Big Pharma, accuse di corruzione “Pagano tangenti anche in Italia”

6 10 2010

Big Pharma, accuse di corruzione "Pagano tangenti anche in Italia"

NEW YORK – Pagavano governanti, medici, agenti di commercio. Pagavano e forse continuano a pagare ancora per vedersi autorizzare un farmaco, riuscire a fare approvare una medicina, costringere a scegliere un prodotto invece di un altro. Le pratiche della malasanità, si sa, non sono confinate negli angusti confini d’Italia. Ma in Italia possono avere trovato terreno sicuramente fertile i boss di Big Pharma a cui adesso l’amministrazione degli Stati Uniti sta finalmente cominciando a presentare il conto.

Dalla Merck alla Bristol-Myers Squibb, dalla GlaxoSmithKline all’AstraZeneca i grandi nomi dell’industria farmaceutica per una volta ci sono tutti nell’inchiesta del Dipartimento di giustizia e della Sec, la Consob americana. Obiettivo: scoprire se e come le Quattro Sorelle dei farmaci ungevano i governi di mezzo mondo per inondare il mercato con i loro prodotti.

L’inchiesta è davvero globale. Tra i paesi sotto esame ci sarebbero Brasile, Cina, Germania, Polonia, Russia, perfino Arabia Saudita. E l’Italia, appunto. I contenuti del blitz rivelato dal “Wall Street Journal” non sono noti e al momento non è ancora chiaro a che livello nei vari paesi si sia spinta la corruzione. Ma l’indagine individua almeno quattro tipi di possibili violazioni. Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio di “commissioni” da passare a medici dipendenti dai governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere l’acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici e alle commissioni sanitarie per far approvare l’uso dei farmaci.

L’indagine per ora non ha nessun aspetto penale ma gli investigatori non escludono di aprire nuovi fascicoli. Il governo si è mosso sulla base di una legge del 1977 che vieta alle compagnie quotate in Borsa negli Usa (ecco quindi l’intervento congiunto della Sec) di pagare funzionari degli altri paesi per fare business: è il cosiddetto Foreign Corrupt Pratices Act. Ma un’inchiesta potrebbe conseguentemente essere stata aperta anche nei paesi coinvolti in queste contrattazioni: e quindi anche in Italia.

Le compagnie sotto accusa hanno ricevuto una lettera del Dipartimento di Giustizia che chiede di giustificare i movimenti di denaro. Gli uomini di Big Pharma replicano che stanno già collaborando. Ma è fuori di dubbio che la mossa rientra nella battaglia con cui il governo di Barack Obama, già odiato dalle grandi compagnie per la riforma sanitaria che cancella decenni di privilegi e sprechi, ha promesso di fare pulizia di certe pratiche. Qualche tempo fa un’indagine simile ha portato alla luce i metodi di corruzione per la vendita in mezzo mondo di apparecchi medici. E nello sforzo di moralizzazione i funzionari Usa minacciano di passare alla denuncia degli stessi manager invece che delle sole aziende.

L’industria farmaceutica è particolarmente esposta ala tentazione delle mazzette internazionali, spiegano gli esperti, perché a differenza che negli Usa all’estero – come in Italia – i governi hanno molta più voce in capitolo nella regolazione dei farmaci. Il giro d’affari della corruzione, invece, non è ancora stato quantificato. Ma basta considerare che il business di Big Pharma all’estero è un terzo del suo totale: più di 103 miliardi di dollari.

Di ANGELO AQUARO – Repubblica.it


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21 responses

8 10 2010
simona_rm

ho da raccontare un piccollissimo aneddoto in merito, ma adesso vado un po’ di corsa. :mrgreen: ripasso dopo! ciaooooooosarettaaaaa

9 10 2010
Salazar

Interessante. Però mi sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda: da decenni, con Big Pharma, casi simili vengono ciclicamente a galla: non è più cosa da magistratura, ormai, è cosa da riforma generale e completa del settore da parte dei politici. Che poi – i politici – sono quei signori e signore che si fanno eleggere dal polpolo per farsi eleggere di nuovo dal popolo la volta dopo. Anche qui, non è più cosa da magistratura.

Siamo tutti in febbricitante attesa, Simona: io, la mia gatta, la famigliola di jeki sul soffitto, il mio vicino giapponese, l’altro mio vicino ex schiavo dei mammelucchi, la bouganville, la papaia grande e la papaia piccola.
Che lei – la piccina – anche se ormai è già adolescente non capisce ancora l’italiano, ma papaia mamma traduce: “estamos todos em febril espera, Simone”, ha appena detto, infatti.

11 10 2010
simona_rm

Sono stata paziente presso la clinica odontoiatrica del policlinico di Roma, per un trattamento pre-chirurgico; di tanto in tanto passavano rappresentanti di aziende farmaceutiche a dispensare omaggi ai dottorONI per promuovere i loro prodotti. Negli anni, i rappresentati diventavano sempre più “femmine” e sempre più avvenenti e io e la mia diagnosi di malfomazione dento-scheletrica assistevamo stupefatte a questa mutazione della Specie.
Il capoccione del reparto di ortognatodonzia, il dott. $ì[vé§?@!, gongolava come un pazzo a portarle un po’ in giro, era il suo momento di ricreazione.
Un episodio mi colpì in particolare: 2 ragazze nuove (di solito viaggiavano in coppia), arrivarono per promuovere un colluttorio e -in un reparto di 70 persone tra strutturati, specializzandi, dottorandi e studenti- lasciarono un campione come omaggio! UNO solo. Per tutto il reparto.
Allora $ì£vé§?@!, uomo con l’impostazione vocale tra Arnoldo Foà e Amedeo Nazzari, gorgogliò alla Cristiano Malgioglio nello stanzone delle visite, dicendo: -guardate ci hanno portato UN campione! Ce lo lasciano!
E il reparto tutto (con sottofondo di applausi): – oohh, grazie, che bello… Un sorso a me.. no prima io! Ecc.
Un modo corale per veicolare l’antifona alle giovanotte: per sponsorizzare il prodotto, un solo omaggio era ben misera cosa. In fondo quello era pur sempre il policlinico di Roma, università La Sapienza, mica Cepu!
Negli anni, il “door to door” (gabinet to gabinet, sarebbe più corretto) delle case farmaceutiche è diventato un settore specialistico fondato su un marketing consolidato: inizialmente selezionando personale sempre più piacevole allo sguardo, poi accompagnando il prodotto con piccoli gadgets logati, dalle penne ai post-it, dalle agende ai notes, ecc.
In conclusione: chi più ne distribuisce più guadagna simpatie e quindi dà maggiore possibilità al prodotto di entrare nel mercato. La promoter più gnocca è quella che rimane più impressa e il prodotto ne guadagna. E’ marketing, ma allo stesso tempo, è una forma di micro-corruzione/suggestione che interessa varie debolezze dell’umana natura, dallo stimolo ormonale alla golosità del gratis, della cosa ottenuta senza sforzo.

La morale? No, la morale non c’è, non mi permetterei mai.

In compenso ho una domanda:
fintanto che questi episodi restano limitati a prodotti poco (o nulla) influenti per la salute, come un colluttorio, un dentifricio, uno scovolino dentale, ecc. il danno effettivo per la società non è sensibile. Quando lo stesso meccanismo di marketing viene applicato ai sistemi sanitari nazionali, i prodotti in questione sono farmaci importanti, che interessano le patologie più diffuse (diabete, pressione arteriosa, cardiopatie, ecc.), i danni posso essere grandissimi. L’articolo interessa quest’area qui.
Premesso che tutti gli anelli umani di questa catena dovrebbero condividere la responsabilità (penale) di scelte sbagliate, chi –tra questi- dovrebbe assumersi anche delle responsabilità etiche?
– Le commissioni mediche che selezionano i farmaci
– chi scrive le relazioni scientifiche su pro e contro
– chi prescrive un farmaco influenzato dall’impianto promozionale di questo e non dagli esiti scientifici?….Insomma, gli ippocratici… o no?

@sal
dopo questa mia, alle papaye sarà passata la febbre ma sopraggiunta la narcolessia:mrgreen:
abbi cura delle nostre papaye, un giorno io e Sara verremo a reclamarne la proprietà.
ps: ma…la gatta e i gechi possono convivere? Interessante multiproprietà la tua. Bello zoo.

12 10 2010
Salazar

Non so molto sull’argomento, e quindi risparmio al mondo un inutile commento di circostanza. Rimango comunque in attesa della replica di Sara.
Però (sviolinata on) è sempre un piacere leggerti Simona (sviolinata off).

PS: si, fuguriamoci se quella cicciona pigra di Bianca (la gatta) muove un solo muscolo per acchiappare i jeki, neanche se avessero le scarpe da ginnastica rosse e suonassero la tromba. L’aggressività felina di Bianca è affogata nei bocconcini al salmone.

25 12 2010
davide

Cara Sara,

auguri di buon Natale.

Ciao Davide

25 12 2010
Sara

Grazie, Buon Natale a tutti voi!!!
Perdonate la mia assenza (o il mio assenzio) appena avrò tempo scriverò!!!

5 01 2011
simona_rm

BUON ANNO A TUTTI, (dottori, bloggers, avventori, gatti, gechi, etc etc)
FATE I BRAVI.😉
simona

27 01 2011
Salazar

Sono qua! Cosa credevate?!
Ma siccome mi siete tutti molto antipatici (specialmente Simona) mica passo di qua per fare gli auguri di Buon Anno!, ma neanche per scherzo lo faccio!
Neanche con un mese di ritardo!

27 01 2011
Sara

Grazie Salazar! Buon anno anche a te! E perdona l’assenteismo… Metterò dei tornelli antifannulloni, dove poi qui la fannullona sono io! Ma in nome dell’efficienza questo ed altro…

1 02 2011
simona_rm

Ciao nipotina, sei perdonata per l’assenza solo se ci garantisci che te la stai spassando!
Ti scrivo presto, appena faccio un po’ di ordine (nella testa, in casa, sulla scrivania, nel lavoro, etc etc)
Baci. Tanti.

2 02 2011
Sara

Macchè spassando qui è un casino! Sto preparando l’esame di stato, 6300 quiz da imparare a memoria, ormai funziono tipo juke box delle risposte, ne sto facendo 1000 al giorno, sono fusa! (Però ammetto che ogni 250 faccio una pausa e mi ascolto 3 sigle dei cartoni animati:mrgreen: )

1 02 2011
simona_rm

UN MESE DI RITARDO!!!!!
Imperdonabile.👿
(però grazie per quella nota tra parentesi)😀

9 02 2011
Salazar

6300 quizzes (tu notis te inglish precision)!? Ma non ci credo!, secondo me fai la vittima: per quanto conti e riconti il mio acerbo corpicino non arriva a 216 pezzi, e tutti dal naso in giù.
Ma una volta superata questa quisquilia diventi “Dottoressa Sara”?
Ti dovrò dare del “lei” e dire 33?

A Simona devo consigliare di non mettere in ordine i cassetti. I cassetti sono nati per contenere le paludi, e che paludosi siano.
Per la parte della casa visibile una passatina di rappresentanza va bene. Casomai arrivasse qualche amico ubriaco alle tre di notte gli si potrebbe opporre qualche argomentazione (quasi) ben ordinata.
Fare ordine nella testa è di una noia smisurata.

11 02 2011
Sara

Orbene sì, per la precisione 6345 (tu notis my numeric precision?🙂 )!!!
Credo che sia andato bene, ma aspetto i risultati ufficiali! Direi che è il caso che continui a darmi del tu! Il bello è che volendo di domande se ne possono creare altre migliaia, sopratutto quando centinaia di domande sono tipo “qual è la molecola che entra in quella reazione biochimica?” o cose del genere…
Comunque bello perchè per impararmeli tutti andavo o per assonanza tra parole chiave, oppure in ordine alfabetico, o con giochini con le lettere… Ho imparato più la grammatica della medicina con questo sistema! Però almeno così le regole sono uguali per tutti…

21 02 2011
simona_rm

ALLORA???
Sapere, sapere, sapere…voglio sapere come è andata?
Ti spammo la casella gmail se non me lo dici!
zia

21 02 2011
Sara

Oh non ve l’ho detto, che blogger degenere!!! Sono passata!!!:mrgreen:

21 03 2011
simona_rm

ehi brasilero! E tu lì, come va?
hai ragione sull’ordine mentale: è pura noia!
Ma sul resto devo darmi da fare: devo salvare almeno l’apparenza, non sono ancora pronta per vivere da sociopatica.😉
un abbraccio
s

23 02 2011
Salazar

Molto bene dottoressa Sara. Felice felice per te!
E adesso che ne dici di andare a lavorare in un posticino tranquillo tipo questo?

23 02 2011
Sara

Mmhh interessante! Adesso un pò con calma, magari tra qualche anno… Ho tanti progetti in cantiere, vediamo la strada che si strutturerà! Who can knows???

21 03 2011
simona_rm

brava brava brava!🙂
Ogni tanto mi affaccio per vedere come stai. (Stai bene?)
Non ti scrivo perchè ti attaccherei un pippone ciclopico! Quell’ordine che dovevo fare tra le mie cose tarda a prendere forma, in compenso sto riprendendo forma io: ho rimesso su 4 kg faticosamente persi.
Ecco vedi, ti sto già ammorbando!

Ti strizzo un abbraccio.
A presto presto
simo

29 03 2011
Sara

Grazie!
Si sto bene, grazie! Tu?
Voto per il pippone!
Un abbraccio anche a te!
(Il nuovo articolo sarebbe per uscire dalla bruttezza della quotidianità e del luogo comune)

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