidezza di ciò che accade si fonde con la meraviglia della descrizione.
Era da quando ho letto “il vecchio e il mare” che non rivivevo più questa sensazione, che John Steinbeck con la sua “Corriera Stravagante” mi sta regalando.
Dedico questo post al Festivaletteratura di Mantova che sta per iniziare, perchè la cultura frizzantina della letteratura è una risorsa fondamentale e ricca e bella.

[…]Dopo poco, una mosca piccina ancora torpida dalla notte, si tirò fuori a fatica di sotto la foglia e si fermò nella chiara luce del sole. Aveva le ali di un’iridescenza torba, ed era intirizzita dal freddo notturno. Si strofinò le alucce con le zampette, poi si strofinò queste insieme, poi si strofinò la faccia con le zampette anteriori, mentre il sole, scendendo obliquo di sotto i nuvoloni rigonfi, le riscaldava gli umori. Ad un tratto la mosca si levò, fece due giri, svolazzò sotto le querce, andò a sbattere contro la rete metallica dell’uscio del ristorante, cadde sul dorso, e rimase per un attimo capovolta, ronzando contro terra. Poi si rimise in equilibrio, volò via, e andò ad appostarsi sullo stipite dell’uscio. […] (John Steinbeck)

Annunci