A volte mi capita ancora

16 04 2009

terremotovignetta

(Mi scuso per questo post in prima persona e volgare.)

A volte mi capita ancora di arrabbiarmi. C’ero quasi riuscita a star beatamente tranquilla, nessun tg, tv sempre spenta tranne che per i simpson e qualche puntata di X Factor, poca consultazione di oknotizie, informazione che arrivava da tre o quattro blog ben selezionati senza troppe argomentazioni filosofiche. Ero una persona tranquilla, felice, estremamente cinica, ma di quel cinismo che consente di sopravvivere. Perchè tanto diciamolo, la nostra indignazione se poi non abbiamo voglia di muovere il culo non serve proprio (diciamo quasi?) a niente.

Però poi succede la catastrofe, il terremoto in Abruzzo, centinaia di nostri connazionali morti, e allora è impossibile non informarsi, è giusto farlo. Mi ero riproposta di non fare polemica, di far parlare solo gli abruzzesi, ma non ce la faccio più.

E mi vergogno, perchè per farmi piangere non sono bastate tutte quelle vite finite, non sono bastate le migliaia di persone in tenda o in macchina senza casa, senza niente, senza poter recuperare neanche una fotografia. Non sono bastate le foto delle macerie, parte del funerale, testimonianze dirette lasciate a persone con in mano un microfono. Non sono bastate neanche le notizie sull’infiltrazione mafiosa (il sindaco Cialente ha dichiarato parlando di Annozero che l’infiltrazione mafiosa in Abruzzo è marginale, ma allora dico io se sai che c’è devi parlare in tribunale non rilasciare interviste; e poi ha anche detto “emerge che l’Abruzzo è fatto di cartone“, no, sbagliato, è fatto di cemento impastato con la sabbia); neanche la consapevolezza che in Giappone non sarebbe successo quasi niente con un terremoto di questa potenza.

Ma oggi ho acceso la tv, e su un canale c’era la polemica per “l’esonero” di Vauro, lui ha offeso i terremotati, c’è da riequilibrare, e su un altro canale c’era la polemica per l’election day, che in realtà per i motivi suddetti non so di preciso cos’è, e non lo voglio neanche sapere. Sta di fatto che per non far cadere il governo hanno accontentato Bossi, cioè ci saranno due weekend di votazioni (uno per le elezioni e l’altro per il referendum) al posto di uno, e quindi lo Stato per fare un piacere a Bossi spenderà più di 400 milioni di euro. Che su 12 miliardi previsti per la ricostruzione dell’Aquila e provincia è quasi un ventesimo.

E allora io inviterei Bossi dato che noi abbiamo fatto un piacere a lui (perchè si suole dire nei salotti filosofici che il governo rappresenta tutti i cittadini e nessuno può permettersi di dire il contrario quindi tutti abbiamo fatto un favore a Bossi), lui ci fa il favore di donare 400 milioni di euro alla causa abruzzese. Io non so se ci rendiamo conto della gravità della cosa, dopo che è di ieri la notizia che il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record, e che gli introiti per le tasse sono diminuiti del 7,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, dopo che Berlusconi ha rifiutato le offerte d’aiuto dalla Francia e da altri paesi europei (peraltro in Francia parlano del terremoto in termini ben più tragici e meno rassicuranti dei nostri) perchè “i soldi ci sono”. I soldi ci sono? Ma dove?

A questo punto è chiaro, non ce la faremo mai a cambiare, ad avere una credibilità, ad avere dei rappresentanti seri, ad uscire dalla crisi, le polemiche sono sempre quelle, i risultati gli stessi. Non lo so che scusa si inventeranno questa volta per giustificare il tutto, ma ce la faranno grazie ai soliti tg e ai soliti giornali. E la gente crederà loro, e quindi secondo i salotti filosofici per osmosi anche noi che siamo parte della gente siamo responsabili. Ed è in parte tragicamente vero, nel senso che io non ho voglia di muovere il culo rischiando in prima persona. Come non ne hanno voglia tutti quelli che scrivono su dei blog invece di fare dei circoli che agiscano nella quotidianità delle proprie città. E’ la triste realtà. Ma io non ne ho voglia perchè sono stufa di lottare contro i mulini a vento, paradossalmente per liberare i cittadini serve andare contro la maggioranza dei cittadini, e allora finchè c’è da “combattere” contro 630+315 persone è un conto, se c’è da scagliarsi contro 30 e anche più milioni di persone le cose cominciano a complicarsi.

Non ce la faremo mai, siamo destinati a perdere credibilità, soldi, felicità, coesione, conoscenza, sempre di più. Non ce la potremo mai fare. Neanche 500 tonnellate di viagra potranno rizzare le nostre coscienze ormai a pecorina da 20 anni. Siamo dei caproni ignoranti di merda. Coglioni. Col varicocele.


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19 responses

17 04 2009
Salazar

Sei venuta un po’ dalle mia parti, Sara, non pensi che valga più la pena di vegliare l’ammalato perché l’ammalato non vuole essere vegliato, e in più è felice di esserlo, ammalato, e ci si crogiola.
Nei Paesi “normali” per muovere il culo basta andare a votare. In Italia non serve a niente: ci pensa la tivvù e gli amici di merende del vario giornalame colluso a decidere come deve votare la maggioranza, e la maggioranza vota, gratificata e grata per il non dover pensare.
O forse pensano, votano il marcio, sanno di votarlo e gli va bene così. Non capisco cosa ma c’è qualcosa di perverso in tutto questo: televisione e giornali fanno tanto, ma non possono fare tutto, in più c’è sempre quel 49% che vede la stessa tivvù ed è incazzato nero.
Eppoi quei quattro imbecilli dell’opposizione trattano questo Governo del malaffare conclamato come fosse composto da politici normali: parlano ancora di concordare questo e cocordare quell’altro, dopo 15 anni in cui non si é concordato un cazzo.
Ci sono o ci fanno? Penso che ormai in molti abbiano capito qual è la risposta giusta.

17 04 2009
Sara

Quindi se nei paesi normali muovere il culo significa andare a votare qui da noi muovere il culo significa non andarci. Al momento è l’unica soluzione che trovo e che è fattibile. Io per le europee non voto, non voglio nessun rappresentante che ci renda ridicoli al parlamento europeo. Il referendum invece non so neanche per che cos’è. Ma soprattutto non ho capito per quale cazzo di motivo la lega non vuole farlo accorpato alle elezioni.
Io ho capito che noi italiani non possiamo più parlare di politica, perchè quando c’è un tale disprezzo per la vita umana, una tale incuranza per la vita, questo può solo essere un gioco di ruolo, in cui chi vuole si traveste e fa il politico, e pensa di essere in un gioco, in cui tutto è finto, tutto è una scenografia.

17 04 2009
simona_rm

è dolorosissimo e vero. Non se ne esce. Io penso quello che hai scritto tutti i giorni, ci vado a dormire e mi risveglio con questa brutta sensazione sempre addosso: che non serve a un cazzo! Arrabbiarsi, anche gridare, disperarsi, cercare di discutere col tuo vicino più prossimo cercando di fargli capire perchè siamo governati da gente improponibile, che alla fine…..ci rappresenta veramente! Perchè questo paese è così: indecente! L’assioma automatico è: chi vota per loro è come loro. Punto. Senza troppi “se, ma, non proprio, questo è qualunquismo, bla, bla”.
Le persone migliori si spendono per vivere nella legalità e non inseguono scopi egoici se questi ledono l’interesse di un altro, singolo o comunità; le persone migliori, dovrebbero essere considerati i “normali”, gli esempi cui tendere, invece si guarda ai peggiori: gente indagata, pregiudicata, discutibile ed immorale che siamo “costretti” a votare!! Questo è l’unico paese al mondo dove andare a votare, semplicemente, non serve per cambiare lo stato dell’arte. L’UNICO!
Anche le voci “contro” dei blog restano nell’aria, fanno il giro nelle coscienze dei pochi che li leggono, ma non smuovono nulla. Tutto resta fermo nello stesso punto e si degrada progressivamente.
Siamo un paese atterratto dalla corruzione e dallo spreco di denaro pubblico, non dalla crisi mondiale! E la spoliazione non è finita, grazie al terremoto e al referendum, è appena cominciata la razzia delle briciole sulla tovaglia!
Sara, hai sfondato una porta aperta 😦

17 04 2009
Sara

Già, è vero. Io sono arrabbiatissima. Oggi più di ieri. Io non vado più a votare. Non brucio la tessera sono perchè inquinerei, e poi anche un pò per pigrizia.
Io ho scoperto che odio la corruzione. Io non è che non la sopporto, che non mi piace, che dico si c’è storgo un pò il naso e poi basta, no io la odio. E disprezzo chiunque permette che continui a governare lei. Perchè da noi votare vuol dire sostenere la corruzione. Cazzo ho fatto bene al mio primo sondaggio telefonico -che ho ricevuto un mese fa- a dire che la corruzione è il primo problema del paese.
Quando si dice che la corruzione è aleatoria, impalpabile, non si riesce a capire fino a dove arriva e tanto non causa danni.
Questa tragedia è la dimostrazione che la corruzione di danni ne crea eccome, questa è la prova che la corruzione uccide, che è palpabile, oh sì che lo è, perchè le macerie sono palpabili da tutti.
E non è veramente accettabile che un procuratore di mafia aspetti a fare l’appello per evitare l’infiltrazione mafiosa solo dopo un terremoto così. Sempre bisognerebbe evitare appalti truccati. Quell’ospedale con l’insegna ospedale fracellata in mezzo a mattoni e polvere, quell’ospedale in cui i medici hanno lavorato con in testa residui di mattoni che gli erano crollati addosso, quell’ospedale chi l’ha fatto? Com’è possibile che sia stato consegnato solo 9 anni fa e adesso sia inagibile? Com’è possibile?
E la casa per gli studenti? Qui a bologna non è che gli studentati siano molto meglio, c’è solo da sperare che i pilastri siano decenti, perchè per il resto fanno schifo tanto quanto quello. E io abito in una casa di solo due piani fortunatamente appena ristrutturata, ma a questo punto non so se è sufficiente o meno, io so solo che ci sono già delle crepe. Spero siano solo dello stucco. Ma cosa faccio chiamo un geologo? Che poi l’appartamento non è neanche mio io ci abito e basta? Io non ho i soldi per chiamare un geologo. In un paese normale la suddivisione delle competenze dovrebbe servire proprio ad affidarsi a professionisti capaci e onesti nel loro campo potendosi fidare del loro lavoro.
E se solo provo a immedesimarmi con qualcuno che ha perso tutto, se solo provo a pensare che in meno di un minuto potrebbero essere cancellati tutti i miei riassunti costati anni di lavoro, tutti i miei libri, il mio computer e i miei strumenti musicali, qualche foto, il super divano blu ikea, il cartello sotto la tv “la tv danneggia il tuo senso critico e quello di chi ti sta intorno” mi vengono i brividi, mi viene addosso una brutta cosa. E se penso che sono 70 mila le persone che hanno provato questo orrore…
Com’è possibile che oggi dopo i 400 milioni di ieri i politici siano ancora lì a parlare? Com’è possibile che abbiano ancora credibilità e riscontro? Tutti ci sono in mezzo, tutti, tutti conniventi, e anche i giornalisti, tutti.
Siamo fermi, in una calma apparente, in una fredda guerra di nervi.

17 04 2009
simona_rm

Anch’io giro lo sguardo dentro questa mia casetta e penso a cosa mi è veramente indispensabile delle cose che possiedo….e non riesco a scegliere. Perchè siamo fatti anche di cose.

Con 400 milioni si potrebbero ricostruire 2000 appartamenti con i crismi antisismici e metterci pure il fotovoltaico! Stiamo togliendo 2 volte le case agli abruzzesi. I nostri politicanti sono nefasti quanto il terremoto.

Bologna ha un rischio sismico definibile “medio/basso”, ma se pensi che le crepe in casa tua sia sospette, segnalalo al proprietario e chiedigli di far fare un sopralluogo ai vigili del fuoco del comando più prossimo alla tua zona. E’ una richiesta che puoi fare direttamente anche tu.
Le crepe sono di diversa natura. Calcola che se sono crepe ad X sono quasi sicuramente l’esisto di un sisma, se invece sono crepe tra solaio e muro, oppure tra pilastro e muro, quasi sicuramente si tratta di ponti termici, quei luoghi in cui si incontrano elementi costrutti differenti e le diverse reazioni termiche hanno come esito la rottura dell’intonaco. Se sono lungo i muri potrebbero nascondere le tubazioni dell’impianto termico, ma anche queste sono l’esito di una reazione termica e non strutturale. Se dici che c’è stata una ristrutturazione recente, quasi sicuramente sono solo delle fratture d’intonaco, superficiali. Quelle strutturali sono più profonde e l’intonaco si sfalda dal laterizio sottostante. Tienile d’occhio e se si ingrandiscono vai ai VVF.

17 04 2009
davide

Cara Sara,

“”Ma soprattutto non ho capito per quale cazzo di motivo la lega non vuole farlo accorpato alle elezioni.””

Il motivo è semplicissimo ed è lo stesso (quello vero) che ha indotto Mastella a far cadere Prodi: se passa questo referendum i partiti piccoli non conterebbero più niente.

In realtà la Lega non è sola perchè tutti i partiti piccoli temono questo referendum. Tieni conto che se passa il referendum il partito che ha un voto in più del secondo avrebbe il 55% dei seggi e questo impedirebbe a partiti come la lega o rifondazione comunista di tenere in ostaggio i governi.

Ciao Davide

18 04 2009
simona_rm

ma Davide, come fa la Lega a considerarsi un partito “piccolo”? E’ oltre il 10% di consenso!

18 04 2009
Salazar

… purtroppo!

18 04 2009
simona_rm

già😦

18 04 2009
davide

Cara Simona,

“”ma Davide, come fa la Lega a considerarsi un partito “piccolo”? E’ oltre il 10% di consenso!””

La Lega non è un partito piccolo, ma se passa il referendum Berlusconi vincerebbe le elezioni senza l’appoggio della Lega, perchè non avrebbe nessuna difficoltà a prendere più voti del secondo partito.

Ciao Davide

Replica

18 04 2009
simona_rm

vero, non ci avevo affatto riflettuto. Grazie Davide.

18 04 2009
luciano61

Si ‘muove il culo’, come ricorda acutamente (?) ‘Salazar’, per cambiare le cose anche con il voto: giusto! (in teoria); nella realtà italica chi ‘muove il culo’ e va a votare non fa altro che avallare il sistema partitico esistente, dal momento che le schede elettorali sono già con i nomi prestampati dei candidati scelti unicamente dalle segreterie di partito…
Meglio stare a casa e dare un segnale forte e vero di astensione da tale marciume!
Luciano Bubbola

18 04 2009
simona_rm

io sono d’accordo con te sulla necessità di un “segnale forte”, ma l’astensionismo, per sconvolgere l’attuale Sistema, dovrebbe essere totale! Quindi rimane un’utopia. Non pensi che sia una soluzione più attuabile il fatto di votare per “altri”, non votare per i soliti 2 schieramenti, ma guardare altrove. Ad ogni elezione si candidano partiti nuovi di cittadini estranei alla politica istituzionalizzata, liste civiche, di gente arrabbiata e nauseata come noi. Io da qualche anno pratico questo tipo di voto, quando in campagna elettorale ci sono comizi, interviste, comparsate dei “soliti nomi”, non li sto a sentire, cerco altro, gente che non si è mai vista e ancora non ci ha danneggiati. Faccio così (tranne alle penultime politiche), con il risultato che nessuno di quelli che voto è mai stato eletto. Ecco. Mi sento un po’ sola sinceramente, perchè invece di astenervi non fate lo sforzo di cercare qualcuno di diverso, convincente e votarlo?
L’astensionismo alla fine, è utile a che vince.

19 04 2009
Salazar

Sono d’accordo. Non votare porta solo al classico titolo sui giornali del mattino dopo, quando non si hanno ancora i risultati: “Bassa affluenza alle urne”.
Titolo che probabilmente ci sarebbe comunque a causa di quelli che non votano per pigrizia, perché non sono partecipi, o perché passano il fine settimana dalla nonna ad Occhiobello in provincia di Rovigo. Si può supporre che nel mezzo dei non votanti ci sia una percentuale di non voto di scazzamento, anzi, lo si può dare per scontato, ma non si sa quanto, ne come , ne perché, si può solo supporre, non c’è certezza.
Eppoi qualsiasi percentuale di votanti è buona per il risultato, e il risultato vale, chi vota decide anche per chi non vota, nessuno si pone, ne si porrà mai, dei dubbi di legittimità del voto.
Vediamo Obama, per lui ha votato il numero assoluto di elettori più alto della storia USA, 63 milioni e mezzo, ma se andiamo a vedere le percentuali la cosa prende una piega diversa: sono andati a votare il 71% degli aventi diritto ( cifra altissima, solo avvicinata da Jack Kennedy nel 1960 con il 63% e qualcosa) e di quel 71 ha votato per Obama il 52%. Quindi per Obama ha votato solo il 37% degli aventi diritto, quella che – se prendiamo in esame il totale – si può tranquillamente definire una maggioranza relativa. Eppure tutti hanno parlato di plebiscito per Obama, di risultato eccezionale, di roba storica da lacrime agli occhi, senza minimamente preoccuparsi di quel 29% che non ha votato, ne perché mai di grazia non ha votato.
Credo che non andare a votare per cambiare qualcosa sia come sperare di vincere la lotteria senza neanche comperare il biglietto.

19 04 2009
simona_rm

esatto Sal, qualcuno dovrebbe insegnare anche a berlusconi ad oggettivare le percentuali di consenso in modo matematico. Così la smetterebbe di dire che il 67% degli italiani è con lui!

18 04 2009
luciano61

E’ vero quello che dici e potrebbe essere un modo attivo e democratico di esprimere una reale volontà di cambiamento; purtroppo, in Italia, esiste il brutto vezzo della ‘cooptazione’, che investe tutti i partiti una volta che varcano la soglia del Parlamento.
A tal riguardo è molto esplicativo il libro di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato, ‘Il ritorno del Principe’, Chiarelettere, Milano 2008.
L’astensionismo anche del solo 10% sarebbe già un primo e forte ‘segnale’ di protesta contro questa Casta, poi potrebbero venirne altri… la Storia insegna.
Saluti
Luciano Bubbola

19 04 2009
simona_rm

ho letto il “ritorno del principe”, è un libro eccezionale che chiarisce finalmente quale è la mentalità che ha sempre dominato nel paese: apparte il momento di eccellenza rappresentato dal governo dei padri costituenti, siamo un paese geneticamente mafioso. Forse incurabile.

Non ricordo una menzione sull’astensionismo, dovrò riguardarlo. Comunque ad ogni elezione, non si arriva mai al 100% dei votanti, massimo all’80-85%, non so, ma ho paura che l’astensionismo (anche globale), autorizzerebbe l’attuale casta ad un governo provvisorio…..con i carri armati!

19 04 2009
luciano61

Oggi non servono i carriarmati, basta imbavagliare l’informazione e anestetizzare le coscienze dei cittadini (considerati sudditi-consumatori) con la TV-trash (e Berlusconi questa ‘politica’ l’applica con buona pace delle opposizioni, mute e consociate, riguardo al suo ‘conflitto d’interessi’).
A sostegno delle mie tesi di ‘protesta astensionistica’ può essere interessante un altro libro: Peter Gomez e Marco Travaglio, ‘Se li conosci li eviti’, Chiarelettere, Milano 2008; lì c’è tutto, o quasi, il marciume partitico bipartisan… l’hai letto?
Buona domenica
Luciano Bubbola

19 04 2009
simona_rm

letto pure quello! Ma ci forniamo dallo stesso spacciatore?😀

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