Tanto fumo e niente arrosto

16 07 2009

filosofi_2

Il titolo per questo post è una frase popolare, di quelle facili facili da ripetere non appena si presenta l’occasione per riassumere un concetto in modo tanto immediato quanto semplicistico.

Già, perchè sono un pò stufa di milioni di discorsi sofisticati in cui si guarda più alla forma che alla sostanza (tanto per riportare un altro luogo comune). Farò alcuni esempi di situazioni attuali in cui secondo me noi (e con noi intendo noi che bazzichiamo per internet in cerca di notizie un pò serie e un pò più logiche di quelle che popolano la tv) abbiamo badato più alla forma che al contenuto, più ai fronzoli che ai fatti.

Il primo esempio che mi viene in mente è quello del vaticanista del Tg3 (Roberto Balducci) licenziato per la battuta sui quattro gatti che ascoltano il Papa. In tanti si sono lamentati della battuta infelice, della facile ironia, ma in pochi hanno sottolineato che un licenziamento per questo motivo è proprio tipico della censura DC anni ’60, o anche peggio. E’ un semplice abominio questo fatto, è ingiustificabile un provvedimento del genere per una semplice considerazione fatta in merito al filmato che mostrava poche persone in Piazza San Pietro a causa del caldo africano. (A proposito, è emergenza caldo, andate al mac donald solo di sera, a pranzo una bella insalatina con poco olio).

Un’altra battaglia tra le varie posizioni è in merito alla protesta dei blog per il nuovo ddl Alfano, che tra le altre cose prevede che il proprietario del blog debba rettificare (rettificare, che verbo fascista!) entro 48 ore dalla segnalazione se un qualsiasi commentatore scrive qualcosa di sgradito al segnalatore di turno. Se questa non è censura dite voi cos’è, è una cosa gravissima e antidemocratica. Bene, c’è chi ha protestato perchè chi lanciava la proposta aveva fatto un logo osceno ma prima aveva aspramente criticato il logo di Magic Italy, e quindi non poteva risultare credibile, o chi ha storto il naso perchè non c’erano notizie comode sul testo del ddl, come se in altre situazioni non si schernisse chi non si cerca le notizie accontentandosi della tv.

Parliamo poi di Beppe Grillo, tutti che parlano dei suoi modi burberi e della sua ignoranza (tra l’altro è impossibile che uno che vuole diventare segretario di un partito non abbia letto lo statuto), e nessuno che pensa che comunque quel geniaccio del male in ogni caso ha vinto, e che il pd è allo sbando.

Ma il pd è veramente allo sbando? A volte mi chiedo se siamo noi quelli incontentabili: Franceschini alla fine è abbastanza giovane, cioè non è vecchio, che è già un passo avanti, contrasta le (ridicole) asserzioni del centrodestra entrando nel merito delle questioni, fa opposizione come può considerando che non ha spazio in tv e che di fatto nel suo partito gli sono tutti contro (vedi i soliti D’Alema e Rutelli). Insomma, cosa pretendiamo che faccia un partito costretto a fare opposizione a chi detiene il 90% dell’informazione?

Ecco, questi sono tutti esempi per dimostrare che la crisi della dialettica in un certo senso ha colpito tutti, la maggiorparte è affetta dalla sindrome del luogo comune, la minoranza invece è affetta dalla sindrome “sii più preciso che puoi nelle tue argomentazioni” che da un lato ha portato sicuramente a una finezza logica maggiore, dall’altro purtroppo può comportare fronzoli che rischiano di nascondere il reale significato delle cose, che spesso è più semplice di quel che sembra. Voi di cosa siete malati? Io di entrambe le malattie, credo.


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4 responses

17 07 2009
Luca

Forse neppure la Dc avrebbe fatto simili cose. Forse la Dc era addirittura più “aperta”.
Il Pd? Un partito scatolone e allo sbando.
Tuttavia per tirarsi fuori non occorre poi molto, se non iniziare a togliere alcuni ceffi ridicoli come baffino D’Alema e molti altri. Autentici freni a mano per quella compagine.
Il resto? Vado a leggermi il DDL Alfano.
Tacci!😉
Ti bacio,
Lu

17 07 2009
Sara

Si ma bisognerebbe toglierne molti, io sradicherei da lì anche qualche ex margherito, che sinceramente ne abbiamo piene le scatole!

17 07 2009
Salazar

Secondo me sta infuriando una epidemia di onanismo politico/culturale.
Guarda il famigerato sciopero dei blog: un milione di distinguo complicatissimi per la più semplice cosa del mondo: non fare nulla per un giorno, dare un segnale e stop. Il distinguo più assurdo e cervellotico, proprio roba che di più non si può, è stato: “non si può rispondere con il silenzio a chi ci vuole imbavagliare”. Ma santoddio d’un dio, si trattava di un giorno, uno solo, 24 ore, 48 mezz’ore, e poi – il giorno prima, il giorno dopo, tutta la vita – ne potevi parlare in lungo in largo, riempire blog su blog, intasare un milione di forum e discuterne – tramite disegnini – anche con la zia Teresina di anni 94, semidemente e semianalfabeta.
No, bisognava parlarne quel giorno, ma proprio quello, per dire che non si concordava sul metodo, ma che si concordava pienamente sulla demenza della legge, in più proponendo le più bizzarre metodologie di lotta, quando bastava aspettare un giorno per dare un primo, semplicissimo, segnale di non gradimento: se non è onanismo questo, cosa?
Sull’argomento del post in generale voglio riportare una dichiarazione del più importante e penetrante filosofo di questo inizio millennio, Hannibal the Cannibal: “Primo principio, Clarice: semplicità. Leggi Marco Aurelio. Di ogni particolare cosa chiediti cos’è in sé stessa, qual è la sua natura. Cosa fanno questi uomini che noi votiamo?”
Beh, forse l’ultimo pezzetto non è esattamente Hannibal.

17 07 2009
luciano61

Oggi ho guardato il blog di Piero Ricca e mi ha colpito il post “La paura fa 590″… e non aggiungo altro!
Buona lettura e attenzione al ‘tanto fumo e poco arrosto’ europeo.
Luciano Bubbola😦

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