Kebab for breakfast

13 02 2009

adanakebab

Stasera ho dato una mano a un take away pakistano, dove il kebab è ovviamente il piatto forte. Sotto ogni punto di vista.

C’erano un cuoco, un aiuto-cuoco, un amico-turista, e due omini-motorino. Uno dei due in pakistan è un professore di inglese e “un’altra lingua”, è venuto qui sei mesi in viaggio, intanto lavora e aiuta il fratello (cuoco).

Sono rimasta sorpresa dall’incredibile pulizia, pulivano anche le piastrelle ogni dieci minuti, qualsiasi norma igienica rispettata, cosa che nei nostri ristoranti penso sia più unica che rara.

O io ho trovato l’eccezione che conferma la regola, o sono stata fortunata, ma ho avuto a che fare con persone gentilissime, per niente maschiliste: osservando loro ho notato che da noi imperversa un maschilismo strisciante subdolo e devastante, parlando sempre di lavoro -tanto per fare un esempio- una volta mi è capitato di non essere assunta come istruttrice di nuoto perchè cercavano istruttori maschi.

Loro conoscono perfettamente l’inglese (tutti) e lo parlano anche tra di loro, mi hanno  anche chiesto scusa quando ogni tanto parlavano più di cinque minuti in pakistano…Sono proprio più avanzati, sotto ogni punto di vista.

E sono stati chiari, da subito. Mi è capitato di dover aspettare mesi e mesi prima di sapere quanto avrei preso per un lavoro, c’è l’ipocrita usanza di non poter chiedere quanto si prenderà per una sottospecie di bon ton, e poi guai a dire che è poco. Che mi chiedo: se tanto non posso contrattare per il compenso, che tu me lo dica al secondo colloquio o al giorno prima di lavorare cosa cambia se non si è firmato comunque nessun contratto? Loro sono fatti di un’altra pasta.

Sono veramente rimasta impressionata dalla loro civiltà, che si esprime con piccole cose e con l’atteggiamento che è sincero in ogni caso, noi ormai usiamo qualsiasi stratagemma possibile per ingannare (anche per cose piccolissime e insignificanti) l’altro, e magari l’altro lo capisce e passa tutto per il non verbale, diventando un tabù. Il loro mondo è diverso, è papale papale, una cosa viene detta per com’è, senza menzogne o giri di parole strani.

Nel nostro paese comunque ho pensato che tutte queste cose non dette, come il fatto di non chiedere l’ammontare della paga, o di non mettersi d’accordo subito per gli orari, i giorni, o qualsiasi altra cosa, sono una specie di burocrazia facile, scontata, una prassi applicata sempre e comunque, anche quando non servirebbe. Una burocrazia non scritta e ancora più devastante dell’altra codificata, così tanto noiosa e rischiosa.

(Ah, mi dicono che Santoro rischia di chiudere per una vignetta su Gasparri -a quanto ho capito- . Sarebbe un peccato penso, ma io so già che il Pakistan è un paese avanzato. In più amo la Francia. E siamo a due.)

Ma veniamo al punto: leggenda narra che un apparecchio che produce il freddo in un sistema pressochè chiuso rilasci calore nell’ambiente circostante. Mito vuole che questo strano oggetto si chiami frigorifero, o anche sistema-refrigerante-per-piste-di-pattinaggio-sul-ghiaccio, e che la legge della termodinamica imponga che il motore del frigorifero non abbia rendimento = 100%, e che quindi tutto ciò che non rende diventa calore. Ora: io ero davanti a un frigorifero gigante, ne avevo di fianco un altro: mi spiegate perchè c’erano circa 10 gradi? E io che ogni volta chiudo il frigorifero perchè altro mito parla di motori fusi e gran caldo in caso di sportello del frigorifero aperto…Basta, stasera lo apro, sono stufa della solita monotonia!

E in più: siamo sicuri che la legge della termodinamica funzioni? Quando ho scoperto che anche i buchi neri rispettano le leggi della termodinamica ho pensato di si, ma senza l’empirismo la scienza a che punto sarebbe?


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13 responses

14 02 2009
Salazar

Mi sono perso. Sono arrivato fino a Gasparri, e anche lì il nesso non mi era molto chiaro, ma dopo – con la termodinamica e i frigoriferi che si aprono e si chiudono – non ci ho capito più nulla.
Il Pakistan era già finito o continuava?

14 02 2009
Sara

Mi dispiace che non si sia capito niente! La disconnessione era un pò voluta…
Il nesso con Gasparri non era così spiccato, anzi, c’entrava semplicemente col fatto che oltre alla Francia io abbia un paese in più dove emigrare.
La termodinamica l’ho tirata fuori perchè li in quel kebab di fianco ai frigoriferi c’erano 10 gradi, non è una cosa seria!

15 02 2009
Salazar

Emigrare per Gasparri? Capisco perfettamente. Io sono emigrato per qualcosa molto più intelligente di Gasparri: un paio di calze di lana. Le calze di lana mi irritano (meno di Gasparri), e così sono emigrato.
È dal secolo scorso che non calpesto più Gasparri e non presto nessuna attenzione alle calze di lana.
O forse è il contrario. O magari calpestare Gasparri darebbe più soddisfazione.

15 02 2009
Sara

Un saggio motivo!! Gasparri sarebbe più irritante delle calze di paglia…:mrgreen:

16 02 2009
simona_rm

Ho piacere nel leggere belle parole verso persone straniere; in questi giorni c’è in atto una campagna mediatica di “distruzione dello straniero” in generale, che si è già trasformata in un attacco fisico a casaccio verso del malcapitati con l’unica “colpa” di essere stranieri.

A Roma c’è stato uno stupro (una ragazzina di 14 anni, purtroppo), la nazionalità dei violentatori non è stata ancora accertata, ma 4 deficienti di Forza NUova, hanno pensato bene di incappucciarsi ed entrare in una rosticceria Kebab (nella zona dell’episodio) per prendere a sprangate dei clienti…… perchè rumeni! E i commenti verso questa aggressione sono quasi tutti di massima comprensione, del genere: “qui non si vive più”, “hanno ragione a menarli” , “dobbiamo farci giustizia da soli”…. DESOLANTE! E grave.

Ora, tutto questo non si può dire in giro, perchè si rischia di passare per simpatizzanti degli stupratori…..

16 02 2009
simona_rm

@sara
Salazar ha ragione, hai fatto un volo pindarico dal pakistan ai frigoriferi, saltellando su santoro. Non sarà che sei upo’ stanca?
-studio
-calcio
-musica
-lavoro
-sci
-…..non lo so io! Ma quando dormi?

(zia è molto preoccupata)😛

16 02 2009
Salazar

@Simona
Sul giornale leggo dello stupro della povera bimba quattordicenne. Ma la notizia è ampliata in maniera ossessiva, neanche fosse una specie di spettacolo, mancano solo gli asterischi per definire qualità e intensità della violenza. Poi leggo delle teste gloriose che vanno in giro a sprangare la gente a caso, poi leggo del Governo, ancora più glorioso, che legalizza le ronde padane (ma ci può essere una cosa più idiota di questa?, a Roma che faranno?, le ronde vaticane – due preti, un gesuita e una suora – e a Venezia il Rondò Veneziano?).
Ma ancora leggo, stesso giornale, stessa pagina: “auto della polizia ferme, mancano i soldi per fare benzina”. Pare solo a me, o in tutto questo c’é qualcosa di subdolo, perverso ed estremamente irritante.

16 02 2009
simona_rm

@salazar
è follia. Almeno per me siamo allo sbando.
E’ vero quello che leggi, stanno usando questi episodi come pretesti per fare del problema immigrazione ciò che non è. L’ennesimo scontro tra civiltà! Sto ascoltando un dibattito in cui alcuni leghisti affermano che gli immigrati vengono qui e vivono di privilegi togliendoli agli italiani! Il solito reperterio!
Ma nessuno solleva il vero problema: la delinquenza, straniera o nostrana, non fa differenza. Si delinque perchè la polizia non c’è, non ha benzina per girare, i carabinieri e i finanzieri occupano il loro tempo facendo verbali per ingrossare le casse che languono. Questo è diventata Roma da un anno a questa parte. E nonostante i proclami di Alemanno e le ronde fasciste di picchiatori, i semafori sono tornati a riempirsi di lavavetri e venditori di accendini.
Gli immigrati onesti hanno paura, paura di andare al pronto soccorso, mentre gli immigati disonesti hanno paura di un cavolo, così come i disonesti locali. Sarà sempre così: con la politica del terrore e della violenza hanno paura solo i deboli e gli onesti.

Lì dove vivi tu c’è necessità di geometri, che sanno fare anche la pizza?
Mi tieni un posto? Dovrò rinunciare ai miei calzettoni colorati, ma pazienza. Mi adatto alle infradito, non ho dei piedi così brutti.

17 02 2009
Salazar

@Simona
Vivo in Brasile, precisamente a 7,5 gradi sud dall’equatore. La mia è la 500esima casa più orientale d’America. Lo affermo io, ma il giapponese che abita vicino a me dice che la 500 é la sua, mentre la mia é solo la 504. Visto che le due case sono muro contro muro, come fa la mia ad essere quattro punti indietro? Mai fidarsi della cultura orientale.
Le calze colorate le puoi portare, farle plastificare, e appendere in soggiorno dentro ad una cornice esotica: qui l’uso ornamentale è l’unico possibile.
Bene, dopo aver salottato (e venire bannato da Sara???!!!!), riprendo il giornale di oggi: leggo, in un articolo sotto l’altro, che in Sardegna vince il drone di Berlusconi, il quale sembrerebbe non dotato di volontà propria, e subito sotto che la nuova legge sulle intercettazioni rende liberi i politici di intrallazzare come più piace e aggrada, a scapito proprio della tanto decantata sicurezza: come faranno i buoni a prendere i cattivi e metterli in galera se i telefoni non si possono toccare?
Proprio questo mi sembra impossibile: le contraddizioni sono talmente appariscenti che non riesco a capire come gli italiani continuino a votare per Berlusconi, e votare ancora, e ancora…
Dire che sono i media a condizionare é troppo facile. Si, i media contribuiscono, ma c’é qualcosa di più profondo, un senso di amore/odio/emulazione, qualcosa di perverso, una di quelle cose vergognose che gli adolescenti non dicono alla mamma. Infatti quando vengo (vado) in Italia non trovo uno, che sia uno, di quelli che conosco che mi dica di aver votato per Berlusconi. S’inventano cose strane, che erano in vacanza a Casalpusterlengo, che avevano il dito votatorio ingessato, ma Berlusconi mai.

17 02 2009
Sara

Sono assolutamente orgogliosa di avere ospiti nel mio salotto!!!:mrgreen:
Quindi parlate, chiacchierate, sparlate e spettegolate pure quanto e come volete!!!
Per quanto riguarda il Brasile: se mi porto la crema solare e non so ballare la samba (ma saprei riprodurre qualche ritmo della musica sotto la capoeira) posso raggiungerti???:mrgreen:
Per quanto riguarda l’Italia: siamo un paese allo sbando, mi chiedo come sia possibile che la gente non faccia semplici collegamenti tipo
-crisi e licenziamenti a non finire -> governo che non prende le misure adeguate e che non fornisce ammortizzatori sociali
-intercettazioni -> governo che pretende l’illegalità, e questa è una legge proprio agli antipodi della sicurezza
-immigrati -> governo che promuove e pubblicizza il razzismo
-stupri e violenze -> tutte queste misure sulla sicurezza o non ci sono o non funzionano

Quando governa qualcuno che non è Berlusconi ogni capello fuori posto viene analizzato, cambiato, si rischia la caduta del governo. Con i governi Berlusconi (e con questo in particolare) invece sembra che le cose che vanno male (ad esempio la crisi o gli stupri) siano fatalità immodificabili e con le quali il governo non c’entra niente. Allarmante e avvilente.

17 02 2009
simona_rm

@salazar
500 e 504 confinanti? Mi sembra la numerazione dei civici della mia strada: si passa dal 27 (che sarei io) direttamente al 35, 29/31/33 non esistono!. Devono averli affissi un ubriaco i numeri.

Sono contenta di vedere che almeno all’estero, le idiozie italiane e le contraddizioni che stiamo producendo, siano chiare. Spesso leggo articoli tradotti da testate straniere e sono tutt’altra cosa rispetto la stampa nostrana (come hai fatto notare tu in casa Fully), sono la semplice esposizioni dei fatti, il massimo del commento è l’accento sulle incongruenze palesi. Non sono proclami a sostegno di questo o quel personaggio politico. Se non riacquisteremo una “informazione” attendibile, non usciremo da questo pozzo dove ci siamo calati.
Ad esempio: ormai in Italia c’è uno sciopero con annessa manifestazione ogni settimana, ma le TV non ne parlano mai! Salvo piccoli accenni insignificanti o distorsione dei fatti.

Come fa notare Sara, si “usano” i fatti di cronaca per fare proclami contro qualcuno (gli stranieri) e così il problema “sicurezza” non è più riconducibile alla mancanza di fondi per le forze di polizia, all’eccessivo garantismo verso chi commette reato, alla incertezza della pena, ecc. NO! Il problema sicurezza diventa -per semplice traslazione- il problema “immigrazione”! Con il conseguente assioma: immigrato=delinquente. Trascurando il fatto che su 100mila (stima mia) criminali stranieri, ci sono almeno 3milioni di stranieri che lavorano nel nostro paese, producono e pagano le pensioni ai nostri nonni (mica i loro!).

Il problema sicurezza si sta cronicizzando, proprio alla luce delle ultime proposte in fatto di intercettazioni: che diventano praticamente impossibili per gli inquirenti. Decisione presa proprio per mascherare gli sporchi intrallazzi dei sigg. politici, che favorirà anche i delinquenti comuni, così come l’indulto fatto per tenere fuori di galera gli amici di berlusconi, ha rimesso fuori un sacco di ladri e violenti senza pedigree.

(mi vergogno tanto. Povera Italia)

20 02 2009
Salazar

@ Simona
Il nostro idolo, l’impareggiabile B delle politica, che sta per Berlusconi ma anche (maanche!!) per Bagonghi, ‘sta volta ha trovato un sacco di amici in Argentina. Eppoi quando scrivo nei blog che Bagonghi è un emerito idiota, furbo e opportunista e senza scrupoli, si, ma tutt’altro che intelligente, tutti mi corrono dietro dicendo che mi sbaglio, che lui è intelligentissimo. Poi arriva la stronzata di turno, e un’altra stronzata ancora, e io mi convinco sempre di più di essere nel giusto: secondo me quando i baby-sitter comportamentali lo mollano cinque minuti quello pianta giù la stronzata. È intelligente uno così?
Ma non era di questo che volevo parlare, volevo parlare dei titoli degli articoli sui giornali: secondo me sono importantissimi, forse più del contenuto stesso dell’articolo, perché, a chi poi non legge l’articolo, ma solo scorre i vari titoli, forniscono un’idea, una linea guida, un concetto o preconcetto sulla notizia in questione, e danno bella pronta una interpretazione (politica?) del fatto accaduto. A chi poi legge l’articolo – il titolo – fornisce una chiave di lettura inconscia. Un esempio assurdo: se il titolo dice che il mare è giallo, hai voglia poi nell’articolo a spiegare che in realtà è blu. Si, alla fine si capisce che è blu, ma resterà sempre anche un po’ giallo.
Ho letto su un testo di teoria della comunicazione (non ricordo assolutamente quale) che, in un articolo, se il vero soggetto su di cui si scrive – nella maggior parte dei casi un nome di persona o geografico – non è nominato nel titolo o perlomeno nelle prime tre righe, il soggetto perde la sua titolarità a scapito dell’episodio raccontato, quindi il “soggetto” diventa parte marginale e la storia raccontata diventa “soggetto” di sé stessa. Avrai certo notato che, nei giornali, la maggior parte degli articoli cominciano con uno stringato riassunto del caso raccontato, riportando i “soggetti” con i nomi per esteso, e poi danno il resoconto dettagliato dell’accaduto ripetendo, anche più di una volta, i fatti già riassunti all’inizio. Credo (o penso di ricordare) si chiami teoria delle prime tre righe o qualcosa del genere.
Ho dieci giornali nel bookmarks del mio Firefox: quattro italiani, uno USA, due inglesi, uno brasiliano, uno spagnolo e uno tedesco. Li ho sfogliati tutti in cerca dell’articolo sul processo Mills, o almeno così lo chiamano in Italia, negli altri Paesi no.
Ed ecco quello che ho trovato: tre dei quattro giornali italiani non nominano Berlusconi nel titolo e nemmeno nelle prime tre righe (Repubblica, Corriere e Il Giornale, quest’ultimo nomina Berlusconi tipo a riga 25). Però tutti nominano subito Mills, fornendo quello che può essere chiamato un “soggetto civetta”. Il quarto – L’Unità – invece nomina Berlusconi nel titolo, e bello grande.
Due dei giornali stranieri titolano (più o meno): “Quattro anni e mezzo di condanna nel processo Berlusconi” (The Guardian, New York Times). Altri due (El Pais e Sueddeutsche Zeitung) scrivono: “Quattro anni e mezzo all’avvocato di Berlusconi”. Gli ultimi due (The Times e La Folha de São Paulo) scrivono: “Quattro anni e mezzo all’avvocato corrotto da Berlusconi”.
Che dire? Libertà di stampa a volte si e a volte no, ma di sicuro gli addetti alle comunicazioni di Bagonghi hanno letto molto bene il manuale, e magari ne hanno inviata fotocopia a parecchi quotidiani. Con ricevuta di ritorno.

21 02 2009
settantasette

Mi riallaccio al kebab – embè, è ora di pranzo – per confermare l’impressione di Sara. Da queste parti mi sono state raccontate cose molto simili riguardo al lavoro in un ristorante Indiano. Mentre nelle cazzo di pizzerie ti massacrano, pagandoti niente.

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