A me dell’Italia non interessa più niente

26 11 2009

Domenica stavo tornando da Padova, ero in un treno densissimo di persone e di odori che all’inizio mi ha fatto rimpiangere la rinite cronica.

Nella fattispecie ero di fianco a Laura, una spagnola stilista di abbigliamento per bambini, e Ivan, muratore, idraulico e tuttofare moldavo. Ci siamo messi a chiacchierare, perchè mi sono incuriosita quando ho visto la ragazza (signora forse) disegnare dei bambini angelici e vestiti in modo perfetto nonostante tutti i movimenti del treno. Lei lavora per Prenatal e per altre due o tre ditte famose di cui però non ho capito il nome. Ha studiato in Spagna, poi è stata qualche anno a Firenze per perfezionare la sua formazione, e adesso lavora e lavora bene. Sabato sera era stata a Gorizia a una manifestazione con una serie di concerti di vari generi musicali, ed era diretta a Parma.

Ivan invece è un muratore, lavora a Bologna da un pò di anni, sempre per la stessa ditta, e mi ha lasciato il numero in caso che qualcosa in casa non funzioni bene, perchè fa anche l’idraulico, l’elettricista e chi più ne ha più ne metta. Secondo me sarebbe capace di sistemare anche i ferri da stiro. Lui invece ha avuto una storia diametralmente opposta, perchè è venuto in Italia perchè in Moldavia c’è poco lavoro e il guadagno è insufficiente per una sopravvivenza dignitosa. E’ qui da 8 anni, non è mai tornato là un pò perchè ha paura di dover tornare là definitivamente e un pò perchè non vuole spendere soldi per andare in aereo. All’inizio stava a Padova, ma lo ricattavano in vari modi, dormiva in un tugurio e non riusciva neanche a mangiare regolarmente. E’ riuscito a trasferirsi a Bologna, adesso ha una camera, sono in casa in 8 o 9 (non ho ben capito), in una stanza c’è una famiglia, in bagno deve fare in fretta ma mangia, dorme comodo, e riesce a risparmiare qualche soldo da mandare in Moldavia. Lui la sera prima era stato  in un paese vicino al confine con la Slovenia in una discoteca, era andato a ballare così lontano perchè “li non ci sono casini”. Nelle discoteche di Bologna a suo dire ci sono frequenti episodi di coltellate e di risse, mentre quella è una discoteca per russi, è un circolo quindi basta fare la tessera e tutti pensano solo a ballare e a bere. Ovviamente non ha mai dormito, è uscito dalla discoteca e poi è stato con gli amici che ha conosciuto là, perchè ovviamente è andato da solo.

Ho realizzato che dei tre ero quella che aveva vissuto la serata più banale, osteria in centro a Bologna e poi un giro al cioccoshow. Con legge di Murphy integrata perchè per la seconda volta in due giorni tutti hanno mangiato cioccolato tranne me, della serie “quando la dieta ti potrà colpire lo farà”. Inoltre anche la mia vita scorre nella più ovvia normalità, viaggio poco perchè devo studiare e perchè non ho soldi, conosco i miei amici, cerco informazioni dal mondo sul computer non potendo farlo spostando il mio sedere.

A volte ascolto le radio inglesi o americane, e mi sento finalmente in un altro mondo, in un mondo normale, come se le cuffie e il pc mi proiettassero in un’altra dimensione, più consona a quello che a me servirebbe in questo momento. Io vorrei essere cittadina del mondo, invece abito in questo paese.

Un paese che è così impegnato ad analizzare le sue storture che è completamente fermo.

Io non so neanche cosa tengo questo blog a fare, purtroppo non posso neanche scrivere quello che sento in radio, primo perchè ho pochissimo tempo per ascoltare, secondo perchè dopo 10 minuti stacco il cervello, e senza la massima concentrazione capisco una parola su tre quando va bene. Non riesco più a scrivere di quello che succede in Italia, sono completamente nauseata. Ma forse il vero motivo è che non mi interessa più.

Non me frega niente di sapere quanti e quali contatti mafiosi ha tizio piuttosto che caio, non voglio neanche sapere quali giri ci sono dietro l’uccisione di due persone legate a un politico per via di una festa. Non trovo interessante il dibattito sulla pausa pranzo, francamente stanno estraendo  dal cilindro così tanti finti problemi e il livello è così basso che io non ce la faccio a entrare nel merito. Cosa dovrei dire io, che la pausa pranzo è sacrosanta ma che alcuni lavori è normale che a volte non la concedono (a me capita di saltarla, per i chirurghi è quasi una regola)? C’è bisogno di dirlo? Cosa me ne frega di interloquire anche a distanza con uno che apre la bocca per dire ste stronzate? Anche stare in silenzio aumenta la produttività, dovrebbe saperlo. Io non vedo l’ora di laurearmi, dopodichè chiederò alla mia prof di andare almeno un mese all’estero a fare almeno un tirocinio, ho voglia di respirare aria nuova, più che altro ho voglia di respirare.

Io non posso più fermarmi ad analizzare le storture di questo paese, io devo proseguire per la mia strada.


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33 responses

26 11 2009
chiaradinotte

Bellissimo post. Te lo linko nel mio blog. Grazie🙂

26 11 2009
Sara

Grazie mille a te, veramente!!!!:mrgreen:

27 11 2009
Salazar

.

PS: il punto, da quello che ho visto in giro, credo voglia dire che ho letto, apprezzato, ma non ho niente da aggiungere.
Non so se va bene, ma fammi sapere se preferisci un ; o un ´, o magari un esotico e suggestivo til ~ che serve ad inalare le vocali.

27 11 2009
luciano61

Nessuno, in Italia, proibisce di emigrare; non siamo ancora al livello di Cuba dove anche le blogger (come la Sànchez, eh Chiaretta? ) sono sequestrate temporaneamente e zittite dalla polizia di Castro: non l’avete letto due settimane fa su ‘Internazionale’?
E se qualcuno iniziasse ad andarsene dall’Italia, così poco democratica e poco ‘normale’ (in base a cosa? Allora che dire di Cuba, Birmania, Corea del Nord?) starebbero anche più larghi e comodi tutti quelli che amano come me vivere liberamente in Italia…
Saluti e buona partenza🙂

27 11 2009
Sara

Luciano stai attento, perchè questa lotta per l’appropriazione degli spazi è la base della guerra civile.

28 11 2009
luciano61

No, non credo… c’è troppa ‘cooptazione’ tra maggioranza e opposizione, soprattutto su temi di comune interesse economico e politico…
L’appropriazione degli spazi importanti è già avvenuta; ora si fa combattere una squallida e misera ‘guerra tra poveri’, per distrarre meglio l’opinione pubblica su tutto il resto.
Mi piacerebbe sbagliare, ma da quello che vedo…

30 11 2009
simona_rm

Ciao pinguina,
pensa che ti ho mandato una mail in cui tesso le lodi della professionalità tedesca, senza ancora aver letto il post. Mi trasferirei in germania anche domani.
Un buon motivo per tenere aperto un blog così, è potersi sfogare; ma questo non è solo uno sfogo, è una legittima riflessione sulla decadenza che stiamo attraversando.
Anch’io sono stufa della miseria di questo paese, delle questioni che si trascinano da 15 anni, con invischiate sempre le stesse persone, per gli stessi motivi e di tutto quel contorno di quisquiglie di depistaggio, perchè non si è in grado di affrontare i problemi seri.
Non c’è luce alla fine di questo tunnel, è buio pesto. E’ più che sensato guardare altrove, cercare un paese evoluto, ce ne sono molti e alcuni sono davvero vicini, tanto vicini da non sentire nemmeno nostalgia di casa.
Te lo dico con un po’ di dispiacere: penso che tu stia camminando nella direzione giusta. Buonissima strada pingui’ e mandami almeno una cartolina! 😉

PS: confermo l’applicabilità della legge di Murphy anche al cioccolato: ieri pomeriggio abbiamo preso un tè a casa di mia sorella, mentre gli altri mangiavano torta al cioccolato, io ho dato fondo alle gallette di riso!😦

PS2: un saluto corale per tutti

1 12 2009
Salazar

Anch’io vorrei andarmene dall’Italia, ma per farlo dovrei prima ritornarci. Cosa stravagante ed illogica, ma bellissima, se si pensa al piacere di farlo due volte.

@ Simona, finalmente. Estava com saudade de você.

1 12 2009
simona_rm

olà meu amigo ….. avrò scritto giusto? Lo so che dovrei evitare esperimenti con lingue che non mi appartengono, ma non ho potuto resistere:mrgreen:

e’ bella l’idea di andarsene 2 volte, ma come è stato quando sei andato via la prima volta? E’ stato un caso o una cosa pianificata?

2 12 2009
Salazar

È stato un attimo. Ho visto la luce, come i Blues Brothers. Solo che io non sono in missione per conto di Dio ma solo per conto mio.
E sai la cosa strana? La luce è rimasta, mica è andata via, dopo nove anni.

30 11 2009
luciano61

Tutti che vogliono emigrare… ma perché si avvicina Natale o perché è ‘cool’ fare i ‘dissidenti’ in procinto di partire con chissà quali peripezie alla frontiera… e poi, magari, si va a Cuba per fine-anno con pacchetto viaggio ‘all inclusive’?
Vorrei anch’io una cartolina da Cuba o dall’Egitto…
Grazie🙂

1 12 2009
simona_rm

emigrare non è affatto cool;la mia idea di paese evoluto (più dell’Italia) non è certo cuba o l’egitto o la birmania. Una dittatura è sempre una dittatura, di qualunque colore si vesta.
Prego😉

1 12 2009
luciano61

E allora, cara Simona, dove vorresti andare?
1) nella ‘neutrale’ Svizzera anti-minareti?
2) nella ‘democratica’ USA pro-guerra in Afghanistan, nonostante il Nobel per la Pace a Mr. Barack HUSSEIN Obama?
3) nella ‘progressista’ Spagna di Zapatero, così sollecita nei respingimenti in mare (già alle Canarie!) dei migranti africani?
4) nel Venezuela di Chavez, presidente ‘a vita’?
5) o… semplicemente nel Paese di Alice e dei conigli, che diventano leoni quando tutti dormono?
Faccio fatica a pensare ad una reale democrazia in questi tempi… Comunque attendo una tua risposta, se non sei già partita… e tornata.
Grazie mille🙂

2 12 2009
Sara

La tua ironia idiota te la puoi tenere per te.
Sempre se non vuoi essere bannato anche da questo blog, e con me poi è dura continuare a fare il troll.

2 12 2009
Salazar

Cara Sara, “don’t feed the trolls” rimane sempre la via più saggia.
Se vuoi bannare, o anche se hai solo la vaga idea di bannare, banna. Non argomentare, minacciare, avvertire, annunciare o spiegare, non serve a niente se non a rimediare ulteriori insulti, banna senza neanche pensarci su due volte e stop.

3 12 2009
luciano61

Bravo!
Forse Sara è più democratica di te e dei tuoi ‘profondi’ consigli…
Per caso sei ancora nostalgico di dittature crollate 20 anni fa?

3 12 2009
Salazar

Sbagliato!
Si sa che negli anni della Keynesian resurgence prima si spara e poi si augura la buona sera, e – nel caso – non si fanno prigionieri. Non è questione di democrazia, è questione di libero mercato.
Che vale molto, ma molto molto molto di più.

3 12 2009
luciano61

Citazionista per caso o per necessità?
Visto la pochezza delle argomentazioni… ma non vorrei essere già etichettato come ‘troll’ dai neo-keynesiani della blogosfera, perchè ciò non vale proprio niente di niente.🙂

2 12 2009
luciano61

Sarà ‘idiota’ la mia ironia, ma i dati che riporto non sono tali: sai da dove li prendo? Da ‘il Manifesto’… peggio è la tua inutile stizza e la tua grande ignoranza che dimostri, cara la mia Sara…
Studia e leggi un po’ di più…
Baci🙂
p.s. – se poi non hai argomenti, ‘bannami’ pure (ma è la nuova moda di certi blogger ‘sinistrati’ e senza argomenti validi per le loro repliche?) : tanto oltre certi limiti vedo che non sai andare… ora tremo (?) alle tue ‘democratiche’ minacce!

2 12 2009
simona_rm

scusa se mi intrometto, tra te e la titolarre, ma -dal mio punto di vista- quello con scarsi argomenti sembri più tu, sei sempre lì a stillare nichilismo spesso inutile. Sembri dispensare perle di luce ad un mondo di deficienti ciechi, che non leggono, non si informano, non si guardano intorno e seguono le corse di bianconiglio!
Sinceramente trovo che nelle tue affermazioni ci sia ben poco da commentare, non è questione di avere o no argomenti per farlo. Il tuo meccanismo di conversazione si struttura su una indiscriminata distruzione delle affermazioni altrui, senza filtro e senza reale critica: se qualcuno si permette di criticare l’operato del governo berlusconi, tu te ne esci asserendo che se berlusconi fa schifo, il PD fa ancora più schifo!
Se qualcuno mette in dubbio la democraticità, ma soprattutto (ed è questo quello che non hai colto nel post) se si mettono in discussioni le reali possibilità di sviluppo di questo paese ARRETRATO, la possibile spendibilità dei giovani preparati, tu te ne esci con cuba….la birmania….le porcate USA…e Chavez!!! E Putin no?
Trovo questa tua meccanica, compulsiva, prevedibile e tremendamente noiosa.
Per quanto mi riguarda ci sono paesi molto più democratici del nostro, sicuramente meno RIDICOLI del nostro e certamente più lungimiranti, che spendono in ricerca e investono in tecnologie intelligenti ed ecologiche. Ormai basta poco per essere migliori di noi.

C’è chi pensa di rimanere qui e tentare di risolvere le cose dall’interno, c’è chi pensa di tentare altrove, perchè non vede possibiltà di guarigione per i tumori che abbiamo sviluppato. Infine, ci sono i Luciano, che gli va bene così, tutto quanto! E quando legge le riflessioni di un giovane che vede nell’emigrazione l’unica possibilità di futuro per sè, per affrancarsi dalla nausea che il suo paese gli procura, tutto quello che sa dire è :-bene, staremo più larghi!
Ma non sarai tu, quello che rifiuta la realtà? Che la ignora o -peggio- se ne infischia?
Buon non-compleanno a te, Lucia’!
S

2 12 2009
luciano61

Sarà come dici tu… però mi permetti di riportare quello che Enrico Letta (PD) ha detto ieri su Berlusconi e sulla giustizia?
Parole testuali: “è legittimo che il premier come imputato si difenda nel processo e dal processo” (dal processo?)… e questo non mi va bene, ma neppure mi va bene fingere di vedere solo da una parte il male totale dell’Italia e dimenticarsi l’altro occhio e l’altra parte…
Invece, ‘andarsene’ (ma dove?) è affrontare la realtà!?
Io esprimo solo le mie idee in un blog, che può certo non condividerle… se ancora si può dissentire dal pensiero del/la blogger…

4 12 2009
Salazar

Per motivi si larghezza continuo quaggiù la serie di post iniziata lassù con quello di Sara del 2/12.
Ho risposto al nostro troll preferito, Luciano sessanta e spiccioli, nella stessa maniera meccanica, compulsiva, prevedibile e tremendamente noiosa (Simona dixit) che normalmente usa lui, solo sostituendo i fantomatici “comunisti” con l’economia keynesiana: l’insieme di idee economiche i cui sviluppi, derivazioni o eccezioni hanno portato il mondo del consumismo al limite del baratro. Arrotondando qualche spigolo possiamo dire che è uno dei contrari del comunismo.
Ma la cosa non è stata assolutamente capita e il nostro ci è caduto dentro con tutti i due i piedi rispondendo: “Citazionista per caso o per necessità? Visto la pochezza delle argomentazioni…”
Bene, visto che la pochezza delle argomentazioni di un certo tipo di interventi, e che la tristezza di essere citazionisti per caso o per necessita vale per tutti, ci troviamo davanti ad un commovente caso di autocritica trolliana. Caso profondo e controverso: non è facile criticare se stessi in modo così crudele.
Ma adesso basta, perché sennò non rispetto il mio stesso consiglio: “don’t feed the trolls”. Passo e chiudo.

4 12 2009
Sara

Sei un grande!!! (scusa la pochezza delle mie argomentazioni per suggellare questo complimento…):mrgreen:

4 12 2009
luciano61

Salazar: in onore di un dittatore defunto?
Ah, ora capisco le grandi argomentazioni onanistiche che ti caratterizzano…
Io sarei ‘troll’ e tu?
Ma quel ‘passo e chiudo’ è definitivo o solamente provvisorio e illusorio per noi piccoli mortali?
Caro Salazar forse dovresti trovar altri pretesti dialettici per infinocchiare il prossimo, perché chi ti scrive non è un pivello, né un onanista pseudo-intellettuale come te… troppo solipsismo nuoce nel tempo…
Riguardati
Con affetto (la stima la riservo alle persone intelligenti e serie)🙂
p.s.- Cara Sara, ma ti acconteti dei cloni di Sgarbi nel tuo blog? Attendo solo che il ‘grande’ (?) Salazar mi dia della ‘capra!’ dopo avermi etichettato come troll…

4 12 2009
luciano61

Piccola rettifica: i colleghi mi consigliamo di non replicare a comportamenti compulsivi, già noti e anche reiterati nel tempo…
Perciò, hai ragione tu, caro Salazar, ora calmati e cerca di respirare con lentezza senza iperventilare…
E tutto ciò è un sincero augurio senza alcun onere o pacella.
Sei un grande! (contento?)
Buona convalescenza🙂

4 12 2009
simona_rm

un grande….. SADICO!!!😀

4 12 2009
simona_rm

….commovente caso di autocritica…..😆 excepcional

6 12 2009
Salazar

Sara, andarsene dall’Italia? Non so bene se dire no o si, sono cose che ognuno sente, rigira nei pensieri. Sono cose che ognuno deve sbagliare o indovinare da solo.
Però, visto che io l’ho fatto, ti posso raccontare come è andata a me.
Dopo aver visto la luce sotto ad una palma di cocco, sono ritornato in Italia, ho venduto tutto quello che potevo vendere e sei mesi dopo stavo già firmando carte in portoghese negli uffici della Polizia Federale.
Mi sono guardato in giro e ho deciso di investire nell’immobiliare: cosa indovinata perché nel nod-est brasiliano è stato, ed è tuttora, il settore che ha avuto più sviluppo e valorizzazione.
I primi tempi sono stati strani ed avventurosi, ma più o meno sempre nell’ambito di quello che facevo in Italia (l’imprenditore), quindi avventura si, ma non una grossa novità per uno che decide di rivoltare la propria vita come un calzino.
Dopo un po’ ho constatato e deciso che era meglio affidare le mie cose ad una agenzia specializzata e mi sono ritrovato mezzo disoccupato: un sacco di tempo libero, anche troppo.
La prima settimana vai in spiaggia, la seconda a vedere le impronte dei dinosauri, la terza chilossà. Così un giorno passando davanti a questo “Instituto de Linguas” vicino casa mi sono fermato e sono entrato.
Da notare l’abbigliamento: occhiale da sole modello scusate ma odio la fotosintesi clorofilliana, maglietta bianca con scritto “Orgulho de Ser Nordestino” in rosso (era una delle mie preferite), braga corta mimetica dell’esercito italiano e infradito nere.
Allora, sono entrato, ho detto alla segretaria che volevo parlare con il direttore, un signore che stava scrivendo qualcosa su un registro a due metri di distanza alza la testa e dice: “Si?”.
Agripino, il direttore, nome “difficile” ma ugualmente direttore. Mi ha portato in un giardinetto attiguo e mi ha offerto un caffè. Chiaramente io non avevo con me ne curriculum ne niente, così abbiamo parlato: ho detto che non avevo mai inseganto nulla a nessuno in tutta la mia vita, ma che avevo un’ottima preparazione formale e che non mi sarebbe affatto dispiaciuto fare l’insegnante.
Siamo rimasti più di un’ora a chiacchierare del più e del meno, dopo un mese mi ha telefonato e sono diventato insegnante di italiano.
E qui arriva il bello. Ma ci vuole una premessa: in Brasile il dottorato richiede una perfetta conoscenza di due lingue straniere. L’esame è difficile, molto difficile, e più che saper dialogare nella lingua in questione è richiesta una assoluta comprensione dei testi scritti, in particolar modo gli scritti nel proprio campo di studi. Questo richiede un metodo d’insegnamento parecchio diverso da quello normalmente usato nelle scuole di lingue, metodo che deve anche essere personalizzato a seconda del campo in cui lo studente aspira al “doutoramento” con corsi mirati.
In quei casi, quando c’era di mezzo l’italiano, Agripino piazzava me, inesorabilmente. Così nel giro di un paio d’anni mi sono ritrovato ad insegnare agli insegnanti, fra i quali Narbal, professore di etica ex frate, ora mio caro amico (strana amicizia: tipo diavolo e acqua santa), il quale un giorno mi dice “Perché non porti il curriculum al mio direttore?” E così è stato.
Ora insegno storia contemporanea (europea, come la chiamano qui) o storia dell’arte, o tutte e due, a seconda di come cadono i semestri, in una università brasiliana di serie C, di quelle che se mostri il diploma da qualche parte in Europa di mettono in mano un secchio e una ramazza, ma io ci sto benissimo e mi piace insegnare.
Quando ho stampato il curriculum da portare al direttore era il cinquantesimo dei miei primi 300 anni.
Sara, pensi che tutto questo poteva succedere il Italia?

PS: a pensarci bene, anche con un diploma dell’Università di Macerata di mettono in mano secchio e ramazza.

7 12 2009
Sara

Che grande che sei! Per questo ne sai un sacco di tutto…
Grazie per questo tuo racconto della tua storia, per me è molto utile!
Io al momento non voglio andare all’estero a vivere, ma a fare delle esperienze assolutamente si. E anche voglio andare perchè mi venga concessa qualche occasione, in modo che io cominci a produrre qualcosa di mio, con la mia testa. Qui in Italia non può succedere, ti mettono a fare le ricerche che vogliono loro che poi servono per aumentare il numero delle pubblicazioni e per dimostrare cose che si sanno già da una vita, in nome dell’evidence based medicine. E guai a provare ad avere un’idea nuova, magari un pò diversa dagli schemi di trattamento attuali. O questa idea prevede l’uso di un farmaco in più oppure niente. E ci sono barriere burocratiche da sorpassare per fare qualsiasi cosa ma nessuno ti aiuta se l’idea non serve a lui ma a te, e quindi poi magari a tutti. Sono veramente avvilita…
Speriamo nel futuro! Rimango lievemente ottimista!

7 12 2009
Luca

Passo meno di qui rispetto al Pinguino. Vuoi la piattaforma diversa, vuoi il tempo, non lo so.

Certo è che spesso anche se non commento penso ai tuoi post.
E questo è un bellissimo post come questa è una bellissima frase, nella sua purtroppo vera drammaticità.

“Un paese che è così impegnato ad analizzare le sue storture che è completamente fermo”.

Bacio.
luca

7 12 2009
Sara

Grazie Luca! Mi spiace, ma da quando seguo poco lo sport in tv (cioè leggo il televideo, ma guardo poco le gare) mi viene difficile scrivere sul pinguino…Già è difficile scrivere al momento, poi scrivere di sport che non vedo va contro la mia natura in un certo senso!!
Grazie per i complimenti, quella frase effettivamente è il nucleo di quel che penso adesso…
Un bacio!

3 01 2010
Alessandro

Mi è piaciuto davvero un tot questo tuo post Sara.
Sono capitato qui…davvero per caso, incredibile. Parte di ciò che hai detto la sento davvero come mia, grazie di aver condiviso questi tuoi pensieri!

Alessandro (sono l’amico di jas e claudia!!)

6 01 2010
Sara

Ciao! Grazie per i complimenti! Purtroppo siamo immersi in questo brutto affare, speriamo di poterne uscire, ognuno con le proprie strategie!

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