Eccomi!

25 07 2009

isola-e-mare

Buongiorno a tutti!!
Oggi cominceranno le mie vacanze!!!
Quindi questo è un piccolizzimo zalutino, aggiornerò forse il blog ma è più probabile che aggiorni il pinguinetto data la natura delle news, prevalentemente sportive.
Nel frattempo, intanto che noi siamo qui a cazzeggiare o traslocare o cazzeggiare, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno vinto un argento storico nel trampolino da 3 metri sincronizzato. Hanno fatto un garone, anche se si temeva per l’ultimo tuffo, doppio e mezzo indietro, ostico per la Dallapè, che invece ha fruttato ben 78 punti! E così siamo finite sul podio, col primo argento mondiale nel sincro, e il primo argento femminile, a meno di 20 punti dalla Cina. Un successone!!!

Vi saluto, vado a fare la valigia!!!! (sono sempre di corsa, non ce la posso fare…)

P.S. Per i post seri ripassate di qua verso metà agosto…

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Seeeeeee!!!!!

21 07 2009

tania cagnotto

Io sono una viscerale. Quando guardo (quasi) tutti gli sport parlo con la tv, esulto, mi incazzo quasi come fanno gli appassionati di calcio al bar. (Sottraendo le vagonate di invettive e le tonnellate di turpiloqui) …E poi se succede qualcosa di bello a qualche atleta, se qualcuno fa un’impresa, mi emoziono, e poi esulto un bel pò!
Oggi mi è toccata una sofferenza assurda, il mio cuore è stato definitivamente collaudato, regge le grandi tensioni. Mamma mia non vedevo l’ora che finisse questa gara…
L’importante è che la grande Tania Cagnotto è sul podio!! Finalmente una medaglia!! E che medaglia!!!
Poi vi scriverò tutto per bene, ci tengo a raccontarvi minuziosamente questa gara e questi mondiali, ma intanto esulto scompostamente anche con queste parole messe a casaccio!!!





Finalmente i mondiali di nuoto!

18 07 2009

fratelli marconi

Sono cominciati ieri i mondiali di nuoto nell’eterna Roma. Ambiente suggestivo e decisamente regale per questa rassegna planetaria da vivere nell’anno post-olimpico.

Purtroppo la celeberrima italianità ha fatto la sua parte: 400 milioni di euro stanziati per la costruzione di tre nuovi impianti (di cui uno fantastico progettato da Calatrava e uno da ricavare nell’impianto tennistico con un tetto mobile da aprire in caso di maltempo come quello di Wimbledon) e la ristrutturazione del Foro Italico, col risultato  finale di un assemblamento delle gare al Foro Italico un pò risistemato e la parziale costruzione dell’impianto nell’ex campo da tennis per il nuoto sincronizzato.

Le piscine del foro italico dimostrano tutta la loro età, col piano attorno alla vasca in cemento rialzato di 50 cm rispetto al “pelo” dell’acqua e le canaline di scolo delimitate dalla piastrellatura arrotondata, fondamentali per aggrapparsi quando si è in piscina tanto per rilassarsi. Le costruzioni in cemento che portano ai trampolini non sono neanche ripitturate e di fianco alle docce dei tuffatori ci sono decine di metri di cavi coperti solo oggi da una grata, ieri perfettamente visibili.

Ma parliamo di sport, che forse è meglio.

I primi a lanciarsi -è proprio il caso di dirlo- in quest’avventura sono stati i tuffatori, che ieri hanno esordito con le qualificazioni per il trampolino da un metro. I nostri due atleti, Nicola Marconi e Cristopher Sacchin, ancora acciacciati dopo l’infortunio al polso del primo e lo strappo al quadricipite del ginocchio per il secondo, sono arrivati rispettivamente 13° e 17°, risultato molto inferiore alle aspettative, che li volevano almeno in finale. Sono comunque giustificati (soprattutto Sacchin) dal loro “incerottamento”.

Si è poi proseguito con la piattaforma donne, dove neanche Noemi Batki e Valentina Marocchi sono riuscite ad approdare alla finale. Rimpianti soprattutto per la Batki, ragazza tecnica e dotata di un ottimo fisico, ma che ancora non ha mostrato il suo potenziale. Prima giornata quindi da dimenticare. Per la cronaca, trampolino da un metro vinto dalla Cina e piattaforma dei 10 metri vinta a sorpresa dalla messicana Espinosa, in finale per il rotto della cuffia con l’ultimo piazzamento utile.

Stamattina dovevano iniziare le gare di nuoto in acque libere a Ostia, ma una mareggiata notturna ha distrutto il pontile di partenza e il mare anche oggi non era “navigabile”. Quindi competizioni rimandate di due giorni, il tempo per far calmare il mare e ricostruire il necessario.

Oggi hanno cominciato le ragazze del sincro, con l’esercizio preliminare del tecnico a squadre, in cui l’Italia si è piazzata sesta.

C’era poi grande attesa per il sincro da 3 metri maschile, in cui i carichissimi fratelli Marconi (simpaticamente soprannominati dal telecronista Bizzotto Premiata Tufferia Marconi) si aspettavano di disputare una buona qualifica per accedere poi alla finale. Questo è effettivamente avvenuto, già da stamattina la sensazione era di una finale di altissimo livello, nonostante l’anno post-olimpico solitamente caratterizzato da ritmi meno incalzanti.

E così è stato, veramente pochissimi tuffi sbagliati, molti punteggi attorno ai 90 punti, risultato incerto fino all’ultimo tuffo anche per i cinesi. O forse no, avrebbero dovuto sbagliare clamorosamente per non vincere l’oro, diciamo che il risultato incerto era dal secondo posto in giù. Secondo posto guadagnato dagli statunitensi.

Parliamo della gara dei due fratelli romani: è stata ottima, egregia, superlativa, non so veramente come definirla, già dopo i due tuffi obbligatori erano sopra i 100 punti, sono rimasti tutta la gara con la tensione e la concentrazione giusta per dimostrare il meglio in ogni tuffo. Il fatto è che ci sono riusciti, il podio sembrava cosa fatta, ma…Ma i canadesi (tra cui il grande Despatie) hanno rimontato col quinto tuffo, portandosi a soli 50 centesimi di punto dagli azzurri, e sorpassandoli con l’ultimo di soli 9 centesimi. Inutile dire che è una bazzeccola, mi è venuto subito in mente l’argento di Josefa Idem alle olimpiadi per un solo millesimo. Inutile dire che come ha detto Tommaso (il più giovane dei due) “brucia”. Brucia perchè era l’occasione della vita, perchè il festeggiamento sarebbe stato fantastico, perchè mai nessun italiano nel sincro era arrivato al podio in un mondiale. A dir la verità mai nessun italiano era arrivato quarto a un mondiale, ma non è il risultato che tutti dopo quel quinto tuffo degli azzurri spettacolare da 88 punti si aspettavano. Eravamo tutti pronti a festeggiare un’emozione nuova, non abbiamo potuto cominciare a farlo per 9 centesimi su più di 400 punti.

So che a loro non basta, ma veramente meritano tutti i nostri complimenti per il coniglio che hanno saputo estrarre dal cilindro, per la finale magica che ci hanno regalato con anni e anni di lavoro fisico e mentale. Grazie!

E tra pochissimo cerimonia d’apertura, non vedo l’ora! Sono già vestita d’azzurro.





Tanto fumo e niente arrosto

16 07 2009

filosofi_2

Il titolo per questo post è una frase popolare, di quelle facili facili da ripetere non appena si presenta l’occasione per riassumere un concetto in modo tanto immediato quanto semplicistico.

Già, perchè sono un pò stufa di milioni di discorsi sofisticati in cui si guarda più alla forma che alla sostanza (tanto per riportare un altro luogo comune). Farò alcuni esempi di situazioni attuali in cui secondo me noi (e con noi intendo noi che bazzichiamo per internet in cerca di notizie un pò serie e un pò più logiche di quelle che popolano la tv) abbiamo badato più alla forma che al contenuto, più ai fronzoli che ai fatti.

Il primo esempio che mi viene in mente è quello del vaticanista del Tg3 (Roberto Balducci) licenziato per la battuta sui quattro gatti che ascoltano il Papa. In tanti si sono lamentati della battuta infelice, della facile ironia, ma in pochi hanno sottolineato che un licenziamento per questo motivo è proprio tipico della censura DC anni ’60, o anche peggio. E’ un semplice abominio questo fatto, è ingiustificabile un provvedimento del genere per una semplice considerazione fatta in merito al filmato che mostrava poche persone in Piazza San Pietro a causa del caldo africano. (A proposito, è emergenza caldo, andate al mac donald solo di sera, a pranzo una bella insalatina con poco olio).

Un’altra battaglia tra le varie posizioni è in merito alla protesta dei blog per il nuovo ddl Alfano, che tra le altre cose prevede che il proprietario del blog debba rettificare (rettificare, che verbo fascista!) entro 48 ore dalla segnalazione se un qualsiasi commentatore scrive qualcosa di sgradito al segnalatore di turno. Se questa non è censura dite voi cos’è, è una cosa gravissima e antidemocratica. Bene, c’è chi ha protestato perchè chi lanciava la proposta aveva fatto un logo osceno ma prima aveva aspramente criticato il logo di Magic Italy, e quindi non poteva risultare credibile, o chi ha storto il naso perchè non c’erano notizie comode sul testo del ddl, come se in altre situazioni non si schernisse chi non si cerca le notizie accontentandosi della tv.

Parliamo poi di Beppe Grillo, tutti che parlano dei suoi modi burberi e della sua ignoranza (tra l’altro è impossibile che uno che vuole diventare segretario di un partito non abbia letto lo statuto), e nessuno che pensa che comunque quel geniaccio del male in ogni caso ha vinto, e che il pd è allo sbando.

Ma il pd è veramente allo sbando? A volte mi chiedo se siamo noi quelli incontentabili: Franceschini alla fine è abbastanza giovane, cioè non è vecchio, che è già un passo avanti, contrasta le (ridicole) asserzioni del centrodestra entrando nel merito delle questioni, fa opposizione come può considerando che non ha spazio in tv e che di fatto nel suo partito gli sono tutti contro (vedi i soliti D’Alema e Rutelli). Insomma, cosa pretendiamo che faccia un partito costretto a fare opposizione a chi detiene il 90% dell’informazione?

Ecco, questi sono tutti esempi per dimostrare che la crisi della dialettica in un certo senso ha colpito tutti, la maggiorparte è affetta dalla sindrome del luogo comune, la minoranza invece è affetta dalla sindrome “sii più preciso che puoi nelle tue argomentazioni” che da un lato ha portato sicuramente a una finezza logica maggiore, dall’altro purtroppo può comportare fronzoli che rischiano di nascondere il reale significato delle cose, che spesso è più semplice di quel che sembra. Voi di cosa siete malati? Io di entrambe le malattie, credo.





Spettegolando in sciopero

14 07 2009

SCARICAILLOGOEPUBBLICALO





Il G8 raccontato dagli aquilani

9 07 2009

yes we camp 016

Da ieri i leader mondiali sono approdati all’Aquila, città fantasma. Tra richieste di espulsione dal G8 e dichiarazioni che parlano di “Italia con forte leadership” ho scelto di postare l’articolo di miskappa, aquilana di cui avevo già pubblicato una tragica testimonianza.

Interessante e partecipato il Forum sociale sulla ricostruzione che si è tenuto nella giornata di ieri al Parco Unicef, promosso dai comitati cittadini. Due le sessioni: emergenza democratica e ricostruzione dopo la crisi. Si sono avvicendati interventi toccanti e duri dove si è fatto il punto sull’abbassamento del livello di democrazia che si manifesta in maniera eclatante nell’Aquila del dopo terremoto, ma che è evidente in tutta l’Italia. E non di ricostruzione materiale si è parlato, ma di quella sociale del territorio, e di dignità dell’uomo, e di partecipazione attiva alla propria comunità. Economisti, sociologi, sindacalisti, giornalisti e portavoce dei comitati sono convenuti sulla ricostruzione che parte dal basso, attraverso la partecipazione diretta e democratica dei cittadini, contro la shock economy che intende lucrare sul ghiotto bottino della ricostruzione. E padre Alex Zanotelli ci ha incoraggiati con parole semplici e voce pacata “uomini e donne hanno un volto, un cuore e la loro dignità. Questo vale per il mondo, questo vale per voi. Che vinca l’umanità. Un’ umanità che deve trovare forza dal basso. Chiediamo ai grandi della terra non aiuti, ma l’imposizione di un metodo di giustizia. E che non vinca il profitto”
Dopo una nottata insonne, gli elicotteri sulle nostre teste volavano bassi ed incessanti, stamani siamo andati ad apporre la scritta “yes, we camp” sulla collina di Roio. Di fronte, in linea d’aria, alla blindatissima area del G8. Tragitto impervio, a piedi, sotto il sole cocente.Tutti i permessi chiesti ci sono stati negati dalla questura. Per noi Aquilani non c’è spazio in questo G8. Nel pomeriggio i comitati cittadini si sono riuniti in assemblea. Per decidere cosa fare, come manifestare il nostro dissenso, nonostante i divieti. Domattina le first lady visiteranno il centro, per cui la nostra richiesta per il presidio alla villa comunale è stata rifiutata. Ma noi ci saremo, fin dove ci faranno arrivare. Ad affermare che la città è nostra. Nel pomeriggio, alle 15, quando loro ci hanno ammessi in centro, a riflettori spenti e prime signore al sicuro, si procederà, invece, alla requisizione simbolica di uno dei tanti palazzi agibili e sfitti. Vogliamo gli sfollati fuori dalle tende. Subito. E gli Aquilani a L’Aquila. E la nostra dignità rispettata. Dopo l’animata assemblea, siamo partiti alla volta di Piazza d’Armi, in tempo per il corteo di auto dei potenti che avrebbero varcato la cinta muraria della nostra storia. Per mostrare loro che noi resistiamo, che non andremo via. Enorme spiegamento di forze dell’ordine che, quando le blindatissime auto blu son passate, scortate da camionette con uomini in passamontagna, armati fino ai denti,ci ha completamente celati alla visuale dei grandi. Noi abbiamo urlato. Ci siamo, nonostante tutto. Eravamo pochi, ché la maggior parte sono andati via per paura, pochi, e osteggiati anche da uno sparuto gruppetto di sedicenti Aquilani, ma c’eravamo. E ci siamo. Tornati al Parco Unicef, dove i ragazzi del comitato 3e32 sono riusciti a creare l’unico spazio di democrazia in questa città, ormai landa desolata, terra di nessuno e di conquista, ci siamo dati l’appuntamento per domattina alle nove.
Concludo con una nota personale, permettemela. Ieri sera, mentre vagavo nella città deserta, ho incontrato un uomo giapponese vestito con un kimono. Accompagnava i suoi passi con il rullo di un piccolo tamburo e portava in mano uno striscione ricamato che recava scritto “pace fraternità ed armonia”. Lì, tra le pietre della mia vita, a pochi chilometri dal luogo dove la farsa dei potenti che affamano un miliardo di persone si consumava, con gli elicotteri sulla testa,per la prima volta dal sei aprile, ho pianto.